Per il Tsn di Pavia non c’è stato neanche il tempo per emettere il classico sospiro di sollievo, dopo oltre due anni di odissea (e chiusura degli impianti di tiro, dapprima totale, poi per tutti i calibri superiori al .22 sulle linee di carabina) per il rinnovo delle agibilità da parte dei militari: tra Natale e Capodanno, il “regalo” fatto alla sezione pavese del Tiro a segno nazionale da parte del nuovo comandante del I reparto infrastrutture, subentrato al precedente, è stato quello in pratica di “rimangiarsi” l’agibilità concessa solo pochi mesi or sono. Nella comunicazione, condivisa ai soci da parte del presidente del Tsn Enrico Menna, si legge l’affermazione incredibile secondo la quale “l’atto di agibilità sopra citato potrebbe risultare illegittimo in quanto rilasciato in assenza dei presupposti tecnici richiesti e delle relative verifiche poiché i controlli allora effettuati sulla consistenza delle opere eseguite e sulla documentazione prodotta e agli atti del I reparto infrastrutture avevano evidenziato talune criticità”.
“La comunicazione non necessita di ulteriori commenti”, è stata la replica del presidente Menna, “visto che ci avevano richiesto lavori e certificazioni che abbiamo eseguito”. Il presidente ha sottolineato di aver già interessato della questione il medesimo studio legale che già aveva seguito il Tsn nei giudizi avanti al Tar e in tutti i procedimenti finalizzati al rilascio degli atti di agibilità.
Ci permiettiamo di aggiungere che siamo arrivati a un nuovo, incredibile livello di distopia della pubblica amministrazione: quello nel quale a seconda del dirigente subentrante, tutti gli atti rilasciati dai precedenti titolari dell’incarico risultano sub judice. In barba a quello che è uno dei principi cardine del diritto amministrativo, ovvero quello del legittimo affidamento da parte del cittadino nella linearità, coerenza e correttezza dell’operato dell’amministrazione. E a questo punto, nel momento in cui si evidenziassero criticità nell’espletamento del procedimento di rilascio dell’agibilità, a cui dovessero conseguire ulteriori mesi di chiusura e ulteriori spese, chi sarà il responsabile? Bisognerà denunciare penalmente il precedente titolare dell’ufficio? O intentare nei suoi confronti una causa civile di risarcimento del danno?
Nel frattempo è appena il caso di ricordare che dal 2019 esiste una legge di delegazione (la n. 86) che affiderebbe il rilascio e la verifica delle agibilità degli impianti dei Tsn in capo all’Unione italiana Tiro a segno, ma che tale legge è al momento carta straccia in quanto mancante dei relativi decreti di attuazione. Decreti che né l’ultimo presidente in carica, Costantino Vespasiano, né l’attuale commissario straordinario Walter De Giusti, né tantomeno il precedente commissario Igino Rugiero sembrano essere stati in grado di sollecitare da parte della politica.
Come avrebbe detto il celebre regista e attore, “continuiamo a farci del male”…



