23 July 2017

Cz 52, unica nel suo genere

Questa vecchia ordinanza cecoslovacca rappresenta un interessante pezzo da collezione per le sue inusuali doti meccaniche. Prima lecita, poi proibita e finalmente catalogata, è ben poco adatta alla difesa
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  • 1/13 La Cz 52 è il solo esempio di applicazione su pistola automatica del brevetto Stecke relativo alla chiusura a rulli.

    di Fabrizio Comi

    La Cz 52 è il solo esempio di applicazione su pistola automatica del brevetto Stecke relativo alla chiusura a rulli.
    Edward Stecke, tecnico polacco, aveva infatti registrato negli Stati Uniti un progetto di mitragliatrice a cui era stato assegnato il brevetto numero 2089671 il 10 agosto 1937. I tedeschi, dopo l'invasione della Polonia nel 1939, sfruttarono gli studi e i prototipi trovati e ne applicarono i principi sulla mitragliatrice Mg 42.
    Dopo la guerra, per definire un armamento omogeneo per le forze di polizia e per l'esercito della nuova Cecoslovacchia furono incaricati due progettisti, Jan e Jaroslav Kratochvil, che definirono i disegni della Cz 50 (pistola molto simile alla Walther Pp in calibro 7,65 mm) per la polizia, e della Cz 52 per le forze armate, quest'ultima impiegante una versione maggiorata del 20% della carica della cartuccia 7,62 Tokarev ordinanza del blocco dei Paesi dell'Est. Relativamente dopo pochi anni, però, ne è iniziata la progressiva sostituzione con la pistola Makarov, ed è per questo motivo che sul mercato si possono trovare esemplari ancora in ottime condizioni nella fondina originale con il caricatore di scorta.

    La meccanica

    La Cz 52 è una pistola automatica in Singola azione, a cane esterno, con chiusura positiva, dotata di caricatore monofilare da 8 colpi con sgancio alla base dell'impugnatura. Premendo il grilletto si spinge in avanti la sbarra relativa su esso imperniata: un'appendice che funge da disconnettore verifica se il carrello è chiuso spostandosi nella cavità relativa nella parte posteriore del fondo del castello. In caso contrario, il disconnettore urta il carrello e interrompe il contatto tra la leva di scatto e il dente di arresto. Viene così spostato in avanti il dente di arresto del cane, permettendo a quest'ultimo di scattare sotto l'azione della molla. Contemporaneamente viene sollevato il blocco a molla del percussore, che tiene lontano quest'ultimo dall'innesco. Il cane colpisce il percussore e rimbalza in posizione arretrata.
    A questo punto la canna e il carrello arretrano uniti per circa 5 mm, in questa fase i rulli sono bloccati negli alloggiamenti del carrello e nell'aletta sotto la canna dal blocco centrale della slitta intermedia, che viene fermata nel suo moto retrogrado da un risalto sul castello. Inizia a questo punto lo sblocco della chiusura che si completa quando i rulli vengono spinti nello spazio creato dallo spostamento relativo fra la slitta e la canna fino a che questa si ferma contro la parete del castello.
    ​Il carrello, libero di arretrare, compie il ciclo di estrazione, espulsione e ritorno in chiusura con conseguente cameratura di un nuovo colpo, mentre i rulli tornano nella posizione di bloccaggio. Sparato l'ultimo colpo, il carrello rimane in apertrura per un dente che ne impegna un intaglio.
    ​La leva di sicura ha tre posizioni: abbassata indica che la pistola è pronta al fuoco, al centro indica la posizione di sicura (blocca i leveraggi di scatto ma non il carrello, permettendo così lo scaricamento della camera), in alto provoca l'abbattimento automatico del cane in condizioni di sicurezza.

    Lo smontaggio

    Per lo smontaggio, dopo essersi assicurati che l'arma sia scarica, si leva il caricatore e si sblocca il chiavistello di smontaggio posizionato davanti al grilletto. Fatto questo, si spinge il carrello finché possa essere estratto dalla parte anteriore del castello e separato da quest'ultimo. Rovesciandolo, si può estrarre la canna spingendo quest'ultima e la camma del rullo, in modo da sbloccare la chiusura (per fare ciò ci si deve servire di un cacciaspine inserito nel foro della camma). Si fa ruotare verso l'alto la culatta della canna e si estrae quest'ultima. Per compiere quest'operazione bisogna procedere con cautela, in quanto la molla di recupero è parzialmente compressa.
    Abbiamo potuto esaminare diverse pistole di questo tipo, rilevando sempre un grado di finitura più che buono, specialmente per un'arma di impiego militare. La finitura delle superfici metalliche avviene per fosfatazione che, oltre a essere un'efficiente protezione anticorrosione, dà un effetto antiriflesso.
    La finitura della canna è molto buona: la rigatura, a quattro principi destrorsi, ha un passo di 250 mm.
    La camera di scoppio è ben rifinita e risulta precisa quando vengono utilizzate le munizioni originali. Il mirino è del tipo a cresta mentre la tacca di mira, regolabile in derivazione come sulle Walther Pp e Ppk, è di forma quadrata con finestra a "U". La prima impressione, andando in punteria, è quella di una Walther Pp più lunga.
    Gli scatti sono risultati incredibilmente buoni: il carico di sgancio, dopo una precorsa senza impuntamenti né filature, è di appena 2.300 grammi, un valore ottimo per un'arma militare.

    L'articolo completo è stato pubblicato su Armi e Tiro - ottobre 1990

    Scheda tecnica

    Produttore: Ceskà Zbrojovka Nàrodni Podnik, Cecoslovacchia
    Modello: Cz Vzor 52
    Tipo: pistola semiautomatica
    Calibro: 7,62 mm M48
    Funzionamento: chiusura a rulli a corto rinculo di canna sistema Stecke
    Alimentazione: caricatore amovibile monofilare
    Numero colpi: 8
    Lunghezza canna: 120 mm
    Rigatura: destrorsa, a quattro principi, passo di 250 mm
    Lunghezza complessiva: 210 mm
    Peso: 950 grammi scarica
    Sicura: manuale al fusto con abbatticane, automatica al percussore
    Materiali: acciaio al carbonio
    Finiture: fosfatazione grigia opaca

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