Alcuni giorni fa, un cervo maschio che si aggirava tra le vie di Scanno, paese compreso nei confini del Parco Nazionale d’Abruzzo, è stato ripreso in un video mentre se ne stava circondato da una miriade di turisti vocianti dei quali molti a contatto con carezze, toccamenti sul muso, sui palchi e sui fianchi. L’animale, infastidito dal troppo contatto, ha caricato uno dei turisti, facendolo capitombolare per una decina di metri. Tutto bene, perché se avesse soltanto spinto un po’ di più sull’acceleratore lo avrebbe potuto infilzare tranquillamente, visto il palco completamente pulito e molto forte. Se fosse stato un bambino, lo avrebbe ucciso senza problemi. Già tempo fa altre persone erano state ferite da femmine di cervo con piccoli al seguito. Oltretutto la gente nemmeno sa che alla fine di agosto, inizio settembre, i cervi maschi forti, come quello nel video, cominciano a vedere avversari dappertutto, essendo ormai prossimo il bramito. Il bello però è che questa situazione dei cervi, oscenamente addomesticati e degenerati dagli abitanti e dai turisti, va avanti da anni. Tutti ne sono a conoscenza: amministratori, sindaci, forestali, Wwf e altre associazioni animaliste, Parco stesso, ma nessuno ha mai fatto nulla. Forse perché, come ebbe a dire un noto personaggio sempre presente in TV quando si parla di animali, “però la gente viene, vede gli animali e questo piace”. Sono anni che mettiamo in risalto questa situazione pericolosa e ignobile di come viene trattata questa fauna, ormai merce di scambio per attirare turisti, selfie, video e mantenere un’economia locale con il peggio. Gli animali, cervi soprattutto, ormai sono continuamente foraggiati dagli abitanti e dai turisti. Il bello però è che adesso il Sindaco di Scanno, evidentemente sorpreso dalla scoperta dei cervi che passeggiano nel suo paese, ha subito prontamente emanato un’ordinanza molto severa per vietare quello che accade sotto i suoi occhi da anni. Ovvero avvicinare gli animali, tutti, dargli da mangiare o disturbarli con qualunque scusa. Di rimando il Wwf, che altrettanto sa benissimo di questa situazione molto meglio del Sindaco ma che ci imbastisce sopra sempre tante campagne di donazioni e spot contro la caccia di selezione che addirittura rischiava di togliere loro un vero e prorio business animalista con la ben nota emanazione di un piano di abbattimento per sovrappopolazione di questa specie, per voce di Filomena Ricci, delegata Wwf per l’Abruzzo e di Francesco Cerasoli, presidente Wwf per l’Abruzzo, affermano che “… c’è ancora molto da fare sul fronte dell’educazione ambientale”. Siamo d’accordissimo. Anzi, per loro che sono pratici, non è che magari anche questo è maltrattamento di animali? Ma perché non cominciano sempre loro a cambiare le cose, quando invece non hanno mai detto nulla e anzi accolgono con favore da sempre la situazione di Scanno, Villalago e dintorni? Il comunicato prosegue con una lezioncina da perfetti salvatori della Natura, nella quale si appoggia l’ordinanza del Sindaco, criticando “con fermezza i comportamenti sconsiderati adottati da alcuni turisti che negli scorsi giorni hanno avvicinato esemplari adulti di cervo nel territorio di Scanno, accerchiandolo, toccandolo e provando anche a dar loro da mangiare”. Se non ci fosse da piangere si sarebbe potuto da parte loro smarcarsi in una maniera più… diciamo furba: magari cominciando a dire che questo accaduto dimostra che il gioco ormai è ora che finisca, che è tempo che i cervi siano scacciati in maniera pesante e dissuasiva da tutti i paesi tornando dove compete loro. Ovvero nei boschi e in Natura. Ma nessuno meglio di noi capisce quanto piaccia e faccia comodo a tutto l’animalismo nostrano vedere pecore abuliche con i palchi aggirarsi in cerca di panini e patatine. D’altronde i cervi di Scanno sono i loro migliori clienti.




