di Ruggero Pettinelli - 03 agosto 2019

Ancora più bella, ancora più tosta

La carabina semiautomatica di Sauer sottoposta a un intenso restyling: molti i fattori di comunanza con la S404 bolt-action, a partire dal calcio, ma anche la meccanica è stata aggiornata per risultare ancora più affidabile nelle condizioni più difficili

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La carcassa è stata ridisegnata: finestra di espulsione con i lati minori inclinati in avanti e fianchi piani anziché arrotondati. L’effetto complessivo è molto moderno e accattivante.

Nel florido mercato delle carabine semiautomatiche per la caccia in battuta al cinghiale (e agli altri ungulati ove sia consentito), la Sauer 303 è un caso molto particolare, anzi pressoché unico, perché fin dalla sua origine si è voluto creare un prodotto che avesse l’eleganza e la finezza di una carabina bolt-action, creando così un prodotto assolutamente premium, destinato ai palati più fini e non certamente a scannarsi sul filo dei 50 euro con i prodotti entry level. A metà 2019, cioè alla vigilia della stagione venatoria 2019-2020, Sauer ha deciso di debuttare con un esteso restyling sia estetico, sia funzionale di questa straordinaria ammiraglia, proponendo un look ancor più aggiornato e una affidabilità ancora più garantita anche nelle peggiori condizioni ambientali e d’uso. Questa nuova versione sarà disponibile per l’invio ai distributori europei a partire dal mese di luglio (burocrazia nazionale permettendo…) e soppianterà del tutto la versione precedente. Ma cosa è cambiato, di preciso? Be’, parecchio…

Le novità

Le modifiche rispetto al progetto precedente della 303 (che, ricordiamo, era già alla seconda generazione dalla sua prima presentazione sul mercato) sono tutto sommato di dettaglio, ma sono piuttosto importanti, tanto che l’azienda aveva valutato di cambiare nome o quantomeno di aggiungere qualcosa al nome del modello, per sottolineare l’arrivo della nuova generazione. Si è poi deciso di restare semplicemente sul nome originale S303, sulla falsariga del fatto che il motto di Sauer è “armi per generazioni” (di cacciatori e tiratori…), e che quindi anche per l’arma in sé, oltre che per la clientela Sauer, è normale l’avvicendarsi delle generazioni. Partiamo innanzi tutto dalla scelta dei calibri: classici e supercollaudati, sono il .308 Winchester, il .30-06 e l’8x57 Js. Rispetto ad altri competitor, l’azienda ha deciso di non offrire il .300 Winchester magnum perché la quasi totalità del mercato in questo calibro era rappresentato dall’utenza russa: stante l’embargo sulle vendite di armi in quel Paese, viene ad azzerarsi in pratica la richiesta. È stato valutato anche il 9,3x62, ma il feedback da parte dei clienti potenziali è stato negativo, principalmente per il prezzo delle cartucce in rapporto agli altri calibri e anche per il timore, da parte dell’utente medio, del rinculo.

Per tutti e tre i calibri, la canna ha il medesimo profilo e la medesima lunghezza, pari a 510 millimetri, con volata di 17 mm. È, quindi, una canna compatta e ancora abbastanza leggera, anche se non leggerissima, visto che alcuni semiauto concorrenti hanno canne con volata più sottile ancora. Ciò rappresenta un buon compromesso tra le esigenze di contenimento del peso totale e le esigenze di stabilità e controllabilità nel tiro rapido, nonché resistenza al riscaldamento. Rispetto alla precedente generazione, si è deciso di cromare interamente l’anima (quindi sia la rigatura, sia la camera), allo scopo sia di rafforzare l’insensibilità dell’arma alle peggiori condizioni ambientali, sia di garantire una maggior durata nel tempo delle caratteristiche di precisione, anche in presenza di procedure di pulizia da parte del tiratore, non particolarmente delicate e rispettose. Il nuovo trattamento si evidenzia a prima vista grazie all’anello argenteo che circonda il vivo di volata vero e proprio. Il trattamento esterno della canna, invece, è costituito da una nitrurazione nera denominata NitrobondX, particolarmente resistente agli agenti atmosferici.

Anche la carcassa è stata profondamente modificata rispetto alla 303 “vecchia maniera”: i fianchi non sono più tondeggianti, bensì hanno assunto un profilo vagamente trapezoidale, assimilando così il look della serie S303 a quello della nuova bolt-action ammiraglia di Sauer, cioè la S404. Adesso la S303 presenta anche la medesima ghiera di culatta della S404, che raccorda la canna alla carcassa: al di là del fattore estetico del componente in sé, occorre ricordare che la ghiera in questione può essere fornita dorata, incisa e anche personalizzata con il nome e cognome del tiratore, costituendo quindi un elemento di distinzione ulteriore. Rinnovato anche il profilo della finestra di espulsione, con i lati minori più svasati e leggermente inclinati in avanti. Rispetto alla S404, c’è un’ulteriore similitudine, rappresentata dalla pala del calcio: adesso è perfettamente intercambiabile tra i due modelli. Quindi, è possibile per esempio montare adesso anche sulla S303 la calciatura in carbonio Ergo heat, con pistola riscaldata, esclusiva di Sauer. A sancire la differenza rispetto alla 303 precedente, c’è anche un aspetto estetico o, per meglio dire, cromatico: il calcio polimerico della nuova 303 è realizzato con una mescola di colore grigio chiaro, mentre nella vecchia 303 era in verde oliva. L’astina anteriore è esclusiva per il modello S303 e non è intercambiabile, quindi, con la S404 (non è difficile capire come mai, visto che circonda il sistema di presa gas), ma rispetto al passato risulta smontabile prontamente sul campo, per provvedere a una manutenzione straordinaria in caso di condizioni climatiche particolarmente ostili (pioggia battente eccetera). Il suo design è stato, comunque, attualizzato in particolar modo nella versione in legno, rastremando in modo più accentuato il puntale, risagomando i lati e provvedendo una nuova zigrinatura. Per smontare l’astina si può utilizzare il mini-utensile tipico della S404 (denominato Sus, Sauer universal schlüssel), agganciato (e occultato) normalmente alla boccola per la maglietta porta cinghia posteriore. Il Sus può essere utilizzato anche per smontare la pala del calcio e per regolare l’altezza dell’appoggiaguancia, per i modelli che ne siano dotati, cioè la Synchro Xt polimerica e la Ergolift select in noce.

Per quanto riguarda l’aspetto più prettamente meccanico, sono stati eseguiti numerosi interventi per esaltare ulteriormente l’affidabilità: il blocco della presa gas, che funge anche da supporto per il pistone a corsa corta, ha profilo identico al precedente, ma invece di essere in lega leggera è adesso realizzato in acciaio speciale, risultando più robusto, rigido e durevole in particolare quando si spara un elevato numero di colpi in rapida successione. Nella parte interna, il cilindro di presa gas è stato ridisegnato in particolare per quanto riguarda la forma della feritoia che convoglia al pistone i gas spillati dalla canna, al fine di garantire un funzionamento ancora più fluido e massimizzare il rendimento del gas medesimo nella realizzazione del ciclo funzionale. Il differente materiale del blocco della presa gas ha comportato un aumento ponderale di circa 80 grammi, beneficamente concentrati nella parte anteriore dell’arma e, quindi, utili per contrastare il rilevamento allo sparo. Un altro aspetto innovativo è costituito dalla sostituzione della molla di recupero da un profilo elicoidale tradizionale a un nuovo modello a fili intrecciati, il che garantisce il mantenimento delle caratteristiche di forza più a lungo nel tempo. Anche la testina dell’otturatore è stata riprogettata: ha sempre due serie di tre tenoni a 120 gradi, sono però state riviste alcune quote minori e alcuni trattamenti, al fine di esaltare la dolcezza di scorrimento nelle fasi di chiusura. Una cosa che non è immediatamente visibile, ma svolge la sua funzione efficacemente. Ben più evidente, invece, l’aggiunta di un secondo espulsore a puntone e molla accanto al primo, al fine di garantire la massima efficacia e prontezza di espulsione del bossolo.

Per quanto riguarda la sicurezza, la S303 fin dall’origine prevedeva un cursore di armamento (handspannung) che disarma la molla del cane: questo dettaglio si ritrova invariato sulla nuova S303, per sparare si fa scorrere verso l’alto il cursore comprimendo la molla cinetica, per disarmare basta premere il pulsante sulla sommità del cursore, provocandone la discesa in posizione di riposo. Sia l’armamento, sia il disarmo sono studiati in modo da risultare della massima silenziosità, elemento non trascurabile sul terreno di caccia.

L’alimentazione è fornita dal tradizionale caricatore monofilare, della capacità di 2 oppure 5 cartucce; nel primo caso il caricatore risulta perfettamente a filo della parte inferiore della carcassa, nel secondo caso la metà inferiore del serbatoio sporge dal profilo dell’arma. Questo, però, da un punto di vista funzionale è un vantaggio, perché in tal modo si ha una grande superficie di presa per estrarre il caricatore per sostituirlo o caricarlo. Lo sgancio è sempre costituito da un pulsante all’estremità anteriore del bocchettone, la novità è costituita dal fatto che, come sulla S404, adesso è possibile bloccare il pulsante (spostandolo in avanti con un click) in modo da impedirne l’azionamento accidentale. È il sistema MagLock di Sauer.

Mire e scatto

Per quanto riguarda gli organi di mira, l’azienda ha fatto una scelta molto precisa, per certi versi estrema ma tecnicamente valida: azzerare le classiche mire metalliche sulla canna (ma tacca e mirino sono comunque disponibili su richiesta), e modificare le guide a coda di rondine sulla sommità della carcassa, passando da una interfaccia tipo Weaver della generazione precedente della S303, all’attuale configurazione, che è specifica per il montaggio della slitta a sgancio rapido Sum (Sauer universal mount). Si tratta di una slitta che, tramite due nottolini a leva, può essere montata e smontata veramente in un secondo, mantenendo invariata la taratura dell’ottica. Esistono slitte Sum con anelli tradizionali (fino a 40 mm di diametro), oppure con le interfacce per la slitta Zeiss, oppure con interfacce per i moderni Micro dot (come l’Aimpoint Micro-H1) e così via. In questo modo è possibile, per esempio, passare da un impiego prevalente dell’arma nei tiri a breve distanza (con il red dot) a un impiego più a lunga distanza (con l’ottica), magari dall’altana, direttamente sul campo, a seconda delle necessità contingenti, in un istante. Per quanto riguarda lo scatto, di serie sulla nuova S303 c’è il Black magic, un single stage particolarmente curato, concepito per un peso di sgancio di circa 950 grammi.

La nostra prova

Per provare la nuova S303 siamo stati invitati, insieme a colleghi della stampa specializzata di tutta Europa, nello stabilimento di produzione Sauer, a Isny, ridente cittadina nel mezzo della campagna tedesca al confine tra la Baviera e il Baden Württenberg. L’azienda ha approntato una dotazione veramente completa di armi nei tre calibri disponibili e in tutti gli allestimenti (salvo, forse, solo l’Artemis, d’altro canto però tutti i tester erano uomini e per di più di una certa stazza…), con dotazione di red dot (Aimpoint Micro H1) oppure ottiche da battuta di ultima generazione (come lo Zeiss V8 1,1-8x30 o il Minox Zx5 1-5x24). Per conferire il massimo realismo alla prova e consentire di apprezzare la maggiore o minore controllabilità nel tiro rapido sulla sagoma di cinghiale in movimento, abbiamo potuto usufruire del sistema Cineshot aziendale: anche definito Schiess-kino, si tratta di un sistema interattivo che proietta su uno schermo in carta o polimero di sfondo, uno scenario realistico di caccia con andirivieni di cinghiali. Quando si spara un colpo si fora lo sfondo, attraverso il foro filtra un raggio di luce (visibile o infrarossa, a seconda delle versioni) che viene letto da un apposito sensore, consentendo di modificare lo scenario con la caduta in tempo reale del cinghiale colpito, oppure la visualizzazione in un angolo dello schermo della macro di dove sia finito il colpo. Francamente, a parte una caccia “vera” (nella quale però non è detto che il cinghiale arrivi…), non si può immaginare un contesto più realistico di così. Tutti hanno avuto la possibilità di testare a rotazione i tre calibri e i differenti allestimenti: la cosa più evidente risultata da alcune serie di tiro sempre più rapide messe in opera contro i branchi “virtuali” è che l’asse di canna particolarmente basso, l’assetto particolarmente slanciato dell’arma e la sua ergonomia complessiva consentono un controllo del colpo di particolare efficacia e, di conseguenza, un doppiaggio pressoché istantaneo. Questo è risultato particolarmente significativo, ed evidente, con le armi nel calibro 8x57, che comunque spara una bella “pillola” del peso di circa 200 grani. Il cursore di armamento è veramente istintivo nella gestione, buono anche il comando dell’hold open, che consente di mandare in chiusura l’otturatore dopo aver rifornito nuovamente il caricatore con una semplice spinta verso l’alto, ma consente anche di bloccare manualmente in apertura l’otturatore (magari per evidenziare lo stato di arma scarica quando si arriva alla posta e non si è ancora dato il via alla caccia) tirando verso il basso il medesimo nottolino, con l’unghia del pollice. Lo sgancio del caricatore è risultato di particolare praticità con i serbatoi da 5 colpi, quelli da 2 talvolta hanno mostrato qualche esitazione nel cadere in mano al cacciatore e non c’è un punto di presa dal quale afferrarli. In Italia, comunque, il caricatore da 2 non ha molto senso sul cinghiale, stante la piena legittimità dell’impiego del caricatore da 5 (solo per il cinghiale, però, attenzione).

Dopo aver bruciato scatole su scatole di munizioni (Remington, Rws, Sellier & Bellot, Hornady) e arroventato le canne delle armi “cavia” senza il benché minimo malfunzionamento, abbiamo chiesto e ottenuto di effettuare un test di precisione sulla canonica distanza di 100 metri, in appoggio, per poter avere un riscontro sulla effettiva capacità intrinseca di raggruppamento dei colpi. Il risultato è stato decisamente impressionante: cinque colpi Geco soft point di 170 grani sono risultati reciprocamente tangenti, considerando che si tratta di una munizione economica per la caccia e che l’ottica era di altissima qualità (Zeiss V8 1,1-8x30), ma destinata alla battuta e non al tiro “agonistico”, c’è di che restare a bocca aperta.

La prova completa su Armi e Tiro di luglio 2019

Scheda tecnica

Impressionante rosata di cinque colpi ottenuta in doppio appoggio a 100 metri, con ottica Zeiss V8 1,1-8x30 e cartucce Geco Sp di 170 grani.

Produttore: Sauer, sauer.de

Distributore: Blaser group, via Pasteur 11, 37135 Verona, tel. 045.45.79.820, fax 045.48.59.048, blaser.de/it, valentina.cagnoni@blaser-group.com

Modello: 303 Syncro Xt

Tipo: carabina semiautomatica

Destinazione d’uso: caccia

Funzionamento: recupero di gas con pistone a corsa corta e otturatore rotante

Calibro: .30-06 (anche .308 Winchester e 8x57)

Alimentazione: caricatore amovibile monofilare

Numero colpi: 2 o 5

Canna: lunga 510 mm, volata 17 mm, anima cromata, passo di rigatura 1:11” (.30-06)

Lunghezza totale: 1.060 mm

Scatto: Black magic in un solo tempo, tarato a 950 grammi

Percussione: cane interno

Mire: predisposizione sulla carcassa per il montaggio di slitta a sgancio rapido Sauer universal mount; opzionali, mirino a lama e tacca di mira tipo battue

Sicura: a cursore sul dorso della carcassa, disarma la molla del cane; dispositivo MagLock contro lo sgancio accidentale del caricatore

Materiali: carcassa in lega leggera, canna e otturatore in acciaio al carbonio, calciatura polimerica oppure in noce

Finiture: canna con nitrurazione NitrobondX, carcassa anodizzata nera opaca

Peso: 3.690 g

Qualifica: arma da caccia

Prezzo: nd

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