Beretta Sv10 Perennia calibro 12

17 ottobre 2008
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    Il terzo brevetto Beretta del Perennia è negli estrattori. Intanto sono gli stessi, lunghi e guidati, quindi efficienti, precisi e a prova di uso, del prestigioso So10. E poi c’è la pos sibilità di abilitare o disabilitare la molla di espulsione dei bossoli spenti: in questo modo il cacciatore può scegliere di estrarli con la mano dalle camere di cartuccia e riporli nelle tasche salvaguardando l’ambiente. Si tratta, semplicemente, con l’astina smontata, di fare compie...

    Gli estrattori ecologici

    Il terzo brevetto Beretta del Perennia è negli estrattori. Intanto sono gli stessi, lunghi e guidati, quindi efficienti, precisi e a prova di uso, del prestigioso So10. E poi c’è la pos sibilità di abilitare o disabilitare la molla di espulsione dei bossoli spenti: in questo modo il cacciatore può scegliere di estrarli con la mano dalle camere di cartuccia e riporli nelle tasche salvaguardando l’ambiente. Si tratta, semplicemente, con l’astina smontata, di fare compiere un quarto di giro alle due viti a taglio che impacchettano le molle (espulsione automatica) o le liberano (estrazione manuale) degli estrattori, sui fianchi del monoblocco. Già che parliamo di questa zona del fucile, diciamo che gli spessori delle pareti delle camere di cartuccia sono generose. Attorno ai 5 mm e più. In volata siamo nell’ordine di 1,70 mm, mentre il diametro dei tubi misurato dall’esterno è di 24,25 mm. Le canne inaugurate sul Perennia sono denominate Optima-bore High performance. In acciaio al NiCrMo martellate e freddo, cromate internamente, sono lunghe 710 mm (disponibili 670), forate a 18,6 mm e pesanti 1.430 grammi. Il profilo interno è ottimizzato per i pallini in acciaio: sono, infatti, dotate di un lungo cono di forzamento (circa 200 mm), specifico per “ammorbidire” l’effetto dei pallini in acciaio, che migliora la resa balistica e riduce la sensazione di rinculo.

     

    Sono testate a 1.370 bar, con tanto di punzone del giglio, e sono equipaggiate con strozzatori intercambiabili Optima-choke anch’essi High performance, cioè ottimizzati per i pallini in acciaio (strozzature fisse a richiesta), costruiti in acciaio e nichelati. Il profilo esterno delle due canne si fonde in modo ancora più armonioso con il monoblocco e la bascula, i bindellini laterali sono pieni e la bindella 6x6 a ponticelli è zigrinata antiriflesso. Il mirino è in alpacca. Il complesso canne-astina pesa 1.661 grammi, quello bascula-calcio 1.731 con Kick-off e 1.691 senza: il peso complessivo della versione Kick-off è dunque di 3.392 grammi contro 3.352 senza. La pistola del calcio è stata ridisegnata, così come l’astina, elegante e snella. Essa nasconde un altro brevetto, questa volta di Franchi (Alcione e Falconet con canne intercambiabili, alla fine degli anni Novanta) che ha lo scopo di mantenere costante il tiraggio croce-canna-bascula, mediante un sistema di molle a tazza. L’intera croce è in lega leg gera di alluminio (con un nuovo trattamento protettivo che porta la durezza a 1.500 Vickers), mentre la leva dell’auget è stata allungata per migliorare l’apertura dell’astina. Ho provato il nuovo sovrapposto Sv10 Perennia III una prima volta negli Stati Uniti, al piattello e una seconda volta nella sala azzurra Beretta, in tunnel, per le prove di funzionamento. Superando l’impaccio della sicura automatica (a cui non riesco ad abituarmi), sul piattello il sovrapposto mi ha subito convinto per la naturalezza e la maneggevolezza. È pulito e veloce come un Beretta, con uno scatto netto e cristallino.

     

    Insomma, piacevole e istintivo, ben padroneggiabile da subito con cartucce 28 e 32 grammi di varie marche statunitensi. Il peso tutto sommato non indifferente quasi non si nota per l’ottima bilanciatura. Questa caratteristica si riverbera efficacemente anche allo sparo: salendo di grammatura fino ad arrivare alle magnum cattive non si apprezzano sensazioni fastidiose alla spalla o salti delle canne. Non si apprezzano sostanziali differenze di funzionamento e di risposta del fucile anche variando continuamente la grammatura delle cartucce. L’unica cosa che ho rilevato è il movimento sulla spalla del Kick-off che tende proprio ad ammortizzare quindi a comprimersi e a ridistendersi, sensibilmente. A lungo andare, dopo una decina e più di magnum, la spalla non ha risentito nulla, lo zigomo qualcosina in più. Il fucile vale, e molto, è divertente e interessante. Le rosate sono valide. Bello, anche se la nichelatura mi sembra appena un pelo troppo gialla. Ne riparlerò e lo metterò alla prova a caccia alla prima occasione, magari anche con pallini in acciaio (a trovarne...).

     

    SCHEDA TECNICA

    Costruttore: Pietro Beretta spa, via Pietro Beretta 18, 25063 Gardone Val Trompia (Bs), tel. 03.08.34.11, fax 03.08.34.14.21, www.beretta.it

    Modello: Sv10 Perennia III

    Calibro: 12/76 Tipo: fucile a due canne sovrapposte per caccia

    Chiusura: doppio chiavistello conico autoregolante; monoblocco sovradimensionato con spalline trapezoidali di tenuta, perni cerniera sostituibili

    Canne: Optima-bore con profilo High performance lunghe 710 (disponibili 670 mm), forate a 18,6 mm e pesanti 1.430 grammi con strozzatori intercambiabili Optimachoke High performance o strozzature fisse a richiesta

    Strozzature: sistema Mobilchoke con cinque strozzatori intercambiabili interni (*, **, ***. ****, C****)

    Organi di mira: mirino a perla, bindella 6x6 mm

    Estrazione: lunghi estrattori guidati

    Espulsione: a puntoni caricati da molle, semplice dispositivo per commutare tra ejettore automatico ed estrattore manuale

    Scatto: gruppo di scatto rimovibile velocemente, grilletto selettivo in titanio

    Percussione: indiretta mediante cani su percussori a lancio inerziale

    Congegni di puntamento: mirino a sfera, in metallo; bindella piana di 6 mm, ventilata

    Sicurezza: manuale o automatica, con selettore di nuovo disegno

    Calcio: a pistola in noce scelto finito a olio, lungo 373 mm, drop 35/55 mm, dispositivi Q-stock per smontaggio e Kick-off per ammortizzare il rinculo; pad Gel-tek; astina semibeavertail

    Materiali: bascula in acciaio, canne in acciaio al NiCrMo

    Finitura: bascula nichelata opaca; canna brunita lucida

    Peso rilevato: 3.392 g (canne di 710 mm)

    Lunghezza totale: 1.150 mm (canne di 710 mm)

    Dotazione: valigetta in polipropilene, calciolo aggiuntivo in gomma, magliette portacinghia montate, olio per armi Beretta, 5 strozzatori interni Mobilchoke, garanzia 2 anni + 1

    Prezzo: 3.099 euro, Iva inclusa (versione senza Kick-off 2.899 euro)

    Tante innovazioni

    Per vedere così tante innovazioni e così importanti, sui sovrapposti Beretta, bisogna tornare al 1979, quando fu inaugurata la serie 680. In ordine cronologico inverso, in tempi più recenti, l’So10 è nato nel 2003, il Dt10 Trident da tiro nel 2000, l’Ultralight 687 nel 1995. Il modello Sv10 Perennia III è il primo di una famiglia di sovrapposti che avranno differenti gradi di finitura, ma che a giudicare dal nome si candidano per durare in eterno nelle rastrelliere dei cacciatori. Le analogie con il sovrapposto di lusso So10, invece, non si limitano all’assonanza della sigla, ma alla paternità del progetto che è sempre di Dario Plebani. È senza dubbio una paternità Beretta, quella del nuovo Sv 10. Moderno senza esagerare, rivisto più nell’estetica e nella funzionalità che nell’ergonomia, ha una notevole serie di innovazioni tecniche caratteristiche che vanno indagate sul campo, nel tempo. Ho provato la versione tecnologicamente più evoluta, con il calcio Kick-off che dissipa gradualmente l’energia di rinculo tramite due ammortizzatori idraulici. La ricerca del maggior comfort per il cacciatore non è l’aspetto su cui si è concentrata l’attenzione del progettista, sebbene sia intervenuto anche sui comandi, semmai proprio sulla solidità e sulla robustezza complessiva, sull’affidabilità. Incorpora un nuovo sistema di smontaggio rapido del calcio dalla coccia della pistola, gruppo scatto rimovibile rapidamente, ejettori a scelta manuali o automatici, un sistema di recupero del gioco del basculaggio nella croce. Le canne Optimabore High performance sono disegnate per i pallini in acciaio in combinazione con gli strozzatori interni. Forme arrotondate e moderne anche nelle spalline e controspalline di tenuta, tipiche dei sovrapposti Beretta.

     

    Il sovrapposto Beretta può essere un ottimo punto di partenza, ma è in genere un invidiato punto di arrivo del “percorso armiero” del cacciatore. L’Sv10 Perennia III è un fucile tecnologico e avanzato, che a sensazione personale offre davvero tanto, persino troppo per il cacciatore medio italiano. Ma questo non è un esercizio di stile, è una nuova pagina da cui il progetto può evolversi ulteriormente. All’atto pratico, questo sovrapposto è l’ideale per il cacciatore esperto e moderno, che si porta un solo sovrapposto all’estero, che non vuole correre rischi, vuole eseguire personalmente (come si dovrebbe) la manutenzione del sovrapposto e magari è capace di intervenire su piccoli problemi di meccanica, che vuole passare da un tipo di caccia all’altro. Per certi versi, ha un intento oserei dire “didattico”: invita il cacciatore a osservare la meccanica, a conoscere meglio il proprio fucile, per ricavarne benefici e cultura. All’esterno colpiscono lo sguardo le spalline e le relative controspalline tipiche della bascula Beretta che sono ora curve profonde, senza spigoli e molto meno trapezoidali. La superficie di entrambe è maggiorata, quindi la tenuta si deve intendere migliorata. La chiusura è affidata al doppio chiavistello conico autoregolante, di cui sono stati ridisegnati profilo e sedi. Le mezze cartelle laterali sono fortemente caratterizzate da una forma ellittica che Beretta definisce “a punta di freccia”. Non è stato chiarito se anche su questo sovrapposto ci sia lo “zampino” di Giorgetto Giugiaro: in ogni caso, poiché tutte le ultime realizzazioni della Casa di Gardone portano la sua firma, qualcosa deve essere rimasto almeno negli occhi dei progettisti. In ogni caso questa mezza cartella è rialzata rispetto al corpo di bascula e lucidata. La bascula è lavorata a controllo numerico da un blocco di acciaio ad alta resistenza forgiato, poi accuratamente temprata e rinvenuta, finita con una speciale nichelatura che offre superiori garanzie di resistenza all’ossidazione e alla corrosione. Il profilo della bascula è basso e ben proporzionato e, grazie al nuovo progetto, non la sola batteria si inserisce nello scasso della calciatura, come di consueto, ma anche il corpo della bascula per un tratto di almeno una ventina di millimetri, a tutto vantaggio della solidità dell’insieme. Le superfici sono incise al laser con festoni floreali e due coppie di fagiani e starne, classici “da riserva”. Resi più robusti anche i perni cerniera (sostituibili), con nuove, speciali spallette di rinforzo interne, posizionati il più vicino possibile all’asse della canna inferiore.

     

    La chiave di apertura è liscia con “palmetta” maggiorata, per offrire una più vasta superficie alla pressione del dito e rendere più confortevole e semplice l’apertura del fucile. Non è bellissima esteticamente, ma sembra funzionare bene, anche se i primi fucili che ho provato erano un po’ “duri” da aprire. Il calcio chiama Q-stock ed è un brevetto Beretta che rivoluziona il classico sistema del lungo tirante che percorre tutta la lunghezza del calcio. Adesso il tirante è più corto e bloccato nella pistola: nella coccia, cioè, è praticato uno sportellino basculante “automatico”, con molla verso l’interno, che dà accesso al vitone Torx del tirante. Ricorda alla lontana la tradizionale tabacchiera. In pochi secondi, utilizzando la chiave a croce in dotazione, il calcio si separa dalla bascula e dal gruppo di scatto. Una volta rimosso il calcio, anche il gruppo di scatto può essere rimosso con la stessa chiave, intervenendo su una vite Torx posta nel retro della batteria, appena sopra il tirante. Lo smontaggio è operazione semplice e rapida, tuttavia le viti non si devono mai forzare e devono essere rispettate alcune accortezze: per estrarre il calcio la chiave di apertura del fucile deve essere sempre riportata in posizione agendo sul piolo situato in alto sulla faccia di bascula; la sicura deve essere inserita e il selettore sulla prima canna, per lo smontaggio del gruppo di scatto (per facilitare il montaggio i cani devono essere armati). Il sistema consente di lasciare sempre montato il calciolo o di inserire dispositivi di smorzamento del rinculo nel calcio. Come il rinnovato Kick-off (brevetto Beretta presentato per la prima volta sul semiautomatico X-trema nel 2002) che dissipa gradualmente l’energia del rinculo mediante due pistoni idraulici a olio che affondano proprio nel calcio. L’energia impulsiva viene “tagliata” addirittura del 69%, secondo gli studi della Casa di Gardone, rispetto a un calcio normale, sparando con cartucce 36 grammi. Il Kickoff regala comfort al tiratore e aiuta notevolmente a contenere le vibrazioni e l’impennamento delle canne. Sul Kick-off è montato il calciolo Gel-tek Beretta, lo stesso utilizzato anche sul calcio privo di dispositivo Kick-off.

     

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