Usa e armi: per le restrizioni, la Georgia sarà lo spartiacque

Biden vuole forti restrizioni in materia di armi, ma il Senato è oggi a maggioranza repubblicana. Le cose però a gennaio potrebbero cambiare…

Al di là dei possibili colpi di scena post elettorali in seguito ai ricorsi contro i presunti brogli da parte del presidente statunitense uscente Donald Trump, è un fatto che il neo eletto presidente Joe Biden ha le idee molto chiare su cosa fare in termini di accesso alle armi da parte dei cittadini statunitensi e la messa al bando totale dei cosiddetti black rifle potrebbe verosimilmente rientrare tra le sue strategie. In questo momento, tuttavia, iniziative in questo senso, specialmente se di tipo radicale, potrebbero infrangersi con un Senato ancora in mano Repubblicana. Le cose, tuttavia, potrebbero cambiare abbastanza velocemente e, per i diritti legati al secondo emendamento, cambiare decisamente in peggio: il prossimo gennaio dovranno svolgersi, infatti, i ballottaggi per due seggi senatoriali nello Stato della Georgia, visto che in occasione delle elezioni dello scorso 3 novembre nessuno dei candidati ha ottenuto la maggioranza assoluta. Se (il condizionale è d’obbligo) entrambi i seggi andassero a candidati democratici, a questo punto i dem passerebbero dalla minoranza alla perfetta parità in Senato (50 seggi contro 50 ai repubblicani, contro gli attuali 48 e 52) e la maggioranza alla Camera. Una “tempesta perfetta” che lascerebbe in mano ai Repubblicani (saldamente, però) solo la Corte suprema. I timori dell'avverarsi di questo scenario potranno verosimilmente accelerare in modo ulteriore la corsa all’acquisto di armi da parte dei cittadini statunitensi, che dalla scorsa primavera hanno già polverizzato ogni record al riguardo.

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