Il tentativo di predazione da parte di un lupo, o ibrido, avvenuto in un paese della provincia barese è andato molto, troppo vicino ad avere conseguenze letali. Perché, ancora una volta, si è concentrato su un bersaglio logico e gestibile: una bambina di 6 anni che assieme alla madre e a due fratellini più piccoli, era nei pressi delle giostre nel parco giochi di Noicattaro. La trama è la stessa di tanti altri episodi ben conosciuti, spesso tenuti nascosti da certe testate giornalistiche. Un animale che è stato definito subito “cane lupo randagio”, è arrivato di corsa nel parco e si è diretto verso i bambini. La madre, per sottrarli, prontamente li ha sollevati e messi sulla giostra che era accanto. L’animale allora ha deviato dirigendosi verso la bambina afferrandola al collo, alla schiena e a un braccio, con vistose e immediate perdite di sangue, e l’ha trascinata per circa 15 metri portandola via. L’intervento della madre, con calci e urla, ha attirato altre persone che con bastoni e calci hanno indotto, non senza difficoltà, l’animale a lasciare la presa. La piccola è stata subito portata al Policlinico di Bari per la suturazione delle ferite da parte di chirurghi plastici, alle iniezioni di vaccino antirabbico e posta in sala di terapia intensiva. I medici hanno dichiarato che Le condizioni della bambina sono stabili e non è in pericolo di vita. E questo è l’importante. Ma altrettanto importante è il fatto che l’animale è stato videoripreso ed era già stato notato da giorni nei pressi del paese. Anche il sindaco Raimondo Innamorato, in un comunicato, ha dichiarato che dai video stessi e dai pareri degli esperti sussiste purtroppo il dubbio che si tratti di un lupo. Certo, dal mantello e dall’andatura nessuno può stabilire se si tratti di “lupo Doc” o ibrido. Nonostante tutti i segni caratteristici li abbia. Ma cambia qualcosa? Abbiamo l’ennesimo tentativo fallito per un pelo di predazione su bambino. Cosa obiettivamente sconosciuta a qualunque cane randagio, vista l’immediata ipotesi lanciata. I randagi oggi sono abbondantemente nutriti da cassonetti stracolmi e spesso da persone. Nella zona sono conosciuti dalle associazioni dei volontari e differenti in tutto rispetto all’animale protagonista di questa vicenda. Un randagio potrebbe sì mordere per paura o per un contatto troppo ravvicinato. Ma non ha proprio l’istinto della predazione, che appartiene solo ai lupi, o ibridi che siano. Oltretutto, come abbiamo già affermato altre volte, una volta che ha una preda, è difficilissimo togliergliela. E così infatti è stato. E i bambini, sempre presenti in tutti gli altri tentativi documentati e ampiamente provati, sono il bersaglio naturale di un predatore intelligente selvatico: gestibili per dimensioni e per capacità nulle di difesa. Se ne facciano una ragione i vari plagiati dal lupo e dalle sue ideologie. Anche stavolta è andata male, ma non malissimo. Ma non si può continuare contando sulla fortuna. Che siano ibridi o lupi, vanno abbattuti nel momento in cui attuano simili comportamenti lesivi dell’uomo. Tracciamo una riga sull’idiozia che ancora il lupo ci teme. Un selvatico teme quello che fa paura. E noi ormai ci conosce bene. E non ci balocchiamo con la favola che bisogna colpire i veri animali responsabili. Perché va ricondotta nei ranghi, e “rieducata”, la specie. E non il singolo soggetto. Stupido escamotage dell’animalismo nostrano ed entourage compiacenti. La specie deve capire che se si vuole salvare deve stare lontano dagli uomini. Per cui ricondotta alla ragione. Reti, cani da guardia, allarmi sonori e tante altre pagliacciate, dopo le prime volte, fanno ridere pure i lupi. E chi frequenta la ruralità lo sa bene. Quello che intimorisce è il rischio vita. E lo acquisiscono anche vedendo il “collega” cadere durante un predazione anomala. Gli animali agiscono così. Non servono lauree né fototrappole, né ricerche, né altro. Lo sa chiunque frequenti e viva nell’ambiente. E non dietro le scrivanie o dietro i banchetti per le firme contro la caccia selvaggia.
Lupo preda una bambina: è grave
A Noicattaro, paese della provincia barese, un attacco da parte di un lupo o ibrido nei confronti di una bambina di 6 anni ha avuto gravi conseguenze. Forse è il caso di non attendere il primo caso mortale per correre ai ripari




