06 July 2005

Smith & Wesson 625 4" calibro .45 Acp: la sportiva "spuntata"

Un pollice di canna in meno e, soprattutto, la classificazione sportiva: queste le differenze più evidenti con la versione da 5". Una volta scesi in poligono, però, ecco cosa ci ha detto la prova
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  • 1/15 Smith & Wesson 625 4" calibro .45 Acp

    Testo e foto di Alain Della Savia

    Il distributore per l’Italia della Smith & Wesson, la Bignami di Ora (Bz), ha dichiarato di aver venduto tra il 2004 e il 2005 quasi un centinaio di esemplari del revolver modello 625 in .45 Acp con canna di 5 pollici.
    È un dato di discreto successo se si pensa che è un’arma catalogata comune non destinata all’utilizzo per difesa. Nel 2005 poi è stata catalogata sportiva la serie 8 del modello 625, con canna avente lunghezza di quattro pollici, e questa notizia ha riempito di gioia i tiratori che hanno avuto, così, la possibilità di avere al seguito anche un “muletto” senza occupare i due terzi delle armi comuni detenibili.
    La Smith & Wesson aveva voluto mantenere tutte le caratteristiche meccaniche vincenti, riducendo di un pollice (25,4 mm) la lunghezza della canna. Ma cosa comportava un accorciamento della canna, dal punto di vista pratico? Quali erano i vantaggi di una riduzione nella lunghezza e gli svantaggi di una riduzione sensibile di peso? Per rispondere a queste domande, abbiamo pensato di mettere a confronto le due versioni e stabilire dei criteri di misurazione adeguati.
    Qualcuno potrebbe obiettare che i test sono falsati dalla nostra dimestichezza nell’utilizzare la vecchia versione. Per questa ragione abbiamo temporaneamente trasferito tutto quello che era possibile dal modello precedente al successivo: mirino, tacca, molla di ritorno del grilletto, molla a lamina del cane, slitta di sgancio del tamburo e impugnatura.

    I criteri della prova

    ​Isolate così le variabili di confidenza tattile, abbiamo posizionato tre sagome alla distanza di 10 metri, distanziandole tra loro di 800 mm. Tre tiratori hanno provato prima il modello di 4 pollici, estraendo e sparando due colpi su ciascuna sagoma. A ogni serie è stato misurato il tempo finale e la distanza dei double tap su ogni sagoma. La prova è stata ripetuta 5 volte da tutti e tre i tiratori. Alla fine sono stati calcolati i tempi medi e le distanze medie delle “doppiette” piazzate da ciascun tiratore.
    La stessa prova è stata poi ripetuta con il modello di 5 pollici. Lo scopo era il raggiungimento dei colpi in sagoma con un ritmo dinamico, non troppo mirato, senza però rischiare la perdita di colpi in sagoma.
    I componenti della cartuccia sono stati mantenuti costanti per tutti i 180 colpi sparati: bossolo Fiocchi, innesco Cci, palla Gold target di 230 grani, 5,0 grani di Rex gialla, altezza 31,8 mm, power factor major.

    4 e 5 pollici a confronto

    Il risultato è stato sorprendente: il tiratore 1 ha fornito differenze sia in tempi, sia in distanza, irrilevanti con solo 5 centesimi di secondo e 2 mm di scarto sui 60 colpi sparati; il tiratore 2 ha fornito rosate migliori e tempi leggermente superiori al primo, ma anche qui i test hanno dato valori analoghi con soli 11 centesimi e 2 mm a favore del 5 pollici. Il tiratore 3 ha fornito distanze e tempi un po’ più elevati, ma con un leggero vantaggio a favore del 4 pollici.
    Cosa significa? Che dal punto di vista pratico la versione nuova non presenta alcuna differenza in prestazioni rispetto alla vecchia in termini di “tempo” e “spazio”.
    ​Ma le variabili in gioco sono altre e va considerato che la versione con la canna più corta rende più agevole l’estrazione e l’allineamento dei congegni di mira, facendo guadagnare qualcosa in tempo e migliora (relativamente) il brandeggio, quindi lo spostamento da sagoma a sagoma.
    D’altro lato, la sensazione sfavorevole evidenziata dal 4 pollici è la risposta che fornisce alla mano che la impugna, che non si manifesta nell’impennamento maggiore, ma nella botta che la porzione di telaio (lasciata scoperta dalle guancette Hogue), cede al palmo della mano.
    La scelta di una guancetta più assorbente nella parte posteriore (tipo Pachmayr Decelerator) potrebbe lenire questo aspetto.
    Ricordiamo, però, che le prove sono state effettuate con cartucce aventi un power factor major, quindi con energie di 40 kgm circa. Con cartucce meno energiche, le differenze nelle sensazioni si appiattiscono.
    Un altro aspetto messo in luce è la richiesta di maggiore attenzione dei congegni di mira nel tiro alle lunghe distanze (oltre i 25 metri). Per mantenere la stessa rosata si deve porre un po’ più d’attenzione all’allineamento del mirino con la tacca. Infatti, la riduzione di canna del 20% comporta una diminuzione della distanza tra i congegni di mira di circa un 15%. Più agevole è risultato l’utilizzo nei cambi all’americana: il passaggio sulla mano sinistra per lo scaricamento è favorito dalla minore lunghezza di canna.
    ​Nelle prove di Tiro dinamico abbiamo constatato anche un miglioramento sensibile nei movimenti laterali che però, come anticipato, non è così rilevante.

    Il responso del cronografo

    Il voto insufficiente ce l’ha fornito il cronografo. Ci aspettavamo una perdita di velocità per la riduzione di un pollice di canna, ma non pensavamo di perdere, in particolare con le polveri vivaci come la Rex rossa, così tanto. Se con la Vihtavuori N320 e la Rex gialla la perdita di velocità si aggira dai 30 ai 50 ft/sec (9-15 m/sec), con la Rex rossa il calo arriva anche a 80 ft/sec (24 m/ sec).
    Questo è considerevole per chi deve raggiungere il power factor nel Tiro dinamico. Si dovrà procedere, così, nella ricerca di combinazioni diverse (pesi di palla e polveri). Noi abbiamo ottenuto risultati buoni con palle Berry’s Fmj hollow base di 185 grani e 8,0 grani di N340, ma la sensazione in mano non è più quella del .45 tradizionale. Per quanto riguarda la precisione c’è poco da dire: tutte le combinazioni consentono rosate strettissime, le palle in lega però sembrano avere una marcia in più.

    L'articolo completo è stato pubblicato su Armi e Tiro - febbraio 2005

    Scheda tecnica

    Produttore: Smith & Wesson, 2100 Roosvelt, Po box 2208, Springfield, Ma 01102-2208, Usa, fax 00.14.13.73.18.980, www.smith-wesson.com
    Importatore: Bignami spa, via Lahn 1, 39040 Ora (Bz), tel. 04.71.80.30.00, fax 04.71.81.08.99, www.bignami.it, email@bignami.it
    Modello: 625-8 Tipo: pistola a rotazione
    Calibro: .45 Acp
    Impiego specifico: Ipsc, Idpa, tiro sportivo in genere
    Meccanica: telaio chiuso, tamburo basculante sul lato sinistro
    Numero colpi: 6
    Telaio: “N” round butt
    Scatto: Singola e Doppia azione
    Percussione: tramite cane esterno e percussore flottante alloggiato nel fusto
    Sicura: automatica al cane; manuale a chiavistello sul fusto
    Mire: mirino Patridge nero, tacca di mira a “U” regolabile in elevazione e derivazione micrometrica
    Lunghezza canna: 102 mm (4 pollici)
    Peso: 1.160 g
    Materiali: acciaio inox
    Impugnatura: Hogue in gomma
    Finitura: satinata
    Numero del Catalogo nazionale: 14.760 (arma sportiva)

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