Sorpresa: il lupo di Noicattaro… è un lupo

Come molti immaginavano i risultati relativi al Dna di uno dei Lupi di Noicattaro ha dato risultati positivi. Stroncata, per l'ennesima volta, la narrazione animalista che continua a sostenere che il "vero" lupo non avvicina l'uomo

Come molti immaginavano i risultati relativi al Dna di uno dei Lupi di Noicattaro ha dato risultati positivi. Ci riferiamo a quello del caso che ha interessato il bambino di sei anni aggredito in un parco comunale del Paese in provincia di Bari: è risultato lupo appenninico al 100 per cento e di sesso maschile. Non si conoscono ancora i risultati delle altre aggressioni, ma dalle fototrappole i lupi che gravitano nella zona sarebbero ben 3. Pensiamo sia inutile ritornare su tutto quello che è stato detto: smentito in primo luogo il vessillo sventolato da tutti coloro che adorano il lupo e continuano in Tv, nei social e nei tanti dibattiti buonisti, che doveva “per forza trattarsi di un ibrido perché la parte domestica del cane presente ha familiarità con l’uomo e per questo lo aggredisce, mentre il lupo vero teme l’uomo”. Diversi programmi televisivi, tra cui Diario del Giorno su Rete 4, hanno mostrato il parchetto giochi nel quale il bambino era stato aggredito e ferito. Ed è una normalissima zona inserita in una piazzetta tra i palazzi dell’abitato. Ormai accertato che si tratta di lupi veri e non giustificati da alcuna “aggiunta di sangue” che possa mutare la loro “nobile” Natura, si riconferma ormai la mancanza assoluta di qualunque remora da parte di questi animali a superare qualunque barriera ideologica rispetto all’uomo e alle sue pertinenze. La Regione Puglia nel frattempo ha grandi idee: la Task Force appositamente costituita è stata convocata nella Prefettura di Bari per seguire la situazione. Presenti il Prefetto, l’Assessore Regionale all’Agricoltura e Sviluppo, la Direttrice del Dipartimento Regionale Agricoltura, e altri componenti. Mancava solo Batman e l’Uomo Ragno, dopodiché il potenziale decisionale e attuativo era al completo. Naturalmente si è parlato di “una strategia più ampia per la presenza del Lupo in Puglia”. Ma non è mancato il richiamo del progetto pilota “Wolf Puglia”, naturalmente finanziato dalla regione stessa per chi avesse qualche dubbio. In collaborazione con il Cnr-Iret per la distribuzione della specie sul territorio. Si invitano naturalmente i cittadini, che l’hanno capito benissimo da soli, di “dare tempestività alle segnalazioni” per consentire alla Task Force di “intervenire in sicurezza e raccogliere informazioni utili…”. Non riusciamo a trattenerci dal dire che tutte queste belle intenzioni, ottime se parlassimo di festa del paese e del tipo di luminarie da montare ma non del pericolo di bambini di essere predati e mangiati, lasciano non il tempo che trovano come si suol dire. Che senza riunioni e chiacchiere di lupisti vari impone di procedere all’abbattimento di questi lupi, di assoluto pericolo per gli abitanti. Ovvero uscire dalla paura di rendersi impopolari con decisioni logiche. Oltretutto supportate dall’Ispra, che autorizza in questi casi la rimozione immediata. E non la improbabile cattura, molto animalista come soluzione, dei lupi problematici. Qui di problematico ormai sono rimasti i temporeggiamenti di chi deve decidere per la salute degli umani. Se, come ancora ingenuamente pensiamo, contano più della salute del lupo stesso. Non abbiano paura. Già altri Paesi lo stanno facendo, senza indugi e rimpallamenti continui, ottenendo immediatamente ottimi risultati. Dei quali parleremo prossimamente.