In occasione della ripresa dei lavori nell’Aula del Senato, prevista per oggi, sul disegno di legge di riforma della Legge 157/1992, il Presidente Nazionale di Federcaccia, Massimo Buconi, esprime l’auspicio che il dibattito parlamentare possa finalmente ritrovare un alveo di confronto sereno, oggettivo e basato su dati reali: “Ci auguriamo che la ripresa della discussione a Palazzo Madama avvenga con toni abbassati e che si parli di gestione faunistica sulla base di fatti documentati e non di opinioni personali”. “Rispettiamo le sensibilità di ciascuno, ma la politica ha il dovere di legiferare guardando alla realtà del territorio e alle necessità gestionali dell’Italia del 2026, lasciando da parte strumentalizzazioni ideologiche orchestrate unicamente per sollevare le risposte emotive di una parte della società”.
Nelle ultime settimane si è assistito a una massiccia e coordinata mobilitazione da parte delle sigle anticaccia e del mondo animalista. Una campagna mediatica aggressiva che ha deliberatamente cercato il coinvolgimento di figure note del panorama culturale e intellettuale. Da ultimo, il lungo intervento della scrittrice Susanna Tamaro apparso sulle pagine del Corriere della Sera.
“Interventi come quello di Susanna Tamaro confermano come l’intera opposizione a questa necessaria riforma sia stata scientemente spostata su un piano prettamente emotivo e sentimentale– prosegue Buconi – Si usano parole forti ed evocative per colpire la sensibilità dei cittadini, ma grattando sotto la superficie della retorica si scopre che di scientifico e tecnico c’è ben poco contro le modifiche proposte. La gestione della fauna selvatica richiede competenze scientifiche, censimenti, dati biologici e risposte concrete ai gravi problemi di sovrannumero di alcune specie, non appelli poetici o manifesti ideologici”.
Federcaccia rileva inoltre con rammarico come persino le posizioni espresse da alcuni componenti di organi istituzionali come l’Ispra abbiano assunto in questo frangente i tratti di una difesa politica e di principio, piuttosto che configurarsi come un contributo di reale sostanza tecnico-scientifica. L’arroccamento a difesa di una legge quadro vecchia di oltre trent’anni non risponde alle attuali emergenze ambientali, agricole e sanitarie del Paese. “La riforma in discussione non cancella alcuna tutela della biodiversità, ma aggiorna regole obsolete per garantire un equilibrio sostenibile sul territorio – conclude il Presidente di Federcaccia – Confidiamo che i senatori sappiano isolarsi dal rumore di fondo di queste campagne emozionali e scelgano di votare gli ultimi articoli del provvedimento guidati unicamente dal buonsenso, dal rigore scientifico e dal senso di responsabilità istituzionale”.




