Il deputato Francesco Bruzzone della Lega è tra i primi referenti politici a essersi ufficialmente preso a cuore la questione dell’inasprimento della normativa sui coltelli contenuta nel decreto sicurezza entrato in vigore lo scorso 25 febbraio. “Da cacciatore ma ancor più da persona che vive quotidianamente il mondo rurale, considero la modifica normativa sui coltelli una assurdità, che comporterà pesantissime conseguenze per moltissimi cittadini onesti. Per contro, gli accoltellamenti che continuano ad accadere nelle nostre città evidenziano come questo inasprimento non comporti alcuna conseguenza per chi i coltelli li porta per delinquere. Urge di conseguenza una revisione emendativa in fase di conversione in legge. A questo proposito, poiché l’esame del testo inizierà in senato, ho affidato ai colleghi senatori un pacchetto di proposte che è stato realizzato con la collaborazione dell’ufficio legale di Federcaccia”.
La proposta emendativa Federcaccia porta l’aggravamento sanzionatorio previsto per i coltelli “generici”, dall’attuale limite di 8 centimetri a 12 centimetri; prevede l’introduzione di una presunzione di trasporto (e non di “porto”) quando i coltelli sono detenuti a bordo di veicoli o natanti; cancella i coltelli pieghevoli con blocco della lama dall’elenco degli strumenti dei quali diventa vietato il porto in modo assoluto, mantenendo tale divieto solo per i coltelli “muniti di meccanismo di fuoriuscita della lama a scatto o a molla, nonché strumenti dotati di lama affilata o appuntita del tipo a farfalla oppure camuffati da altri strumenti od occultati in altri oggetti”.
Si tratta, a nostro avviso, di una proposta emendativa ben concepita, in quanto lineare, razionale, semplice ed efficace. L’auspicio è che possa essere raccolta dalla maggioranza e fatta propria nel testo legislativo di conversione del decreto. Di certo c’è che va il nostro plauso al deputato Bruzzone per essersi attivato in questo senso.
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