02 novembre 2019

Cinghialaia immortale

Sulla breccia da 125 anni, è ancora una valida opzione per il cinghialaio grazie al perfetto rapporto tra potenza, maneggevolezza, controllabilità. Meccanica super-affidabile, buone finiture

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La carabina Marlin 1894 calibro .44 magnum è un classico intramontabile, buona per assaporare il mito della frontiera americana al poligono, ma anche per insidiare il cinghiale.

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La carabina Marlin 1894, brevettata il 1° agosto dell’anno precedente dal progettista dell’azienda, Lewis Hepburn, rappresenta una evoluzione e modernizzazione del precedente modello 1889, il primo realizzato dalla Marlin con telaio chiuso superiormente ed espulsione laterale. La motivazione tecnica di questa soluzione non era semplicemente quella di differenziarsi dalle armi Winchester, né tantomeno di agevolare l’impiego dell’ottica (giacché i cannocchiali per carabina iniziarono a diffondersi più tardi, anche se oggi indubbiamente è utile a questo scopo), bensì quello di garantire una superiore robustezza strutturale in particolar modo nell’eventualità di rottura del bossolo allo sparo, a parità di peso rispetto a una carabina con carcassa aperta superiormente. Di certo c’è che con la diffusione delle ottiche di puntamento, il fatto che la carabina avesse la parte superiore chiusa è risultato un vantaggio non da poco per l’applicazione dell’ottica, cosa non altrettanto agevole (per esempio) con la Winchester 1894, tutto sommato neanche con l’introduzione della versione Ae (angle eject), avvenuta peraltro solo nel 1983, laddove invece le carabine Marlin hanno iniziato a essere predisposte per il montaggio dell’ottica dalla metà degli anni Cinquanta.

L’arma ha una struttura molto semplice ma, soprattutto guardando all’epoca in cui fu progettata, risulta estremamente moderna per quanto riguarda la sicurezza d’uso. In estrema sintesi, la carcassa contiene l’otturatore, di forma grosso modo prismatica, e sul lato destro presenta un portello che consente il caricamento del serbatoio tubolare. Quest’ultimo ha una capacità di 10 cartucce. Per riempirlo si inseriscono le cartucce, una alla volta, vincendo la resistenza del coperchio del portello di caricamento e spingendole in avanti, dentro il serbatoio. L’operazione deve essere compiuta con la leva di caricamento in posizione di sparo. Poi si aziona la leva, ruotandola in avanti, il che provoca inizialmente lo sblocco del rampone di chiusura a scorrimento verticale, che impegna una mortasa nella parte posteriore dell’otturatore, poi lo scorrimento all’indietro dell’otturatore medesimo, che estrae il bossolo dalla camera e lo espelle. La cucchiaia di alimentazione presenta la cartuccia prelevata dal serbatoio perché, con il movimento di chiusura dell’otturatore, venga camerata, riportando la leva di sottoguardia in posizione di sparo. L’arretramento dell’otturatore comporta anche l’armamento del cane esterno. L’arma è per l’epoca decisamente avveniristica, in quanto presenta due distinti sistemi di sicurezza passiva; il primo è costituito da un nottolino che, se la leva di caricamento non è perfettamente in posizione di sparo, blocca lo scatto impedendo l’abbattimento del cane; il secondo è costituito dal fatto che il percussore è in due pezzi e il pezzo posteriore risulta allineato all’anteriore solo quando il blocco di chiusura è correttamente in posizione. In caso contrario (quindi se l’arma non è perfettamente chiusa), risulta disassato verso il basso e anche se colpito dal cane, non può trasmettere l’urto alla parte anteriore del percussore, né quindi accendere l’innesco della cartuccia. Oltre a questi dispositivi automatici di sicurezza, è presente la mezza monta del cane e una sicura a traversino che, una volta attivata, intercetta il cane prima che colpisca il percussore (ma non ne impedisce l’abbattimento).

La canna è lunga 510 millimetri, cioè i classici 20 pollici, è a profilo circolare con un diametro di volata di 16,8 millimetri. Oltre a questa versione Standard è disponibile anche in allestimento Cowboy con profilo ottagonale, in .44 magnum e .45 Colt, mentre in .357 magnum è disponibile la versione 1894c con canna tonda lunga 18,5 pollici. La rigatura ha un passo di 38 pollici, con sei princìpi destrorsi tipo Ballard, cioè in altre parole grosso modo di tipo convenzionale: l’azienda commercializza una parte delle proprie carabine anche con una particolare micro-rigatura, caratterizzata da 12 e più princìpi molto meno rilevati rispetto a una rigatura convenzionale. La scelta tecnica della micro-rigatura garantisce migliori risultati, in termini di precisione, con i proiettili camiciati, ma con i proiettili in piombo nudo, specialmente se spinti a velocità piuttosto elevate (come accade nel .44 magnum), i risultati sono inferiori. Di conseguenza, con la 1894 in .44 la rigatura è di tipo convenzionale, mentre per esempio la micro-rigatura è tuttora utilizzata con il modello 336 in .30-30.

Il calcio è del tutto tradizionale, quindi con profilo all’inglese, in noce americano, completato da un semplice, ma funzionale calciolo in gomma. L’astina è anch’essa in noce americano, leggermente arrotondata alle estremità, risultando con una larghezza compresa tra i 39 e i 45 millimetri. In corrispondenza dei punti di presa è presente un’ampia zigrinatura grippante. Le superfici in legno dell’arma sono trattate con una peculiare verniciatura che dovrebbe garantire una migliore resistenza agli agenti atmosferici rispetto alla classica verniciatura a poliestere o alla lucidatura a olio. Il trattamento è denominato Mar-shield.

Per quanto riguarda gli organi di mira, anch’essi sono molto “in stile” e sono costituiti da un mirino a lama con apice circolare bianco, innestato a coda di rondine, quindi regolabile in derivazione, e da una tacca di mira tipo Buckhorn regolabile in elevazione grazie al tipico cursore a gradini. Il mirino può essere, volendo, protetto con un tunnel in lamiera, a profilo squadrato, che è fornito in dotazione. Sulla sommità della carcassa sono previsti i fori filettati per l’installazione dell’ottica, nel caso in cui si monti il cannocchiale è possibile montare sulla cresta del cane una prolunga laterale che agevola l’armamento manuale senza interferenze con l’oculare. Anche questa prolunga è fornita in dotazione.

Lo scatto è piuttosto semplice, in un solo tempo, del peso di circa 1.500 grammi, piuttosto pulito e costante.

La prova a fuoco si è svolta nel nostro balipedio, sulla distanza di 50 metri, impiegando le mire metalliche in dotazione. Il maneggio iniziale ha immediatamente restituito una sensazione di grande compattezza e praticità d’uso, l’astina riempie bene la mano debole e la zigrinatura risulta molto grippante, senza per questo rivelarsi sgradevole. La tacca di mira ha una finestra a “U” un po’ troppo precisa rispetto al mirino ma, soprattutto, quest’ultimo è poco contrastante, per agevolare il puntamento istintivo a caccia sarebbe opportuno sostituirlo con un altro munito di apice in similoro o addirittura in fibra ottica. In ogni caso, installando il tunnel in dotazione si riesce ad avere un riscontro di massima che velocizza in modo determinante il puntamento istintivo. La cosa migliore, a nostro avviso, può essere quella (e non si suicidino i puristi…) di montare una slitta Picatinny sopra la carcassa, sulla quale piazzare un bel red dot. E il gioco è fatto.

Abbiamo effettuato numerose sequenze di sparo, via via più veloci, confermando l’assoluta affidabilità del sistema e la praticità del sistema: la leva non si “incarta” in nessun punto della propria corsa, l’espulsione risulta vigorosa e la cameratura assolutamente fluida. Le munizioni della nostra prova erano le classiche Fiocchi con palla semiblindata a punta piatta del peso di 240 grani che, nella canna di 510 millimetri della Marlin, hanno sviluppato una velocità alla bocca sensibilmente superiore rispetto al dato ufficiale Fiocchi (ottenuto, però, in canna manometrica di 250 millimetri). In particolare si è riusciti a sfondare il tetto dei 500 metri al secondo e, di conseguenza, il tetto energetico dei 200 chilogrammetri. Rispetto ad altre armi lever action, medio-leggere, che abbiamo provato in .44 magnum, questa Marlin ha palesato un rinculo abbastanza vigoroso, ma assolutamente orizzontale, che non interessa quindi in alcun modo la guancia del tiratore e risulta, quindi, molto ben controllabile. Un aspetto che si è palesato con il protrarsi della prova (e dei colpi sparati in rapida successione), è che l’azionamento della leva (la quale ha una finestra di 65x25 mm circa) esercita una pressione in particolare sul dito medio, il quale a fine sessione può manifestare una striscia arrossata in corrispondenza della prima falange. Al di là del fatto, comunque, che il problema è facilmente ovviabile munendosi in anticipo di un comune cerotto, nel caso in cui si voglia far uso di un’arma del genere per la caccia, indossando i guanti invernali, è possibile orientarsi sulla versione Sbl, che oltre alla finitura inox, al calcio laminato, alla canna di 16,5 pollici e alla slitta Picatinny integrale (con diottra), vanta anche una leva di caricamento maggiorata.

La precisione sul bersaglio, stante la già ricordata non facilissima acquisibilità del mirino, è risultata più che valida per l’impiego venatorio, con una rosata di cinque colpi in 70 millimetri ottenuta con ritmo di fuoco da “film western”.

La prova completa su Armi e Tiro di agosto 2019

Produttore: Marlin, marlin.com

Distributore: Paganini, corso Regina Margherita 19 bis, 10124 Torino, fax 011.83.54.18, paganini.it, mail@paganini.it

Modello: 1894

Tipo: carabina a leva

Calibro: .44 magnum (anche .357 magnum e .45 Colt)

Funzionamento: ripetizione manuale azionata da leva di sottoguardia

Alimentazione: serbatoio tubolare

Numero colpi: 10

Canna: lunga 510 mm (470 mm in .357), diametro volata 16,8 mm, rigatura tipo Ballard a 6 principi con passo di 38 pollici (965 mm)

Lunghezza totale: 960 mm

Scatto: diretto

Percussione: cane esterno

Sicura: mezza monta del cane, sicura manuale a traversino che intercetta il cane, sicura automatica contro lo sparo ad arma non perfettamente chiusa

Mire: mirino a lama regolabile in derivazione protetto da tunnel, tacca di mira tipo Buckhorn regolabile in altezza; predisposizione per il montaggio dell’ottica sulla sommità della carcassa

Materiali: acciaio al carbonio, calciatura in noce

Finiture: brunitura nera semilucida, calcio con trattamento Mar-shield

Peso: 2.950 g

Accessori di serie: tunnel amovibile per il mirino, prolunga laterale per la cresta del cane

Prezzo:

1.243 euro, Iva inclusa; versione Cowboy, 1.709 euro; versione Sbl, 1.791 euro

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