Impedire a chi sceglie di commettere un reato, di poter poi pretendere di essere risarcito per i danni subiti in conseguenza della propria azione criminale. È questo il senso di un ddl annunciato dalla Lega e che sarà presentato nelle prossime settimane. Secondo quanto annunciato dal partito, la proposta “si pone in continuità con un ordine del giorno già approvato dal Senato e punta da affermare un principio semplice: chi sceglie di commettere un reato non può pretendere di essere risarcito per le conseguenze della propria azione criminale. Dopo aver ottenuto nel 2019 l’approvazione della riforma sulla legittima difesa, stabilendo che chi è costretto a difendersi da un’aggressione non deve nulla al proprio aggressore, oggi la Lega vuole compiere un ulteriore passo avanti nella stessa direzione, rafforzando un principio di buon senso, giustizia e responsabilità: chi decide volontariamente di violare la legge e di esporsi ai rischi connessi alla propria attività criminale non può scaricare sugli altri le conseguenze economiche delle proprie azioni”.
Questa iniziativa si pone nel solco di altro ddl di contenuto analogo, presentato circa un anno fa da un gruppo di senatori di Fratelli d’Italia e sembra già di contenuto prettamente da “campagna elettorale”, andando a incidere su quello che da sempre è uno dei cavalli di battaglia del Carroccio. Nello specifico, si tratta di andare a intervenire non in quei casi in cui venga riconosciuta la legittima difesa in capo alla vittima (giacché in quel caso l’esclusione del risarcimento per l’aggressore c’è già), bensì per quei casi in cui la legittima difesa non venga riconosciuta, come per esempio nel caso del gioielliere Mario Roggero.
Si tratterà di vedere se poi l’iter legislativo riuscirà a concludersi entro la fine della legislatura e se la Corte costituzionale non avrà nulla in contrario sul contenuto del provvedimento…




