Filiera delle armi leggere: lo studio Teha group

Teha group ha presentato al forum di Cernobbio uno studio sul ruolo dell’Italia nella filiera delle armi leggere: il nostro Paese è primo per numero di imprese attive nei principali segmenti

Si chiama “L’Italia come produttore di sicurezza – La filiera delle armi leggere tra interesse nazionale e sicurezza collettiva lo studio presentato da Teha Group nell’ambito del 52° forum Teha di Cernobbio.

Dallo studio emergono indicazioni molto significative rispetto al ruolo che ha l’Italia nella filiera produttiva europea per la Difesa: il nostro Paese è il primo per numero di imprese attive nei principali segmenti, con il 50,7 per cento delle imprese europee delle armi leggere, il 25 per cento di quelle della componentistica e il 65,4 per cento delle aziende di munizioni per uso civile, sportivo e venatorio. Il valore economico complessivo è di circa 8 miliardi di euro e dà lavoro a circa 88 mila occupati, risultando sotto questo aspetto superiore ai settori farmaceutico o di fornitura dell’energia.

Le stime elaborate dall’Università di Urbino evidenziano inoltre un significativo effetto moltiplicativo generato dal comparto: secondo la metodologia adottata nello studio, il moltiplicatore del valore economico risulta pari a 1,8, indicando che ogni unità di valore generata dalla filiera produce ulteriori effetti economici nei settori collegati, contribuendo ad ampliare l’impatto complessivo del comparto sul sistema produttivo nazionale. Il moltiplicatore dell’occupazione, pari a 1,9, mostra come gli effetti della filiera si estendano ben oltre le imprese direttamente coinvolte nella produzione di armi, munizioni e componentistica, sostenendo attività a monte e a valle della catena del valore.

Per contro, nel periodo compreso tra il 2015 e il 2024 la quota sul valore delle esportazioni mondiali di armi per l’Italia è passata dal 26,3 per cento al 20,7 per cento, a fronte per esempio di un aumento dal 10,9 al 16,9 per cento per la Turchia.

“Lo Studio propone una riflessione sulla sicurezza come bene pubblico che riguarda la tutela delle persone, l’efficacia delle istituzioni, la resilienza economica e la capacità del Paese di preservare competenze strategiche nel tempo. Le evidenze mostrano l’importanza di sviluppare un dibattito fondato su dati, conoscenza e trasparenza, valorizzando il ruolo delle competenze industriali, dei sistemi di controllo e della tracciabilità che caratterizzano il modello italiano. La sicurezza è un tema che riguarda l’intera collettività e richiede una crescente capacità di dialogo tra istituzioni, imprese, mondo accademico e società civile”, ha dichiarato Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Responsabile dell’Area Scenari e Intelligence di Teha Group. “Il Rapporto”, ha commentato Carlo Ferlito, Ceo & General Manager di Fabbrica d’Armi Pietro Beretta, “evidenzia come in Italia esista una filiera che rappresenta un patrimonio di competenze industriali, tecnologiche e professionali sviluppate nel tempo e che opera all’interno di uno dei sistemi di controllo più articolati e rigorosi d’Europa. Tracciabilità, autorizzazioni, verifiche e trasparenza accompagnano ogni fase della filiera e dimostrano come innovazione, responsabilità e competitività possano svilupparsi all’interno di un quadro normativo estremamente avanzato.”