di Marco Caimi - 08 gennaio 2019

Cacciatrici… e fiere di esserlo!

Più di cento cacciatrici, in poche settimane, hanno inondato con i loro racconti e le loro foto la prima community social che raccoglie le appassionate dell’arte venatoria. Abbiamo conosciuto Debora e Flavia, ideatrici del progetto

Le cacciatrici in Italia sono sempre più numerose e, finalmente, iniziano a far sentire la loro voce. Da circa due mesi la pagina Instagram Cacciatrici italiane raccoglie le foto e i racconti di oltre un centinaio di cacciatrici, costituendo la prima community italiana che si rivolge in particolare alle componenti del gentil sesso, ma non solo, appassionate dell’arte venatoria.
Ideatrici e promotrici di questo progetto sono Debora Campigotto e Flavia Caldarazzo, giovani, intraprendenti e, neanche a dirlo, appassionatissime di caccia. Flavia (nella foto in basso) ha 26 anni, vive a Roma ed è laureata in giurisprudenza. Debora (nella foto in apertura) di anni ne ha appena 19, ma, pur dividendosi tra studio e lavoro, non perde mai l’occasione per un’uscita con i cani sulle colline del suo Friuli. Ciò che più lega entrambe al mondo venatorio è l’amore incondizionato per i loro ausiliari: Brio, il drahthaar di Flavia e Pola e Viky, le setter inglesi di Debora. È stato proprio l’amore per i cani a dare loro la spinta per seguire i padri a caccia, scoprendo un mondo meraviglioso di cui, da quel momento, hanno deciso di fare parte.
Le ragazze, conosciutesi quasi per caso sui social network, hanno avuto l’idea di aprire la pagina Instagram, con la curiosità di scoprire quante fossero le colleghe e con la voglia di condividere le loro esperienze venatorie. «Non ci aspettavamo assolutamente un riscontro del genere da parte delle altre ragazze», mi ha confessato Debora, «l’idea è nata per gioco, ma pare piacere alle cacciatrici e anche ai cacciatori».
Il loro vero obiettivo, però, è quello di far conoscere la caccia ai non cacciatori, di provare a cancellare alcuni dei cliché triti e ritriti che affliggono il nostro mondo, per tentare di instaurare un dialogo costruttivo con l’opinione pubblica e, perché no, anche con i nostri detrattori. «É per questo» , spiega Flavia, «che abbiamo preferito, sinora, evitare di pubblicare immagini troppo cruente. È chiaro che siamo ben coscienti che anche questo fa parte della caccia, ma ci mettiamo nei panni di chi, magari, a caccia non ci è mai andato, e predilige un approccio meno traumatico, per non creare preconcetti nella mente di chi ci osserva senza conoscerci».

Il futuro

Nel prossimo futuro i loro progetti sono rivolti, innanzitutto, alla costituzione di un’associazione vera e propria, in cui le cacciatrici possano riconoscersi e di cui vogliano fare parte. Nel frattempo continuano il loro lavoro di raccolta e diffusione delle storie delle loro colleghe e, in poche settimane di attività, hanno trovato l’approvazione di qualche migliaio di utenti dei social, sia uomini sia donne, cacciatori e non. Il primo appuntamento ufficiali per le ideatrici del progetto Cacciatrici italiane è il salone Hit di Vicenza, dal 9 all’11 febbraio. Debora e Flavia saranno ospiti allo stand di Armi e Tiro, dove i membri della pagina potranno incontrarle e conoscerle di persona.
Flavia e Debora rappresentano un volto nuovo di una caccia che sta cambiando, si sta adeguando ai tempi moderni, pur mantenendo un solido legame con le tradizioni. Sono entrambe attente ai problemi dell’ambiente e promuovono una caccia sostenibile, nel segno della gestione del patrimonio naturale. Perché la caccia possa trovare il proprio ruolo in un mondo in continuo cambiamento occorre credere in un progetto come il loro. Buona fortuna ragazze!

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