Progetto veneto per l’orso sloveno

La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore alla caccia, Daniele Stival, ha approvato un provvedimento sulla conservazione e gestione dell’orso bruno nel Nord dei Monti Dinarici in Slovenia e sulle Alpi centro-orientali

La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore alla caccia, Daniele Stival, ha approvato un provvedimento sulla conservazione e gestione dell’orso bruno nel Nord dei Monti Dinarici in Slovenia e sulle Alpi centro-orientali.

Con l’atto regionale, da un lato, si autorizza la partecipazione della Regione Veneto al progetto europeo Life Dinalp bear e, dall’altro, si approva la convenzione di partnership tra Regione Veneto e Servizio forestale della Slovenia che è coordinatore del progetto europeo.

“Il Progetto europeo – sottolinea Stival – prevede la realizzazione di una serie di attività gestionali necessarie per la gestione dei conflitti che la presenza dell’orso può determinare. Il riferimento è in particolare alle tecniche di monitoraggio e alle procedure d’azione nei confronti degli orsi problematici e di prevenzione dei danni alle produzioni zootecniche e agli impianti di apicoltura.

In aggiunta il progetto prevede attività di comunicazione, formazione e attività di campo per trarre vantaggio dalla grande esperienza maturata in questi anni anche dagli altri partner del progetto e cioè da Provincia Autonoma di Trento e dagli sloveni e dai croati”.

Nell’ambito dell’iniziativa, la partecipazione della Regione Veneto si svilupperà attraverso la struttura tecnica competente in materia di gestione faunistica (Sezione Caccia e Pesca) con un budget complessivo di 396 mila euro di cui 276 derivano dal cofinanziamento comunitario. “Elemento qualificante – precisa Stival – è la piena fattiva disponibilità del Comando regionale del Veneto del Corpo Forestale dello Stato e delle Polizie Provinciali di Belluno, Treviso, Verona e Vicenza. La Regione Veneto – conclude l’assessore Stival – ha assicurato in questi anni una efficiente gestione delle problematiche legate alla conservazione dell’orso bruno, dal ristoro integrale dei danni alla formazione degli operatori provinciali chiamati all’accertamento delle predazioni, dalla fornitura di dotazioni per la prevenzione dei danni al monitoraggio genetico degli esemplari presenti nel territorio regionale, avvalendosi dell’Ispra. Ora, grazie a questi provvedimenti, disporremo di strumenti per rendere ancora più efficace e coordinata la nostra azione”.