31 May 2020

Un serpente tutto nuovo

Porta il nome di un illustre predecessore dell’azienda del cavallino, nuovi però sia i materiali, sia la meccanica: ben controllabile, sa essere preciso grazie soprattutto a uno scatto eccellente

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Il Colt Cobra è il primo revolver dell’azienda del cavallino, dopo molti anni di assenza da questo segmento del mercato.

Il Cobra “edizione 2017” mantiene in comune con l’arma dei tempi che furono il nome e, grosso modo, il formato complessivo: relativamente a tutto il resto, sono tali e tante le modifiche, gli aggiornamenti e le migliorie che possono ben dirsi due armi completamente differenti. A partire, innanzi tutto, dal materiale del telaio, che è passato all’acciaio inox satinato, portando il peso complessivo a 700 grammi contro i circa 450 dell’originale in lega leggera e i circa 600 del Detective special della stessa epoca. Al di là della resistenza agli agenti atmosferici, l’impiego dell’acciaio inox e il conseguente aumento ponderale vanno a beneficio della controllabilità allo sparo, in particolar modo pensando alle cartucce +P che l’arma è in grado di digerire e che, Oltreoceano, sono molto quotate ancor oggi per la difesa personale per l’eccellente rapporto tra la potenza, vicina a quella di un .357 magnum, e la controllabilità. Sempre per agevolare la gestione del rinculo, l’impugnatura è stata spostata all’indietro di circa 3 millimetri e, inoltre, risulta di tipo moderno, una Hogue Monogrip con incavi anteriori per le dita e texture grippante sui lati.

Anche all’interno, tuttavia, le modifiche sono sostanziali: l’arma ha sempre cane esterno e scatto in Singola e Doppia azione, il tamburo si apre sempre azionando all’indietro il nottolino posto sul lato sinistro, ma mentre il Cobra originale aveva molla cinetica a “V” che con il braccio superiore forniva la spinta al cane e con quello inferiore forniva il ritorno del grilletto, oggi la molla è per così dire a “mezza V”, nel senso che solo il suo braccio superiore continua a svolgere la funzione originaria, mentre il braccio inferiore è stato troncato e serve solo per l’incastro della molla nella propria sede nel telaio. Il grilletto è dotato, per il ritorno, di una propria molla a filo. In origine il Cobra aveva un cane a rimbalzo con percussore imperniato sul cane medesimo, oggi invece si è optato per una più funzionale e soprattutto iper-sicura meccanica con transfer bar e percussore a grano riportato nel fusto. In pratica, in posizione di riposo il cane appoggia contro il telaio grazie alla propria propaggine superiore aggettante, senza però riuscire a toccare il percussore. Solo con la pressione volontaria sul grilletto si solleva una leva (la transfer bar appunto) che trasmette l’urto del cane al percussore, determinando lo sparo. Rilasciando il grilletto, la leva si abbassa nuovamente. Con questo sistema, l’arma anche in caso di caduta e urto di fortissima entità non può sparare accidentalmente.

Il tamburo bascula sul lato sinistro per il rifornimento, ha una capacità di sei colpi e un diametro di 35,6 millimetri. Tanto per fare un paragone, il diametro è superiore di solo 1,6 millimetri rispetto al tamburo dei moderni revolver M&P Bodyguard 38 di Smith & Wesson, che però portano 5 colpi. Sfidiamo chiunque a dire se sia in grado di accorgersi, nella tasca o alla cintura, di una differenza di 1,6 millimetri…

L’apertura del tamburo è, come da tradizione Colt, demandata al nottolino sul lato destro, che deve essere arretrato: con questo movimento si arretra anche il puntone centrale che blocca il tamburo in chiusura vincolando il centro della stella di espulsione, non c’è un secondo punto di chiusura né peraltro Colt lo ha mai previsto sui propri revolver: basta dare un’occhiata allo spessore del puntone in questione per capire che un secondo punto di chiusura è fatica sprecata. Inoltre, il tamburo è trattenuto anche dalla guancia del nottolino di apertura, che contrasta con il profilo laterale della dentiera di rotazione. Come sui Detective special e sui Cobra dell’ultimo periodo costruttivo, anche il nuovo Cobra ha la carenatura sotto la canna per l’astina dell’espulsore, il che è benefico perché impedisce danni fortuiti alla bacchetta in questione, conferisce un look moderno e accattivante e contribuisce, infine, a un aumento di qualche grammo nella parte anteriore a beneficio di un assetto più appruato nel tiro.

Mire e scatto

Le mire sono classiche per difesa, costituite da una tacca a “U” fissa, ricavata nel telaio per fresatura, e da un mirino brunito con inserto in fibra ottica di colore rosso, fissato sulla sommità della canna tramite un grano. Forse sarebbe stato utile avere ancora un po’ più di luce ai lati del mirino, collimando la tacca, ma in effetti la fibra ottica contribuisce in modo ottimale alla collimazione istintiva e, per di più, il mirino nero, ma con “occhio” rosso centrale fluorescente e la tacca “bianca” (perché inox) hanno il vantaggio di spiccare su qualsiasi superficie, chiara o scura che sia.

Lo scatto è uno degli aspetti che ci ha maggiormente entusiasmati dell’arma: la Doppia azione non è leggerissima (5 kg) ma è veramente di pulizia esemplare, con corsa costante e appena un leggero indurimento nell’istante precedente lo sgancio. La Singola azione può essere definita “da tiro”, con uno sgancio in un solo tempo netto e definito, con un peso di circa 1.000 grammi. Con queste caratteristiche, trovare l’affiatamento con lo scatto è veramente questione di pochi istanti.

La nostra prova

La prova a fuoco si è svolta sulla distanza dei 10 metri, sparando in Doppia azione in posizione isoscele, tiro lento (ma neanche troppo…) mirato. Sia la distanza, sia la tipologia di scatto sono a nostro avviso quelli più consoni per un revolver destinato alla difesa personale con canna di 2 pollici. Sicuramente c’è chi riesce a sparare in Singola azione a 25 metri con eccellenti risultati con queste armi, e gli facciamo tanto di cappello, ma è abbastanza evidente che lo scopo per il quale sono nati questi revolver è altro rispetto al tiro accademico e in tale frangente vanno testati.

Abbiamo selezionato una gamma eterogenea di cartucce commerciali, che vanno dalle tranquille wad cutter Geco 148 grs alle classicissime Fiocchi Fmj a punta ogivale di 158 grani, per passare alle Semiblindate a punta molle sempre Fiocchi di 125 grani e, infine, alle leggere Fmj a punta piatta Fiocchi di 110 grani. Non si pensi che il wad cutter sia stato da noi scelto in contraddizione con quanto appena esposto relativamente al tiro accademico con i revolver 2 pollici: il wad cutter è un caricamento che noi abbiamo sempre consigliato per la difesa personale abitativa e sempre consiglieremo, perché a fronte della bassa velocità iniziale (confermata nella prova del Cobra) offre un’ampia superficie frontale di impatto che scarica subito tutta l’energia, basso rinculo, vampa pressoché assente e bassa rumorosità. Pensateci…

Per quanto riguarda le reazioni allo sparo, le più pepate sono risultate le Sjsp, ci aspettavamo fossero invece le Fmjfn di 110 grs ma queste ultime, invece, hanno avuto una velocità alla bocca inferiore (nonostante il minor peso di palla e nonostante siano accreditate ufficialmente della medesima velocità alla bocca delle 125 grs Sjsp) e sono per giunta arrivate sul bersaglio leggermente più in basso rispetto al punto mirato, laddove invece tutte le altre sono arrivate “giuste” sul punto mirato. Le Sjsp sono anche quelle che hanno dato la maggior vampa di bocca che, tuttavia, seppur nella quasi oscurità del tunnel non hanno comportato un particolare abbagliamento. L’impugnatura è ben grippante e consente un efficace appoggio anche al dito mignolo, che normalmente invece con gli snub nose risulta disoccupato. Ottimo lo spessore della gomma in corrispondenza della costola posteriore del telaio, l’ammortizzazione è efficacissima così come il comfort, abbiamo tirato un bel 150 colpi di seguito senza avvertire alcun senso di fastidio alla mano. Il cane è sottile (6 mm) ma la cresta è ben rilevata e, quindi, azionabile con grande comodità anche con mani sudate o bagnate. Sottile anche il grilletto (sempre 6 mm), ma la Doppia azione si gestisce in modo ottimale. Le rosate sono risultate ben concentrate e omogenee. L’asta di espulsione dei bossoli ha una escursione di 21,4 millimetri, che sono ovviamente meno rispetto alla lunghezza dei bossoli, ma azionandola con il dovuto vigore si ottiene comunque una fuoriuscita netta con caduta a terra, a prescindere dalla potenza del caricamento.

Qualche parola ci sentiamo di rivolgerla agli affezionati della storica produzione Colt, oggi inevitabilmente un po’ incanutiti sulle tempie, che già sappiamo per certo che avranno iniziato la lettura di questa prova con la inevitabile giaculatoria del “ah, non sono più le bruniture lucide di un tempo” e “ah, ma come li faceva negli anni Settanta non torneranno più”. Ed è assolutamente vero. Però, c’è anche il fatto che non ha alcuna attinenza con i motivi per i quali si deve scegliere un revolver come il nuovo Cobra. Il nuovo Cobra è un’arma costruita secondo criteri moderni, che implicano quindi certamente il ricorso a microfusioni e l’impiego dell’inox satinato al posto dell’acciaio al carbonio con bruniture lucide, ma al possessore sa restituire una finitura delle componenti soggette a scorrimento tuttora eccelsa (il timing del tamburo è semplicemente granitico…), una meccanica moderna, razionale e soprattutto sicura, un sistema di mira adeguato ai tempi e ai nuovi materiali disponibili, una controllabilità nel tiro rapido semplicemente eccezionale. Questo è quanto, e nulla, ma proprio nulla ha a che vedere con le bruniture “di una volta” e quello che volete voi. Se siete in vena di nostalgie comprate un cimelio dell’epoca, se volete qualcosa da usare per difesa, su cui contare, comprate il nuovo Cobra perché lo merita. Punto, fine del discorso e fine del romanticismo (fuori luogo)!

La prova completa su Armi e Tiro di marzo 2020

Scheda tecnica

Produttore: Colt, colt.com

Distributore: Prima armi, via San Paolo 10, 10060 Pinasca (To), tel. 0121.32.14.22, primarmi.it

Modello: Cobra inox

Tipo: revolver

Calibro: .38 special+P

Alimentazione: tamburo basculante

Numero colpi: 6

Lunghezza canna: 2,1 pollici (53,3 mm)

Lunghezza totale: 7,25 pollici (184 mm)

Spessore: 35,6 mm

Scatto: Singola e Doppia azione

Percussione: cane esterno, percussore a grano riportato nel fusto

Sicura: transfer bar

Mire: tacca di mira fissa, mirino in fibra ottica

Materiali: acciaio inox, impugnatura in gomma

Finiture: satinatura opaca

Peso: 701 g

Qualifica: arma comune

Prezzo: 1.269 euro, Iva inclusa

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