Canada: ulteriore proroga per il buyback delle armi “d’assalto”

Il governo canadese ha ulteriormente prorogato il termine entro il quale dovranno essere consegnate le armi “d’assalto” vietate da Trudeau nel 2020: si attende la pronuncia della Corte suprema sulla questione, ma…

Ulteriore slittamento del termine ultimo entro il quale il governo canadese dovrebbe procedere con il programma di riacquisto delle armi cosiddette “d’assalto” vietate dall’oggi al domani il 1° maggio 2020 dal primo ministro Justin Trudeau. Dopo vari rinvii e numerosi problemi logistici, il termine entro il quale i cittadini avrebbero dovuto consegnare le armi facenti parte dell’elenco (con oltre 2.500 modelli) delle armi vietate era fissato nel 30 ottobre 2026, ma lo scorso marzo la corte suprema del Paese ha accettato di esaminare un ricorso presentato da una associazione di tutela dei legali possessori di armi, che contesta i divieti federali del 2020. In funzione di ciò, il governo ha annunciato una nuova proroga del termine ultimo di consegna delle armi, adesso stabilito in “90 giorni dopo la pronuncia della corte suprema”, il che significa sicuramente non prima del 2027. Questo perché in caso di accoglimento del ricorso, si sarebbe presentato il paradosso secondo il quale la corte avrebbe dato ragione ai possessori di armi ma questi ultimi nel frattempo sarebbero già stati definitivamente spossessati dei loro beni. Il ministro della pubblica sicurezza Gary Anandasangaree ha tuttavia sottolineato che la posizione del governo “è solida e siamo pienamente fiduciosi di riuscire a superare la contestazione legale”.

Paradossalmente, l’accoglimento del ricorso da parte della corte suprema fornisce una boccata d’aria proprio al governo canadese che, al di là delle enunciazioni di principio, a oggi ancora si trova più che in alto mare con l’organizzazione logistica delle operazioni di raccolta delle armi dalle mani dei cittadini, soprattutto tenendo conto del fatto che i principali sindacati di polizia e i vertici dei dipartimenti provinciali di giustizia hanno manifestato la loro ferma opposizioni a collaborare al progetto, ritenuto inefficace e costoso. Nel frattempo, un ingente sequestro di armi avvenuto alla fine di maggio ha evidenziato ancora una volta che il principale problema che il Canada ha con le armi e l’uso criminale delle medesime, risiede principalmente se non esclusivamente nel contrabbando dagli Stati Uniti.