Remington 750 Woodmaster, eterna best seller

9 settembre 2017
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  • 1/18 La carabina Remington 750 Woodmaster Carbine è la versione migliorata del vecchio modello 7400 con un sistema di presa gas rivisto e un nuovo design.
    Deriva dalla carabina semiauto più venduta negli Usa, dalla quale si differenzia per il design più moderno dei legni e, soprattutto, per una profonda rivisitazione della presa di gas. L'abbiamo messa alla prova con commerciali e ricaricate

    Di Luca Brigatti

    Il 2005 è stato l’anno dei fucili semiautomatici per la caccia in battuta: sia Winchester, sia Remington hanno presentato nuovi modelli anche se entrambe le armi, a causa dei noti ritardi nel rinnovo della commissione preposta alla catalogazione delle armi, sono apparse sul nostro mercato solo negli ultimi mesi del 2006.
    La carabina Winchester rappresenta in fin dei conti un classico, essendo imparentata con la Browning Bar. Anche la Remington, però, non è da meno, visto che è imparentata in modo stretto con la vecchia 7400, tanto che la commissione ha autorizzato l’uso dello stesso numero di catalogo grazie a una nota aggiuntiva (supplemento della gazzetta ufficiale del 26 luglio 2005).
    La Remington, peraltro, non fa mistero della parentela, anzi, specifica che i caricatori sono perfettamente intercambiabili tra le due armi e il manuale di uso e manutenzione è lo stesso. Guardando l’arma da vicino, però, si iniziano a notare una serie di differenze nel design e smontandola ci si accorge che è stata rivista nel sistema di presa di gas e nello scatto. In pratica, sono stati rivisti i due punti deboli: il pacchetto di scatto, piuttosto duro e pesante, e il sistema di presa di gas, che sul 7400 causava un rinculo piuttosto violento e secco, sbilanciando l’arma.

    La meccanica

    La carabina impiega una chiusura stabile a sottrazione di gas con otturatore a testina rotante con nove tenoni, di cui però solo quattro svolgono la funzione di chiusura nel prolungamento della culatta.
    L’otturatore è solidale a due aste di armamento che si prolungano sotto la canna e alla cui estremità anteriore è collegato un carrello prismatico, sul quale viene esercitata la spinta della molla di recupero. Nella parte frontale, il carrello è cavo per accogliere il tubetto di presa gas, vincolato alla canna per mezzo di uno zoccolo massiccio.
    Il sistema di funzionamento è del tipo a presa di gas diretta: i gas spillati dalla canna vengono convogliati nel tubetto posto sotto la canna, spingendo all’ indietro il carrello. Poiché quest’ultimo è vincolato al portaotturatore per mezzo delle aste di armamento, il portaotturatore è costretto ad arretrare e, per mezzo di un profilo a camme, causa la rotazione della testina dell’ otturatore, svincolando le alette di chiusura dalle sedi in culatta.
    L’otturatore può, a questo punto, arretrare estraendo il bossolo sparato ed espellendolo. La distensione della molla di recupero riporta in avanti il complesso, l’otturatore sfila una cartuccia dal serbatoio e la introduce in canna, ripristinando infine la chiusura.
    Il sistema di presa di gas è stato aggiornato rispetto al vecchio modello 7400, in modo da rendere più veloce il riciclo ma, nello stesso tempo, più equilibrata e dolce la corsa dell’otturatore. Questo risultato è stato ottenuto grazie a un alleggerimento delle masse in movimento e a una rivisitazione dell’ugello dei gas.
    Il pacchetto di scatto è concettualmente mutuato dal modello 7400 ed è ancorato alla carcassa per mezzo di due spine passanti. La sicura manuale è montata nella parte posteriore del ponticello ed è del tipo a traversino passante. Quando l’arma è pronta al fuoco, è visibile sul pulsante della sicura un anello di colore rosso. A parer nostro, la collocazione della sicura è abbastanza disagevole, in particolar modo il suo inserimento richiede l’abbandono della linea di mira. Il percussore è vincolato al portaotturatore e, pertanto, può sporgere dalla faccia dell’otturatore solo se quest’ultimo ha completato la propria rotazione in chiusura. Questo costituisce una sicura automatica contro gli spari prematuri.

    Il caricatore è bifilare, a doppia presentazione

    ​La canna è brunita nera, ha una lunghezza di 470 mm (18,5 pollici) e ha una rigatura a sei principi ad andamento destrorso con un passo di 1:10” (250 mm), in grado di stabilizzare anche palle molto pesanti (fino a 220 grani). La carabina è anche prodotta con canna di 558 mm (22 pollici), ma a parer nostro questa configurazione, a causa della maggior lunghezza, conferisce un assetto leggermente appruato e meno bilanciato della versione da noi provata.
    La volata della canna è protetta contro gli urti accidentali da un recesso a corona.
    Il caricatore è in lamiera stampata, di tipo bifilare a doppia presentazione. È identico a quello del modello 7400 e, di conseguenza, è perfettamente intercambiabile, le dimensioni sono abbastanza contenute e permettono l’alloggiamento di cartucce lunghe al massimo 85 mm, ovvero poco più della lunghezza massima contemplata dalle norme Cip, di conseguenza non vi è spazio per lavorare sul free bore con munizioni ricaricate (anche se in una carabina semiauto l’importanza di questo aspetto è marginale).
    Il sistema di sgancio del caricatore consiste in una levetta posta davanti al ponticello, sul lato destro. Il comando è di dimensioni contenute: questo, se da un lato scongiura il rischio di sganci accidentali, dall’altro rende difficile l’azionamento con i guanti. Alla base del caricatore, sul lato sinistro, è presente un nottolino inserito in una rotaia, che va a interagire con l’elevatore, abbassandolo. Questo comando consente di mandare in chiusura l’otturatore senza dover rimuovere il caricatore vuoto, inoltre fornisce un’indicazione sulla presenza di colpi nel serbatoio e può essere d’ausilio nelle operazioni di riempimento.
    Il calcio è in legno di noce americano finito a olio. È del tipo a pistola e, nei punti di presa, ha una serie di zigrinature ottenute per lavorazione a macchina e non per stampaggio, il che si traduce in una maggior definizione delle cuspidi e, di conseguenza, in una presa migliore anche in caso di pioggia.
    Il calciolo in gomma, fornito di serie, è prodotto dalla Limbsaver e denominato R3. Impiega la tecnologia Navcom, acronimo di Noise and vibration control material, che consiste in una coppia di camere d’aria a forma di fungo poste all’interno del calcio che, al momento del rinculo, si dilatano su tutta la superficie, disperdendo l’energia in tutte le direzioni. Di conseguenza, solo una parte dell’energia di rinculo si scarica contro la spalla del tiratore, la rimanente viene scaricata verso l’esterno del calciolo. L’astina, anch’essa in noce americano finito a olio, ha nel punto di presa un ingrossamento che ne agevola l’impugnatura. Nella parte inferiore una serie di zigrinature, anche qui ottenute per lavorazione a macchina, consente una presa migliore. L’astina maggiorata riempie perfettamente la mano e risulta molto ergonomica nel tiro all’imbracciata.

    La prova a fuoco - le commericali

    Per i test a fuoco dell’arma abbiamo voluto provare una serie di munizioni commerciali specifiche per la caccia e un paio di ricariche a piena potenza in modo da saggiare la precisione e l’affidabilità e per capire pienamente se il nuovo sistema di presa gas ha portato reali vantaggi o meno rispetto al precedente modello. Dopo una prima taratura di massima dell’arma abbiamo posizionato i bersagli a una distanza di 100 metri.
    Per prime abbiamo voluto provare le cartucce commerciali Brenneke con palla Tog di 165 grani che, oltre a sviluppare una notevole velocità alla bocca, ben 809 metri al secondo, si sono dimostrate molto precise, offrendoci a 100 metri una rosata concentrata in soli 50 mm. Certo, se si trattasse di una carabina bolt-action sarebbe un risultato tale da far storcere immediatamente il naso, ma per una carabina semiautomatica da caccia con una canna così corta, soli 470 mm, poco meno di due minuti di angolo sono un bel risultato.
    Soddisfatti della nostra taratura, anche se non perfettamente centrale, e della precisione dell’arma siamo passati a provare un altro tipo di cartucce, le Hirtenberger con palla Sierra Gameking di 165 grani. Il peso di palla era analogo alla precedente cartuccia, ma si è avuto un notevole calo delle prestazioni: oltre a una caduta della velocità a 721 metri al secondo, decisamente pochi per un .30- 06 con palla di 165 grani, anche la rosata è stata poco soddisfacente, in quanto abbiamo raddoppiato il diametro del raggruppamento passando a 102 mm, una differenza notevole rispetto alla precedente. Evidentemente, le cartucce Hirtenberger utilizzano polveri progressive che non si armonizzano alla corta canna della 750 Carbine.
    Come terza munizione abbiamo voluto insistere con le cartucce commerciali e questa volta abbiamo provato le Winchester equipaggiate con la innovativa palla di 180 grani Xp3 a doppio nucleo. A fronte di una velocità prossima agli 800 metri al secondo abbiamo ottenuto una rosata di 66 mm, un risultato tutt’altro che disprezzabile, specialmente se paragonato al precedente.
    Infine, come quarta e ultima carica commerciale abbiamo impiegato le munizioni Sako con palla monolitica Barnes Powerhead, le quali hanno sviluppato una velocità alla bocca di 756 metri al secondo con una rosata leggermente superiore alla precedente.

    La prova a fuoco - le ricaricate

    Terminate le munizioni commerciali siamo passati alle ricaricate e, considerato che si tratta di un’arma da caccia abbiamo voluto “tirare il collo” alla cartuccia, senza però rinunciare all’impiego di una palla match. Pertanto, come prima combinazione abbiamo impiegato bossolo Winchester, innesco Cci Large pistol e una palla Sierra Matchking di 168 grani propulsa da 50 grani di Vihtavuori N140 con la quale abbiamo ottenuto una velocità alla bocca di 774 metri al secondo e una rosata di soli 42 mm. Un risultato notevole, che non pensavamo assolutamente di raggiungere.
    Infine, come seconda e ultima ricarica abbiamo utilizzato una combinazione composta da un bossolo Mfs innescato con Cci Large rifle e una carica di lancio di 59 grani di Vihtavuori N165, destinata a spingere una palla Sierra Matchking di 175 grani. A fronte di una velocità alla bocca di 741 metri al secondo abbiamo ottenuto una discreta rosata di 53 mm.
    Analizzando le varie prove di tiro e i risultati si giunge rapidamente alla conclusione che il fucile predilige le munizioni con palla leggera piuttosto che pesante, nonostante il passo di rigatura sia abbastanza corto. Il rinculo è minimo e per niente fastidioso, grazie al particolare calciolo R3 montato di serie sull’arma. Lo scatto è notevolmente migliorato rispetto al modello 7400, grazie a una corsa pulita senza grattamenti o impuntamenti in un unico tempo con un peso di sgancio di circa 2.300 grammi. Il ciclo di sparo è rapidissimo, permettendo di doppiare il colpo con estrema rapidità, il tutto con un rinculo molto lineare e non fastidioso che consente di riacquisire rapidamente la linea di mira. Merito anche di un bilanciamento perfetto dell’arma con una piega del calcio che consente un’acquisizione del bersaglio istintiva. Unico neo la vampa di bocca, notevole anche di giorno, dovuta ovviamente alla canna di lunghezza ridotta.

    L'articolo completo è stato pubblicato su Armi e Tiro - dicembre 2006

    Scheda tecnica

    Produttore: Remington arms company, Inc., 870 Remington Drive, Po box 700, Madison, NC 27025-0700, Usa, tel. 00.18.00.24.39.700, fax 00.13.36.54.87.801, www.remington.com
    Importatore: Paganini sas, corso Regina Margherita 19 bis, 10124 Torino, tel 01.18.17.78.60, fax 01.18.35.418, www.paganini.it, mail@paganini.it
    Modello: 750 Carbine
    Destinazione d’uso: caccia
    Tipo: fucile semiautomatico
    Calibro: .30-06 Springfield (anche in .35 Whelen e .308 Winchester)
    Funzionamento: a presa di gas diretta con otturatore a testina rotante con nove tenoni
    Canna: lunga 470 mm, rigatura a sei principi ad andamento destrorso con un passo di di 1:10”
    Percussione: cane interno
    Alimentazione: caricatore bifilare amovibile
    Numero colpi: 4
    Estrattore: a unghia
    Espulsore: a piolo posizionato all’interno della faccia dell’otturatore
    Mire: tacca di mira a “ V” regolabile in altezza e derivazione; predisposizione per il montaggio di un’ottica
    Scatto: diretto, peso di sgancio 2.300 g
    Sicure: manuale a pulsante sul ponticello
    Peso: 3.288 grammi
    Lunghezza totale: 1.540 mm
    Materiali: acciaio al carbonio, calciatura in noce
    Finiture: parti in acciaio brunite nere, legno lucidato a cera
    Numero del catalogo nazionale: 4.154 (arma da caccia)
    Altre versioni: con canna di 22 pollici (558,8 mm) in .30-06, .35 Whelen, .243 Winchester, .308 Winchester, .270 Winchester

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