di Ruggero Pettinelli - 15 September 2018

A Vigevano “risorge” la carabina

Una dinamica squadra ha riportato alla vita le linee di carabina del Tsn di Vigevano, con omologazione di terza categoria
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  • 1/7 Il nuovo impianto del Tsn di Vigevano comprende 8 linee a 50 metri che, grazie all'omologazione di terza categoria, consentono di sparare anche con le carabine di grosso calibro con palla blindata e con il calibro 12 a palla asciutta.

    La squadra di alacri volontari capitanata dal giovane e dinamico presidente Paolo Gatti può essere orgogliosa del proprio lavoro: il 22 settembre, alle 10,45 alla presenza delle autorità saranno inaugurate le linee di tiro di carabina completamente ristrutturate del Tiro a segno di Vigevano (anche se già dalla fine di agosto hanno cominciato a funzionare). Il punto di arrivo di un triennio di intenso lavoro, sia dal punto di vista burocratico, sia dal punto di vista prettamente “edilizio”: “l’insediamento dell’attuale consiglio è avvenuto nel 2015, dopo un commissariamento che aveva evidenziato gravi problemi di agibilità in particolare per le linee di carabina”, ci ha spiegato il presidente Gatti, “per noi ovviamente tornare a offrire ai soci anche il tiro con la carabina a fuoco era una priorità e, quindi, dal primo giorno di insediamento abbiamo iniziato a interessarci del problema, per vedere di risolverlo. Mettere a punto tutte le autorizzazioni necessarie, interloquire con il comune, con il genio militare e con tutti gli altri interlocutori non è stato affatto facile, ma alla fine ci siamo riusciti”.
    L’unica cosa che si è riusciti a recuperare dalla struttura preesistente sono state le fosse per il cambio bersagli, tutto il resto è stato rifatto di sana pianta: dalle quinte alle tettoie, al parapalle, all’area di tiro, al sistema di gestione e sorveglianza. La postazione del direttore di tiro, oltre ad avere un’ampia visuale diretta sulle 8 linee a 50 metri, è collegata a un impianto di videosorveglianza che consente di “stare addosso” in tempo reale a ogni singolo tiratore. “l’impegno profuso dalla squadra di consiglieri e di soci ci ha consentito di realizzare molti dei lavori edili direttamente, sfruttando le professionalità dei singoli: in questo modo è stato possibile restare all’interno di un budget che, altrimenti, sarebbe stato improponibile per le nostre risorse”, prosegue Gatti. Poche settimane fa, il sopralluogo del genio militare, il quale ha confermato l’assoluta rispondenza della struttura alle direttive tecniche più rigorose e, di conseguenza, l’omologazione di terza categoria, che seppur solo alla distanza di 50 metri consente, tuttavia, ai soci di sparare con tutti i calibri per carabina, anche di grosso calibro, nonché con il 12 a palla. “I banconi”, sottolinea con orgoglio Gatti, “sono stati realizzati da noi in modo da consentire il tiro in appoggio con la carabina e ci siamo dotati di rest Caldwell e Smart reloader. In ogni caso, ciascuna delle otto linee può essere dotata di banconi tradizionali per il tiro di Clt e, più in generale, per le specialità di tiro accademico. Qui tutti sono i benvenuti, dal cacciatore di cinghiali o selecontrollore che vuole tarare la propria arma al tiratore sportivo”.

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