di Ruggero Pettinelli - 01 novembre 2019

Nome e destino

Una nuova gamma di cartucce match, “intitolata” alla ormai leggendaria carabina sniper di Sako: denominatori comuni, la palla Lapua Scenar L e una costruzione senza compromessi, che consente di equiparare il livello di precisione alle ricariche più sofisticate

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Sako ha inaugurato una linea di cartucce di altissima precisione, “battezzate” con il nome della sua leggendaria carabina sniper: Trg.

Sako è una delle poche aziende al mondo, insieme per esempio a Remington e Winchester, a vantare una cospicua tradizione sia nella produzione di carabine a otturatore girevole-scorrevole per la caccia, il tiro e gli impieghi militari, sia nella produzione delle relative munizioni a bossolo metallico. Per quanto riguarda queste ultime, la produzione prevede sia gamme specifiche per la caccia (con proiettili di tipo tradizionale con nucleo in piombo oppure innovative soluzioni leadless), sia gamme specifiche per il tiro di precisione. La punta di diamante in questo senso è la nuova gamma Trg.

Un nome famoso

Il nome della gamma è fortemente evocativo e tutt’altro che casuale, visto che riprende quello della fortunata e ormai leggendaria gamma di carabine per il tiro sniper prodotte dalla Sako. Non è casuale, quindi, che la gamma di munizioni Trg “copi” la medesima disponibilità di calibri per i quali è camerata la gamma di carabine finlandesi che, dai tradizionali .308 Winchester (Trg 21-22) e .338 Lapua (Trg 41-42), comprende oggi anche .260 Remington, 6,5 Creedmoor e .300 Winchester magnum. Per tutti i calibri, un packaging curato con confezione in cartoncino di colore nero opaco con celle in plastica porta cartucce, la capienza è di 20 colpi per i calibri standard e di 10 colpi per i calibri magnum. Denominatore comune non è però solo l’estetica di confezionamento, bensì una gamma di bossoli di alta qualità, un assemblaggio curato, un nuovo processo di collaudo e una palla (meglio, una serie di palle) al di sopra di ogni sospetto: la Lapua Scenar L. Si tratta di una evoluzione, ormai di qualche anno, della classica Scenar, che oltre a una serie di nuovi pesi e profili specificamente destinati al tiro di precisione, vanta una più elevata concentricità nello spessore del mantello e inferiori tollerenze in termini di variazione del peso e uniformità dimensionale. In precedenza, la gamma match di Sako “armava” le proprie cartucce con le palle Sierra Matchking. Per il nostro test abbiamo deciso di esaminare il calibro più di moda (quantomeno negli States) in fatto di tiro di precisione a lunga distanza, cioè il 6,5 Creedmoor.

Il nostro test

La cartuccia risulta assemblata con estrema cura, ha una lunghezza totale di 70,45 mm a fronte di un massimo ammesso dalla Cip di 71,76 millimetri. Lo sconfezionamento di 5 esemplari e la successiva valutazione ponderale degli elementi ha consentito di certificare uno scarto massimo nel peso di palla contenuto entro il decimo di grano, che ovviamente è un risultato di elevatissimo livello; anche lo scarto massimo nel peso dei bossoli (a parità di peso corrisponde parità di spessore e, quindi, parità di volume interno, un elemento molto importante per determinare il rendimento di combustione) è risultato molto contenuto e qualificabile come match, cioè pari a un massimo di 1,6 grani. Per quanto riguarda il propellente, un tubolare apparentemente assimilabile alla Vihtavuori N560, la dose rilevata è stata di 40 grani esatti e non si è riscontrata la benché minima oscillazione nel peso di questo componente. Le prove a fuoco sono state condotte con una carabina destinata al tiro a lunga distanza, cioè la Browning X-bolt pro long range Grs, con canna fluted di 610 mm. A fronte di una velocità dichiarata di 860 metri al secondo, quella da noi rilevata è risultata pari a 819,6 su media di 5 colpi, con una deviazione standard pari a 4,9, risultato più che valido per una cartuccia commerciale match per carabina a percussione centrale. Il responso sul bersaglio è stato semplicemente impressionante, con una rosata di 3 colpi in soli 17 millimetri a 300 metri, con arma in appoggio anteriore e posteriore, che equivale a un quinto di minuto d’angolo. Tenendo presente la mancanza di affiatamento con l’arma, il peso di scatto piuttosto sostenuto (1.400 grammi rilevati) e l’impiego di un’ottica venatoria (Kite 2-12x50 senza correzione di parallasse) più che agonistica, siamo convinti che il risultato possa migliorare ulteriormente. Il che fa di questa cartuccia Trg qualcosa di veramente verticistico nel panorama delle cartucce match per carabina a percussione centrale.

Il test completo è stato pubblicato su Armi e Tiro di luglio 2019

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