di Claudio Bigatti - 13 dicembre 2018

Il futuro sarà questo?

Grazie a nuove indiscrezioni, è possibile adesso meglio prefigurare le future armi individuali e di squadra dell’Us Army che, insieme al nuovo calibro, andrebbero a soppiantare sia il 5,56x45 che gli M4 e M249.

Come si è arrivati a 6,8 Gp

Il calibro selezionato per il programma americano Ngsw – Next generation squad weapons (Prossima generazione armi di squadra), volto a sostituire sia gli M16/M4 che le mitragliatrici leggere di squadra M249 Saw, è dunque 6,8 Gp o General purpose: di questa nuova munizione sappiamo solo il suo diametro effettivo che sarebbe appunto di 6,8 millimetri (.270) ma, non conosciamo per esempio peso di palla e lunghezza della cartuccia. Sappiamo anche che non si tratta del 6,8 Spc Remington e che avrà prestazioni balistiche nettamente superiori sia a questo ultimo che al 5.56x45 che andrà a sostituire tuttavia, da recenti indiscrezioni e più semplici deduzioni trapelano due dati balistici importanti: una velocità alla bocca intorno ai 960 metri/secondo ed una energia sempre alla bocca di 3.600 Joule indicate come … minime. In pratica, vi sarebbe un raddoppio delle energie rispetto ad un 5,56x45 come anche un raddoppio della gittata pratica utile (che non è quella massima) che passerebbe dai 300 metri degli M4 ad almeno 600 metri ma con serie capacità di ingaggio sino a 800 metri. Solo questo ordine di prestazioni infatti, garantirebbe non solo il tanto agognato overmatch ma, offrirebbe il “deciso salto in avanti” richiesto dall’Us Army per qualsiasi “sostituzione” di un certo onere e che sino ad oggi, non aveva trovato seri candidati. Secondo l’Us Army.
Vediamo adesso il percorso, lento, che ha portato allo sviluppo di questa nuova munizione che comunque, deve pur sempre qualcosa al tentativo del 6,8 SPC.
Nel 2002 ricercatori dell’esercito americano incominciarono a guardare con interesse una alternativa al 5,56x45 a seguito di “numerose lamentele riguardo le caratteristiche terminali” della munizione adottata: in realtà, tali lamentele nascono molto tempo prima e la questione sul fatto che non siano state ascoltate prima, rimane aperta. Lo sviluppo del 6.8Spc e l’analisi delle sue performances verranno seguite da Socom, dall’Army marksmanship unit e dall’Ardec – Army armaments research development and engineering center. Quest’ultimo, nel 2004 effettuò studi comparativi in merito alle caratteristiche sia terminali che di penetrazione nelle protezioni balistiche, determinando che i calibri tra i 6,5 ed i 7 millimetri erano i più efficienti: niente di nuovo, dato che analoghe ricerche erano state condotte quasi un secolo prima con il .276 Pedersen seguite ancora dagli studi inglesi che portarono poi al .270 British/Enfield.
Nel 2006 il Joint service wound ballistics-Integrated product team, ribadisce inequivocabilmente la migliori caratteristiche del 6,8. E sin qui, stiamo parlando del 6,8 Spc Remington che seppur non adottato, impressionò i militari americani (ancora una volta, ci sentiamo di aggiungere).
La svolta è però nel 2015: quando grazie allo studio intitolato “Small arms ammunition configuration study” commissionato dall’Us Army, si concluse che si, il 6,8 si poteva considerare il calibro “ideale” per una nuova munizione intermedia ma, con maggiore energia alla bocca (rispetto il 6,8 Spc) per aumentare gittata e letalità mantenendo però possibilmente energie di rinculo gestibili in modo da non compromettere la precisione (e la durata dell’arma …).
Nei desiderata della nuova munizione vi è anche una altra richiesta: la capacità di penetrare le protezioni balistiche normalmente impenetrabili al 5,56x45 ma qui, probabilmente, si ricorrerà a soluzioni note come la recente Advap - Advanced Armor Piercing con penetratori al carburo di Tungsteno.

E riguardo all'arma?

A parte il fatto che dovrà essere in grado di gestire tale esuberante munizione, come sfrutterà al meglio le nuove prestazioni e potenzialità correlate? Con un approccio abbastanza radicale per migliorare l’acquisizione del bersaglio a più lunghe distanze, ingaggiarlo con precisione e con più rapidità. Cosa che però, necessiterà di un nuovo approccio nell’addestramento e nelle tattiche.
Si tratta di un sistema sino adesso, abbastanza in ombra rispetto arma e munizione ma che è in essere da tempo prima: si tratta del Fws-I – Family o weapon sights- Individual o Famiglia di ottiche per armi-Individuale. Una sistema optoelettronico di mira integrato da un monoculare: entrambi dotati di sistema termico di visione e con l’ottica montata sull’arma dotata di telecamera e trasmissione della visione, al monoculare.
Sarà in grado di vedere e scovare bersagli a distanze maggiori del nemico grazie ad uno zoom, in ogni condizione di luce ed in presenza anche di oscuranti (nebbia, fumogeni), grazie alla telecamera di mostrare nel monoculare il bersaglio anche con arma non allineata al tiratore (tiro defilato o dietro coperture).
E sin qui, niente di nuovo rispetto a qualsiasi altro sistema impiegato da un sistema “Soldato futuro” ma questo nuovo sistema, ha e offre di più: sensori e accelerometri allo stato dell’arte, micro display e nuovi reticoli, telemetro integrato o a seconda dei modelli, interoperabilità con Lrf esterni, tecnologia disturbed reticle ossia reticoli auto-regolanti in base alla distanza del bersaglio. Facciamo alcuni esempi delle nuove potenzialità: di notte e in situazioni di Cqb, il soldato può mantenere la visione e situazione generale del campo muovendo la testa e osservando attraverso il monoculare, in caso di identificazione di bersaglio, la visione dell’arma attraverso l’ottica montata sopra, verrà mostrata nel monoculare con il relativo crocino e il soldato dovrà soltanto centrare il crocino sopra il bersaglio e sparare. In pratica: si eliminano i tempi morti dettati dalla necessità di osservare prima attraverso il monoculare e poi passare all’ottica del fucile per sparare e, non solo, l’ingrandimento del crocino sarà dimensionato al Cqb per una più rapida acquisizione. Ovviamente e in caso di necessità, si può procedere nel modo classico.
Di giorno e su più lunghe distanze, si ha a disposizione una ottica in grado di adeguare le dimensioni del crocino e fornire preciso punto di impatto sull’esatta distanza del bersaglio aumentando di parecchio, la probabilità di colpirlo. A questo punto, manca solo l’arma …
Tra i finalisti incaricati di sviluppare il sistema Fws-I figurano due soli contractors: Leonardo Drs e la Bae Systems.
Immagini: Bae Systems

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