In Nuova Zelanda è entrata in vigore la riforma della legge sulle armi, la più importante degli ultimi quarant’anni. Tra le innovazioni, una separazione netta tra l’autorità per la gestione del possesso legale di armi e l’autorità di polizia, una regolamentazione dei caricatori ad alta capacità per le armi corte e la previsione di una serie di “avvisi” per irregolarità minori in materia di armi, al posto della revoca automatica delle autorizzazioni. La viceministra della Giustizia Nicole McKee (in foto) ha affermato che le modifiche miglioreranno la sicurezza pubblica, impedendo alle armi di finire nelle mani dei criminali e facilitando al contempo il rispetto della legge da parte dei possessori di armi da fuoco con regolare licenza, garantendo loro fiducia e rispetto. “La realtà è che la legislazione approvata nel 2019 e nel 2020, per quanto affrettata, senza alcuna consultazione e senza il dovuto iter parlamentare, non ha affrontato il problema dei reati commessi senza licenza. Al contrario, ha puntato il dito contro chi si conforma e contro chi si comporta correttamente”, ha affermato. “Questi cambiamenti legislativi che stiamo apportando contribuiranno notevolmente, a mio avviso, a dimostrare e a ricostruire la fiducia nell’autorità”. Il nuovo provvedimento prevede una entrata in vigore scaglionata, in parte il prossimo 23 settembre, in parte il 23 febbraio 2028.
Nuova Zelanda: la riforma della normativa sulle armi
In Nuova Zelanda è entrata in vigore la riforma della legge sulle armi, la più importante degli ultimi quarant’anni. Tra le innovazioni, una separazione netta tra l’autorità per la gestione del possesso legale di armi e l’autorità di polizia




