Iwa 2026: numeri che fanno riflettere

Il comunicato stampa di chiusura di Iwa 2026 evidenzia un calo avvertibile nel numero dei visitatori professionali: la conferma del tramonto delle fiere B2B?

Trade fair activity - IWA 2026

Il comunicato stampa di chiusura di Iwa 2026 evidenzia numeri che fanno riflettere, in particolare se messi a confronto con quelli dell’edizione 2025. Se infatti, da un lato, il numero degli espositori ha mostrato una flessione piuttosto contenuta, con 1.050 tra produttori e grossisti rispetto ai 1.084 dell’anno precedente, è sul numero di visitatori professionali che si concentra la flessione più sensibile, con oltre 25 mila accessi da 121 Paesi, contro i circa 30 mila provenienti da 126 Paesi, del 2025. Se vengono confrontati con i dati del 2019 il risultato è ancora più eclatante: l’ultima edizione pre-Covid aveva visto infatti la partecipazione di 1.622 espositori e i visitatori professionali erano stati 46 mila circa.

Pesa, su questi numeri, l’evoluzione netta che ha avuto la comunicazione business to business in particolare dopo la pandemia di Covid: oggi le aziende preferiscono investire in spazi espositivi nel momento in cui sia possibile mostrare i prodotti al pubblico degli acquirenti finali (che difficilmente potrebbero avere in altro modo accesso all’intera gamma di prodotto, anche nelle armerie più fornite), mentre per i grossisti e dettaglianti si preferisce sempre di più organizzare eventi mirati “in casa” o in location specifiche. A restare fedeli al modello classico espositivo sono, di conseguenza, le aziende di dimensioni medie e medio-piccole, in particolare provenienti da Paesi “esotici” come Turchia e Cina, che non sono ancora conosciute dalla rete vendita europea e necessitano, quindi, di presentarsi ufficialmente.