Il Nord-Est d’Italia è poco propenso a farsi sopraffare tra le quattro mura domestiche. Lo dimostra un sondaggio condotto da Demos per l’Osservatorio sul Nordest del Gazzettino, interrogando l’opinione pubblica in Veneto, Friuli Venezia Giulia e provincia autonoma di Trento. L’oggetto dell’indagine era stabilire la maggiore o minore propensione da parte dei cittadini a tutelarsi, anche attraverso l’uso di armi, nei confronti di una intrusione tra le mura domestiche. Il dato è che il 71 per cento degli intervistati si è dichiarato favorevole, con un aumento del 5 per cento rispetto all’anno precedente.
Questo tipo di opinione ha modulazioni in percentuale a seconda delle fasce d’età, ma non scende comunque mai al di sotto del 50 per cento. Più nel dettaglio, l’adesione è superiore alla media dell’area tra i giovani (18-29 anni), dove il favore raggiunge il 78%, e tra chi ha un’età compresa tra i 45 e i 54 anni (76%). Poco lontano dalla media dell’area, invece, si fermano quanti hanno tra i 30 e i 44 anni (73%) e la fascia 55-64 anni (69%), mentre più lontano si fermano gli over 65 (65%).
Anche l’analisi della condizione socioprofessionale, secondo quanto riportato dal Gazzettino, offre spunti interessanti. L’idea che l’uso delle armi sia legittimo in caso di “visite indesiderate” è particolarmente condivisa da imprenditori (85%) e casalinghe (84%), studenti (75%) e operai (74%). Intorno alla media, invece, troviamo tecnici e impiegati (71%), mentre il valore tende a scendere tra disoccupati, pensionati (63%) e liberi professionisti (61%).
I distinguo emergono in modo più deciso suddividendo gli intervistati in funzione dell’orientamento politico. L’idea della legittimità della difesa armata in casa riunisce soprattutto quanti guardano all’area del centrodestra: è tra i sostenitori di FdI (92%), della Lega (81%) e di Forza Italia (79%), infatti, che i consensi si fanno più larghi. Per questi elettorati, il diritto alla difesa appare quasi un principio.
Il fronte dell’opposizione, invece, sembra essere maggiormente diviso. Da una parte, troviamo gli elettori del Pd (43%) e di Avs (41%), che appaiono decisamente i più distanti da questa posizione. Dall’altro lato, invece, si collocano i sostenitori del M5S e di Azione (entrambi 64%), che mostrano invece un favore maggioritario, seppur più contenuto rispetto a chi è vicino ai partiti attualmente al Governo. Anche nell’area grigia degli incerti e dei reticenti, il consenso resta consistente, attestandosi al 69%, così come tra quanti guardano ai partiti minori (62%).
“Il Nordest”, è il commento del Gazzettino, “che emerge da questa fotografia è dunque un territorio che, di fronte a una minaccia tra le mura domestiche, sembra rivendicare con forza il diritto all’autodifesa. Non si tratta solo di una reazione delle vittime dirette, ma di una comunità che, assistendo ai traumi altrui, vive nel “timore della prossima volta”. Una domanda di sicurezza che accorcia le distanze tra le generazioni e le professioni, ma che continua a segnare un solco profondo tra le diverse culture politiche del Paese”.




