Coltelli e decreto sicurezza: quale futuro per i distretti artigianali?

Quali saranno le ripercussioni della "stretta" sui coltelli impartita dal decreto sicurezza, in particolare per i distretti artigianali e industriali che da secoli sono specializzati, in Italia, in queste produzioni? La preoccupazione c'è ed è tutt'altro che peregrina...

C’è chi considera il coltellino uno strumento indispensabile in mille attività del quotidiano, e chi con il coltellino, letteralmente, ci vive. Stiamo parlando dei distretti artigianali e industriali che in Italia, in alcuni casi da secoli, sulla produzione dei coltelli ci vivono. Scarperia, in Toscana; Pattada, in Sardegna; Maniago, in Friuli; Premana, in Lombardia, e Frosolone, in Molise. Per quanto riguarda quest’ultimo, il primo cittadino della cittadina, già ancora quando il decreto sicurezza era a livello di bozza, aveva affidato all’Ansa un comunicato nel quale esprimeva le proprie perplessità: “L’amministrazione comunale”, ha dichiarato Pasquale Rocco De Lisio, sindaco di Frosolone, “ribadisce il pieno sostegno agli obiettivi di sicurezza perseguii dal governo, ma ritiene necessario distinguere con attenzione tra l’uso illecito di strumenti e la produzione artigianale e industriale di qualità, destinata a impieghi legittimi e professionali. Un approccio non calibrato rischierebbe di colpire indiscriminatamente imprese sane, con conseguenze occupazionali ed economiche rilevanti per l’intero territorio”.