Attenti al lupo (ferito)

Il caso, subito diventato mediatico, di una lupa investita da un’auto evidenzia la necessità di ribadire le norme di sicurezza quando si ha a che fare con un selvatico ferito

È accaduto nel piccolo centro abitato di Madonna della Pace, frazione di Agosta (Rm), sulla via Sublacense prima del paese di Subiaco. Una giovane lupa è stata investita da un’auto di passaggio, che oltretutto non si è fermata. Erano circa le ore 17 e l’animale, gravemente ferito, è rimasto sull’asfalto ben visibile a tutti. L’intervento delle autorità è stato di una quarantina di minuti per il personale veterinario e di circa una ventina di minuti per la forestale. L’animale, dai diversi video girati dalle persone accorse sul luogo, è rimasto vivo per circa 30 minuti. Dagli stessi video la lupa, dalla postura, denunciava danni importanti al bacino o sospetta rottura della spina dorsale. I video hanno evidenziato anche altri problemi, che non hanno a che vedere con lo sfortunato animale: le persone intervenute subito dopo l’impatto, sprovvedutamente, le hanno addirittura messo un guinzaglio posticcio, sono rimaste a ridosso dell’animale, gli hanno messo dell’acqua accanto e sono rimasti lì fino alla fine. Questo evidenzia un problema che viene completamente sottovalutato: la pericolosità di avvicinare gli animali selvatici, oltretutto quando sono feriti, immobilizzati o addirittura vistosamente sofferenti. Questa fraternizzazione, che bypassa ogni precauzione, è il frutto del buonismo sparso a piene mani dalle associazioni animaliste. Che continuano nella deleteria propaganda della “convivenza pacifica”, dei “nostri fratelli animali”, dell’idiozia maggiormente decantata che “l’animale capisce che tu lo stai aiutando perché sono più intelligenti di noi”. Di certe persone sicuramente. Al contrario, in questi casi bisogna essere assolutamente prudenti e non trattare i selvatici come “buoni” o “compiacenti”, non toccarli assolutamente né avvicinarsi troppo. Lo sbaglio assoluto di aver messo un guinzaglio posticcio ha implicato il pericolo dell’aver avvicinato le proprie mani alla bocca dell’animale. Un lupo nel dolore vede altamente pericoloso nella sua mente avere persone umane così vicine. Oltretutto, sempre nel dolore, lui non discerne che voi lo state aiutando. Ma associa il dolore stesso alla vostra vicinanza o manipolazione. Bisogna cercare di farsi forza e per prima cosa salvaguardare se stessi. Non per nulla nei corsi di primo soccorso per umani viene tassativamente imposto di togliere attorno, o addosso a un ferito grave, armi, coltelli, oggetti contundenti o qualunque cosa possa essere presa e usata per scacciare, nel momento che si è sotto shock, la persona che nel trauma pensiamo ci stia facendo male. Per gli animali è uguale: un cinghiale può uccidere o fare danni da morso devastanti. Un capriolo, un daino, o molto più un cervo, possono uccidere o provocare danni mortali con i palchi. Se ferita, anche una gallina è pericolosa. Per cui le uniche cose che possiamo fare sono osservare ed eventualmente coprire subito gli occhi dell’animale per tranquillizzarlo. Al massimo, se dobbiamo toglierlo da una sede stradale o altro, bloccare per pochi secondi la bocca con un laccio solo dopo avergli coperto gli occhi. Se è in pieno sole estivo, magari ombreggiarlo con un ombrello o altro o bagnarlo moderatamente per raffreddare una sopraggiunta ipertermia. Ma rimane tassativo chiamare subito chi di dovere sperando che arrivi presto.