Caccia e ambiente fa il pieno al Congresso regionale

Si è svolto il primo Congresso regionale del Partito Caccia Ambiente in Sicilia. Ha aperto i lavori il presidente Angelo Stango. Efficace e pungente la relazione dell’ organizzatore e coordinatore nazionale, Antonino Urpi, che ha sottolineato il successo dell’incontro: “La sala gremita non è più novità in Sicilia quando c’è Caccia Ambiente, riunire quasi mille partecipanti, per metà cacciatori, in una domenica di festa e in concomitanza di altri eventi , anche politici, non è semplice ma così è

 

Si è svolto il primo Congresso regionale del Partito Caccia Ambiente in Sicilia. Ha aperto i lavori il presidente Angelo Stango. Efficace e pungente la relazione dell' organizzatore e coordinatore nazionale, Antonino Urpi, che ha sottolineato il successo dell’incontro: “La sala gremita non è più novità in Sicilia quando c'è Caccia Ambiente, riunire quasi mille partecipanti, per metà cacciatori, in una domenica di festa e in concomitanza di altri eventi , anche politici, non è semplice ma così è. Stiamo evidentemente dicendo e facendo cose che creano consenso: un movimento di pensiero che si identifica in un discorso politico senza esitazioni e che serva da esempio a tutte le delegazioni di Caccia Ambiente. Con questo risultato affronteremo la fase elettorale ormai vicina riservandoci di valutare possibili alleanze evitando il marciume che oggi fa della politica un mestiere”.

Ha chiuso i lavori il Segretario nazionale Angelo Dente, preceduto da un intervento dell’Europarlamentare e componente la Commissione agricoltura, Giovanni La Via, il quale ha espresso parole di apprezzamento per il progetto.

“Il movimento dei Forconi”, si legge nel comunicato ufficiale, “a cui è stata data la parola, attraverso Mario Ferro, ha contribuito, con un intervento potente e sprezzante verso certe istituzioni, a incendiare la sala, per poi tendere una mano al nostro movimento con cui prospetta futura collaborazione. Angelo Dente, apprezzando il lavoro fatto dalla delegazione siciliana ha posto l'attenzione sulle scelte che il mondo rurale delle tradizioni e dei valori deve fare per non farsi più usare dai politici che regolarmente si dimenticano delle promesse fatte. Le scelte saranno fondamentali, siamo uomini che vogliono parlare con gli uomini; i francesi l'hanno fatto e hanno avuto i loro frutti. Siamo una moltitudine di uguali che, con pari dignità e pari voce, decidono insieme per contrastare la malpolitica, la corruttela, la burocrazia”.