Pubblicato su Fanpage l’ennesimo lamento del geologo Mario Tozzi sulla caccia. Quando Fanpage capisce che il clima sull’argomento caccia potrebbe raffreddarsi, mette subito mano a qualcuno che parli male di caccia e cacciatori. E Tozzi rappresenta sempre una garanzia. La minestra è sempre la stessa: mai un dato reale, mai un atteggiamento costruttivo, solo chiacchiere fondate sull’assoluta disconoscenza dell’argomento. Via Tozzi, magari la prossima volta venga più preparato, ovviamente per dirne di peggio… Subito infatti parte con la convinzione che, siccome siamo l’1 per cento della popolazione, noi cacciatori veniamo mal sopportati dal resto degli abitanti. “…gli italiani la caccia non la vogliono nemmeno sentir nominare: lo sappiamo dai sondaggi, dai referendum…”. Tozzi, legga le inchieste non commissionate dalle solite associazioni che a lei piacciono tanto. Lo sa meglio di me che, prima dei sondaggi e delle indagini, bisogna sempre vedere chi le ha pagate. Infatti, quelle non di parte e neutrali, dicono in realtà che la maggior parte degli italiani non ha una opinione pregiudiziale sulla caccia in quanto tale. Vogliamo parlare di referendum? E parliamone, parliamo in particolare del quorum che non è arrivato, per l’ennesima volta, all’ultima consultazione popolare sull’argomento, malgrado l’escamotage del voto elettronico…
Poi passa alla Costituzione, per “…non mettere in discussione il futuro ambientale delle prossime generazioni…”. Ma guarda tu. Lei non sa nulla di caccia, e specialmente di gestione della fauna che, essendo gestita dai cacciatori su decisioni e indicazioni tassative di gente molto più competente di lei, oggi in Italia ha fatto rifiorire e addirittura proliferare molte specie faunistiche. Certo, tra geologia e fauna non è mai corso un buon rapporto: le rocce non parlano, non respirano e non si lamentano. La fauna sì. Quindi due lingue che non si capiscono proprio. Poi certo quando arriva a dire “…Ma sono loro (i cacciatori) che l’hanno aumentata…”. si riferisce alla pressione degli ungulati in aumento. Via Tozzi, anche lei sulle teorie che più ne prelievi e più ne aumentano? Questo nemmeno nei peggiori circoli animalisti lo dicono più. “…Se i cinghiali sono proliferati è perché sparavano ai lupi…”. Be’, adesso a quanto pare i lupi sono a migliaia, in Italia, ma i cinghiali sono sempre milioni… Debole in matematica? Poi “…Tutti i bracconieri sono cacciatori…” e “…ma sono gli stessi che maltrattano i loro cani da caccia nei modi più terribili…”. Altra falsità, per i cacciatori i loro cani sono più che membri della famiglia, mentre a quanto pare i canili sono pieni di cani di quelli che magari sull’ambiente e sui cacciatori la pensano come lei, ma dopo averci fatto giocare il bambino lo portano in canile con le più variegate e puerili scuse. Siamo stanchi delle offese degli odiatori seriali; di persone che ci augurano la morte continuamente; che organizzano feste sui social con brindisi e “magnate” quando muore uno di noi per cause anche estranee alla caccia. Ecco, la differenza tra noi e voi molto poco Sapiens, comincia proprio dal fatto che noi non auguriamo la morte a nessuno. Anzi aiutiamo tutti, come peraltro è avvenuto anche in occasione dell’epidemia Covid 19, o quando c’è da cercare qualche persona scomparsa. Poi Tozzi è passato a spiegare, naturalmente con parole molto sue, che tipo di intestino abbiamo e perché non dovremmo mangiare la carne. Voto 5 e mezzo: studi i libri giusti. Sorvoliamo sulle sue idee della nuova legge sulla caccia visto che non ne sa nulla sull’argomento, e si incarta poi col fascismo che l’avrebbe fomentata. Ma quello che è il suo Oscar è che anche lei, come una sua amica che si dichiara etologa amante delle casistiche di morte, mi prende a esempio le vittime della caccia e, per riuscire a fare la giusta impressione, deve citare il dato relativo agli ultimi cinquant’anni. Poi parla di milioni: 5 poi 10, addirittura 15 sono i milioni. Non di euro, ma di uccelli che cadono sotto il nostro tiro. Il tutto senza citare fonti e ovviamente senza alcun contraddittorio.




