17 February 2016

Zancan, il gioielliere "salvato" da Stacchio

“Legittima difesa è una nuova collezione ispirata ad un diritto inalienabile per l’uomo: è un inno al desiderio di protezione e di giustizia". Così Robertino Zancan, il gioielliere plurirapinato a "salvato" da Graziano Stacchio un anno fa, ha esposto a Hit.
Zancan, il gioielliere "salvato" da Stacchio

Zancan, il gioielliere "salvato" da stacchio

Legittima difesa è una nuova collezione ispirata ad un diritto inalienabile per l’uomo: è un inno al desiderio di protezione e di giustizia. Legittima Difesa è creata per dare voce ad un sentimento di avversione verso le violenze e i soprusi che continuamente sconvolgono le vite di tutti”. Poco più di un anno fa, il 3 febbraio del 2015, dei rapinatori tentano di svaligiare la gioielleria Zancan a Ponte Nato (VI). Sono armati e minacciosi e non si allontanano quando il benzinaio Graziano Stacchio prende le difese della commessa asserragliata nella gioielleria, prima intimando di aver chiamato i carabinieri e poi esplodendo un colpo in aria con il suo fucile, poi ancora altri colpi contro l’auto vuota dei rapinatori.

Quando i delinquenti rispondono al fuoco verso il benzinaio egli fa ancora fuoco e Albano Cassol, 41 anni, rimane ferito poco sopra il ginocchio e morirà dissanguato nell’auto in fuga con i complici. La procura ha annunciato la fine delle indagini e l’intento di chiedere l’archiviazione per l’accusa per eccesso di legittima difesa nei confronti di Graziano Stacchio.

Robertino Zancan, nella fotografia, è il titolare della gioielleria oggetto della rapina di Ponte Nato e dice che questa collezione è evidentemente anche un modo di sfogare una frustrazione. «Abbiamo subito due rapine, ora minacce e ci è stata tolta la copertura assicurativa perché la nostra attività è troppo rischiosa». La collezione è una linea di accessori in argento impreziositi da spinelli neri e pietra onice con rifiniture moderne. Si tratta di simboli forti “riconducibili alla determinazione necessaria per combattere l’ingiustizia in modo anticonvenzionale”. (Gilberto Cervellati)

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