Con l’introduzione dell’articolo 11 bis nella disciplina regionale del Dpgr 36/R/2022, la Toscana prevede l’istituzione di un iter per la formazione degli operatori dei grandi carnivori, figura chiave che consentirà di attivare, nei casi previsti dalla legge e secondo quanto indicato da Ispra, le procedure operative di dissuasione e rimozione dei lupi problematici.
“Un traguardo atteso e fortemente sollecitato dal mondo agricolo”, è il commento di Agrivenatoria biodiversitalia, “l’iniziativa è stata infatti fortemente voluta da AB e Coldiretti, che da tempo richiedevano interventi concreti, rapidi ed efficaci per far fronte all’escalation di attacchi predatori a cui sono quotidianamente sottoposti gli allevatori e le aziende zootecniche del territorio”.
Gli operatori formati saranno abilitati a svolgere quattro funzioni operative fondamentali:
- Monitoraggio scientifico: Rilevamento e tracciamento della presenza dei grandi predatori sul territorio toscano.
- Sopralluoghi in caso di criticità: Interventi diretti sul posto a seguito di segnalazioni da parte di cittadini, allevatori o enti locali.
- Interventi di dissuasione: Attuazione di tecniche e strumenti di allontanamento incruento per condizionare i soggetti confidenti.
- Attività di prelievo e rimozione: Esecuzione delle operazioni di prelievo/rimozione, acquisito il parere di Ispra, dei soggetti problematici in piena conformità con le norme vigenti (Art. 19, comma 2 e Art. 19-ter, comma 4 della Legge 157/1992).
“L’avvio di questi corsi rappresenta l’anello mancante nell’applicazione del quadro normativo nazionale ed europeo”, spiega Agrivenatoria biodiversitalia, “formare personale tecnico e selezionato capace di operare sul campo con strumenti idonei, sia per la dissuasione che per l’eventuale rimozione selettiva autorizzata dalle autorità competenti”.
Il corso prevede minimo 18 ore di lezione teorico-pratica, svolte rigorosamente in presenza per un numero massimo di 25 partecipanti per edizione. È richiesta la frequenza al 100% delle ore per accedere all’esame finale. Le lezioni saranno tenute dal personale della Task Force Lupo o da esperti valutati e formati attraverso uno specifico percorso propedeutico organizzato dalla stessa Task Force. È prevista la presenza in qualità di uditori del personale della Polizia Provinciale, della Polizia della Città Metropolitana di Firenze, della Polizia Municipale, dei Carabinieri Forestali e dei Corpi di Vigilanza dei Parchi nazionali e regionali.
Data la limitazione dei posti (25 per corso) e la delicatezza del ruolo, la Regione Toscana ha stabilito precisi criteri di priorità d’accesso in caso di surplus di domande. I posti saranno assegnati preferenzialmente a soggetti già integrati nelle dinamiche rurali e di vigilanza: titolari o dipendenti di aziende zootecniche ovi-caprine o bovine (categorie maggiormente colpite dai fenomeni predatori); cacciatori in possesso di abilitazione al prelievo selettivo degli ungulati; soggetti con abilitazione a Guardia Giurata Venatoria Volontaria; possessori di attestati per operazioni di monitoraggio volontario dei grandi carnivori promossi da Regioni o Province.




