11 maggio 2019

Lettera aperta di Fiocchi a Comi

Dopo lo scambio di accuse, il candidato alle Europee di Fratelli d'Italia, Pietro Fiocchi cerca di mettere fine alle polemiche con i forzisti Comi e Piazza
La polemica tra Pietro Fiocchi (FdI) e Lara Comi e Mauro Piazza si era tradotta in un botta e risposta. Ecco la lettera aperta di Fiocchi.

Carissimi Lara e Mauro,
Mi fa piacere che siate così infervoriti nei miei confronti: vuol dire che mi considerate un avversario pericoloso!
Di contro, non trovo corretto e costruttivo il vostro attacco sterile e polemico, solo teso a screditare la mia persona, fatto di patetici sottointesi e interpretazioni dubbiose e di parte della realtà.
Innanzitutto, vi pregherei di lasciare fuori la famiglia Fiocchi e la Fiocchi Munizioni dalla vostra polemica sterile. Da signore, non ho mai fatto cenno delle vicende legate alla famiglia di Lara. Vorrei che voi facciate lo stesso.
Vi ricordo che, nonostante la Fiocchi munizioni sia dichiaratamente apolitica, vi abbiamo aiutato nella scorsa elezione al parlamento Europeo. Evidentemente quelli con la memoria corta siete voi e soprattutto siete privi di riconoscenza. Ovviamente, se ho deciso di candidarmi, non siamo stati soddisfatti del vostro operato.
La mia candidatura al Parlamento europeo, decisione esclusivamente personale, è nata dalla mia convinzione che politicanti senza conoscenze tecniche e professionali possano essere di aiuto alla nostra causa, ma che necessitino di una guida forte e preparata nell’affrontare tematiche estremamente tecniche e complesse come la direttiva armi e molte altre. La mia preparazione, che voi mettete in dubbio, è frutto di oltre vent’anni di lavoro associativo e lobbistico in due continenti, oltre che una vita spesa ad interessarmi dei problemi tecnici e legislativi inerenti alla caccia, alle armi e alle munizioni.
Ricordo a Lara che la sua collaborazione con Anpam (il cui lavoro nella ricezione a livello Italiano della direttiva Eu sulle armi è stato eccezionale) è stato importante, se non fosse che la genesi di una direttiva EU così sfavorevole e vaga è stata anche colpa sua e del suo partito.
Tornando alla memoria corta, vi suggerisco di rileggere la dichiarazione del presidente dell’Anpam apparsa su Armi e Tiro del 3 febbraio 2017.
Non rispondo neanche alle accuse di conflitto di interesse: vi consiglio di andare a leggere le normative europee, cosa che io ho fatto col supporto di studi legali europei, esperti del settore.
Infine, non trovo di nessun interesse di sedermi a discutere di arte venatoria con una persona che non sa nulla della nostra passione e che non ha mai imbracciato un fucile. Tanto varrebbe discutere di coltivazioni di banane con un echimese. Diversa sarebbe la discussione tra l’anima animalista del tuo partito (che voi non avete mai rinnegato) e quella a favore della caccia del mio partito.
Ultimo punto, nonostante i vostri tentativi di sminuirmi, vi ricordo che ho alle spalle oltre 25 anni da imprenditore di successo in tre continenti diversi. Il mio legame con l’industria e il mio territorio è al di sopra di ogni sospetto. Io mi sto battendo perché le aziende del nostro settore non siano costrette ad andarsene dall’Italia, ma continuino con la loro strategia di internazionalizzazione (conquistare il mondo dall’Italia) e non di de-localizzazione (andare a produrre all’estero).
So che Lara sarà eletta e se lo merita. A parte qualche sbavatura importante, la considero una politica al di sopra della media.
So anche che il mondo venatorio è uno dei settanta-tre gruppi di interesse (calcolo approssimativo fatto su una ricerca internet) a cui Lara ha promesso un aiuto, mentre io ho solo un interesse e una passione a cui rispondere. Io sono la caccia!
Nel caso che io venissi eletto, non vedo l’ora di poter collaborare con Lara nel difendere la mia passione e gli interessi Italiani in Europa.
Non intendo commentare oltre su questa faccenda,
Sinceramente,
Pietro
© RIPRODUZIONE RISERVATA