Il governo britannico continua a cercare di svuotare il mare con un cucchiaino da caffè: per porre rimedio all’impiego criminale di strumenti da punta o da taglio, in particolare da parte dei giovanissimi, l’idea geniale è quella di proporre l’obbligo di una licenza per chi intenda vendere e importare dall’estero coltelli e in generale “articoli con lama”.
Già esiste nel Regno Unito una regolamentazione volta a vendere strumenti da punta o da taglio a minori di 18 anni: il passaggio successivo sarebbe, per l’appunto, quello di proporre un sistema di licenze, con obbligo di registrazione, per chi intenda vendere suddetti strumenti, anche a maggiorenni, o importarli dall’estero. La licenza, di durata triennale e rinnovabile, sarebbe tuttavia necessaria non solo per chi svolga una attività professionale nel settore, ma anche ai semplici privati (che, ipotizziamo, vogliano magari anche solo vendere oggettistica di questo tipo sulle popolari piattaforme di vendita usato). Al rilascio della licenza, oltre a una analisi di eventuali precedenti penali, si accompagnerebbe il pagamento di una tassa, che dovrebbe servire alla copertura dei costi necessari per l’organizzazione del servizio da parte dell’autorità di polizia. La logica conseguenza è che la vendita o l’importazione di coltelli da parte di chi non sia in possesso di licenza, sarà considerata un reato.



