di Ruggero Pettinelli - 25 dicembre 2018

Economica, non "da poco"

Costa meno di mille euro, ma ha precisione garantita sotto il minuto d’angolo, pesa meno di 3 chilogrammi e utilizza soluzioni innovative, come il calciolo amovibile per accedere al vano calciatura. Buono lo scatto, curato il look

1/11 Unica lunghezza d'azione per calibri short e long.

Nuova e differente

La Mauser M18 è economica, sì, ma non per questo può essere considerata rozza o banale: c’è, anzi, molta sostanza tecnica dietro questo progetto, tanto che l’azienda garantisce non solo una precisione al di sotto del fatidico minuto d’angolo, ma anche una precisione sub-moa con rosate di cinque colpi, anziché di tre come fanno molti concorrenti. Il cuore del sistema è un’azione di nuova concezione, di tipo chiuso (quindi con una finestra di espulsione di dimensioni relativamente contenute, rispetto al vano aperto tipico dell’azione 98 o della stessa M12), molto snella ma allo stesso tempo rigida. È prevista una sola lunghezza d’azione sia per i calibri short, come il .308 Winchester utilizzato dall’esemplare in prova, sia per i long, come quelli derivati dal .30-06. L’assortimento previsto inizialmente per il mercato italiano sarà in .308 Winchester, .270 Winchester e .300 Winchester magnum. L’elemento più simile alla M12 è rappresentato dal sistema di alimentazione, un caricatore amovibile bifilare a presentazione alternata dalla capacità decisamente elevata per la categoria, visto che consente di stivare 5 cartucce in calibri standard e 4 in calibri magnum, più un ulteriore colpo camerato manualmente. Il caricatore è polimerico (molla esclusa, s’intende) ed è vincolato all’arma mediante una leva a bilanciere posta nella parte frontale del bocchettone. Premendo lo sgancio con l’indice della mano sinistra e tenendo la mano a coppa, il caricatore cade comodamente nel palmo, sia che sia pieno, sia che sia vuoto. In ogni caso la finestra di espulsione ha dimensioni tali da consentire, volendo, anche il rifornimento dall’alto senza estrarlo dall’arma (non con i guanti, però).
L’otturatore girevole-scorrevole ha tre tenoni di chiusura a 120 gradi (contro i 6, su due ordini, della M12), la sommità dei tenoni ha lo stesso diametro del cilindro otturatore (o un decimo inferiore), il che consente di avere una sede di scorrimento nell’azione perfettamente cilindrica, che semplifica la costruzione assicurando però al contempo una eccellente scorrevolezza. L’estrattore è del tipo a ghigliottina, integrato in uno dei tenoni, duplice (come è sempre più di tendenza oggi) l’espulsore, rappresentato da due pistoncini caricati a molla. La soluzione del doppio espulsore è particolarmente utile per garantire la massima efficacia di espulsione delle cartucce cariche, più che dei bossoli vuoti, dato il maggior peso della palla e della polvere. Il manubrio è integrale al cilindro e porta un pomo polimerico overmolded perfettamente sferico e con superficie grippante, del diametro di 22,5 mm. Il noce posteriore dell’otturatore è polimerico e dal centro di esso protrude la coda del percussore, fungendo da indicatore di armamento.
La sicura è a leva laterale, posta alle spalle del manubrio: è a tre posizioni, tutta avanti consente lo sparo, indietro di uno scatto blocca il grilletto, indietro di due scatti blocca sia il grilletto, sia l’otturatore. Singolarmente, la posizione di sparo è contrassegnata con un pallino rosso, quella intermedia con due pallini bianchi mentre la posizione completamente arretrata non è contrassegnata in alcun modo. In ogni caso, la spaziatura è tale da non consentire equivoci.
Nella parte inferiore dell’azione, sotto la culatta della canna, è presente uno scasso perpendicolare nel quale si innesta con precisione la piastrina in acciaio del recoil lug, annegata nel calcio polimerico. La soluzione non è certo inedita, essendo tra gli altri utilizzata dalle carabine Tikka T3 e Sako 85, ed è ormai ben collaudata. Meno diffusa invece la soluzione per le viti di unione tra azione e calciatura: sono innestate permanentemente sull’azione e all’estremità inferiore presentano una filettatura maschio, sulla quale si innestano due boccole con rondelle. Strano a vedersi, ma perfettamente funzionale nella pratica.
La canna è avvitata all’azione (non più innestata a caldo come sulla M12), è lunga 560 mm nei calibri standard e 620 mm nei calibri magnum: realizzata mediante rotomartellatura, ha un profilo light da caccia che, però, non è proprio “minimalista” al massimo, visto che alla fine culmina comunque con un diametro di 17 mm. La volata è filettata per l’installazione di eventuali freni di bocca (o moderatori di suono nei Paesi che lo consentono), la filettatura è protetta da una boccola. Sia la canna, sia l’azione sono protette da una nitrurazione nera semiopaca, che oltre a garantire una buona resistenza all’ossidazione conferisce un look tutto sommato ricercato.

Calciatura e scatto

La calciatura è in stile americano, quindi con pistola abbastanza allungata, pala dritta senza appoggiaguancia né Montecarlo. L’astina risulta filante, con una larghezza nella parte mediana di 42 mm, che consente comunque una buona stabilità nel tiro in appoggio su un sostegno di fortuna. In corrispondenza dei punti di presa sono presenti inserti gommati dall’elevato grip. La dotazione include gli attacchi porta cinghia a sgancio rapido (swivel stud), tra gli elementi decisamente inconsueti c’è invece il calciolo, morbido e spesso, che può essere agevolmente separato dal calcio premendo i loghi Mauser sui due lati, dando accesso all’interno della pala. Di serie, questo vano è riempito con un’anima in schiuma sintetica che ha lo scopo di limitare la rumorosità del calcio nel caso di urti fortuiti a caccia con rami, foglie o altri elementi dell’equipaggiamento: togliendo questa imbottitura, però, si può usare il vano per conservare cartucce, kit di pulizia o altri accessori, che possono essere disponibili sul campo veramente in un secondo, ma nello stesso tempo restano protetti. Complice il calcio polimerico e la canna a profilo light, il peso complessivo risulta decisamente contenuto, pari a 2.900 grammi per i calibri standard e appena 100 grammi in più per i magnum, principalmente a causa dei 60 mm di canna in più. Non sono previste le mire metalliche, la sommità dell’azione presenta però i classici fori filettati per l’installazione delle basi per il cannocchiale. Per consentire la massima versatilità di montaggio, l’interfaccia delle basi è la medesima dell’azione Remington 700, tra le più diffuse sul mercato. Ciò detto, l’azienda comunque suggerisce l’impiego delle basi Hexalock a sgancio rapido, che garantiscono un fissaggio saldo consentendo allo stesso tempo una rapida rimozione del cannocchiale, a beneficio del contenimento degli ingombri.
Lo scatto è di buona qualità: in un solo tempo, breve e netto, è regolabile tra un minimo di 1.000 e un massimo di 2.000 grammi, agendo sul grano posto al centro del grilletto.

La nostra prova

La prova a fuoco si è svolta al Tsn di Caprino veronese (Vr), sulla distanza di 100 metri, nell’ambito di una giornata di presentazione organizzata dal distributore italiano. Il Tsn ha messo a disposizione le ottime cartucce lituane Ggg (Giraitès Ginkluotès gamykla) con palla Sierra Mk di 168 grani, alle quali abbiamo affiancato una selezione di caricamenti venatori (vista la destinazione primaria dell’arma) con peso di palla eterogeneo, rappresentati dalle Winchester Power max di 150 grani, dalle Brenneke Tag di 155 grani, dalle Remington Accutip di 165 grani e dalle Sako Hammerhead di 180 grani. L’arma è stata equipaggiata con ottica Minox Zx5 3-15x56, applicata mediante attacchi a sgancio rapido Hexalock. Questi ultimi sono risultati di particolare pregio, perché consentono l’applicazione e la rimozione del cannocchiale in una manciata di secondi, mantenendo allo stesso tempo una silhouette snella ed elegante. In appoggio anteriore, l’arma ha palesato una precisione eccellente con le palle Sierra Hpbt Matchking, consentendoci di realizzare una rosata di tre colpi in soli 16 mm. Appena più distanziate, ma di un solo millimetro, le Remington Accutip. Buone anche le Brenneke Tag senza piombo, due colpi sono finiti praticamente uno nell’altro e il terzo ha portato il raggruppamento a 20 mm, quindi comunque ampiamente al di sotto del minuto d’angolo. Singolarmente, i risultati meno convincenti sono stati appannaggio dei pesi di palla “estremi”: sia con le 150 grs Winchester, sia con le 180 grs Sako Super hammerhead, la rosata si è allargata fino a 35 mm, palesando uno scarso feeling. A prescindere dai risultati “schietti” sul bersaglio (tutt’altro che trascurabili, comunque, sia chiaro), il comfort è risultato assoluto in tutte le operazioni di manipolazione: lo scatto, settato al limite inferiore dell’intervallo di regolazione, è risultato netto e privo di collasso di retroscatto, anche il grilletto vero e proprio, dalla curvatura accentuata ma nello stesso tempo piatto in senso laterale e ampio, conferisce una immediata confidenza al tiratore. Agevole l’inserimento e lo sgancio del caricatore, così come la movimentazione dell’otturatore: l’apertura offre una resistenza limitata e la fluidità di scorrimento è al di sopra di ogni sospetto. Efficace l’espulsione, sia dei bossoli sparati, sia delle cartucce cariche, complice anche una finestra di espulsione di dimensioni generose (84,5 mm di lunghezza), sia per calibri long action ma a maggior ragione ancor più per calibri short come il .308 Winchester. Il caricatore è un 5 colpi “vero”, nel senso che al massimo della capacità consente l’inserimento dell’arma anche con otturatore in chiusura, quindi eventualmente con una sesta cartuccia già in camera. Altra cosa importante, la calciatura: sottile ma nello stesso tempo grippante e sufficientemente stabile in appoggio anteriore su supporto di circostanza, nonostante abbia il calciolo amovibile risulta perfettamente solida e priva di giochi fastidiosi allo sparo. La configurazione perfettamente rettilinea e il calciolo di generoso spessore, smorzano efficacemente il rinculo lasciando esente la guancia dal contraccolpo. Anche prolungando la sessione di tiro fino ad avere un miraggio termico sviluppato dalla canna tale da rendere impossibile la collimazione, non abbiamo avvertito alcun fastidio.


La prova completa su Armi e Tiro di novembre 2018

Scheda tecnica

Produttore: Mauser, mauser.com
Distributore: L&O group srl, via Pasteur 11, 37135 Verona, tel. 045.45.79.820, fax 045.48.59.048, peter.unterholzner@lo-group.com
Modello: M18
Tipo: carabina a ripetizione manuale
Calibro: .308 Winchester (anche .270 Winchester e .300 Winchester magnum)
Funzionamento: otturatore girevole-scorrevole a 3 tenoni frontali di chiusura
Alimentazione: caricatore bifilare amovibile
Numero colpi: 5+1 (4+1 magnum)
Canna: lunga 560 mm (620 in calibri magnum), profilo light da caccia con volata di 17 mm filettata per freno di bocca, rigatura a 4 principi con passo di 11 pollici (279 mm)
Lunghezza totale: 1.060 mm (1.120 mm in calibri magnum)
Scatto: diretto, regolabile tra 1.000 e 2.000 g
Percussione: percussore lanciato
Mire: predisposizione per il montaggio dell’ottica con basi compatibili Remington 700
Sicura: manuale a tre posizioni, avviso di percussore armato
Materiali: acciaio al carbonio; caricatore, pomo otturatore e calciatura polimerici
Finiture: nitrurazione nera semiopaca
Peso: 2.900 g (3.000 in calibri magnum)
Prezzo: 950 euro, Iva inclusa

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