L’associazione Antigone ha pubblicato un rapporto sull’uso del Taser in Italia, che ha inevitabilmente riacceso il dibattito politico tra i detrattori dell’uso di questo strumento da parte delle forze di polizia, e chi invece, sindacati di polizia in primis, lo ritengono uno strumento imprescindibile sia per la sicurezza degli operatori, sia anche per ridurre il rischio di lesioni nei confronti dei soggetti da contenere.
L’Associazione Antigone, a commento del rapporto, evidenzia come “quello che doveva essere un dispositivo “meno letale” rischi invece di trasformarsi in uno strumento utilizzato in modo crescente anche nei confronti di persone non armate, in condizioni di vulnerabilità o con fragilità psichiche”, e chiedendo “l’istituzione di una commissione scientifica indipendente, un registro nazionale obbligatorio delle attivazioni, regole di ingaggio più trasparenti e una formazione adeguata degli operatori. Inoltre, ritiene necessario escludere l’utilizzo del Taser negli istituti penitenziari e limitare l’estensione indiscriminata del dispositivo alle polizie locali”.
L’eurodeputata di Avs Ilaria Salis ha prontamente commentato che “I dati confermano ciò che ormai sappiamo da tempo: il Taser – arma d’importazione americana – è molto più pericoloso di quanto racconti una certa propaganda securitaria e poliziesca che continua invece a presentarlo come uno strumento innocuo. In diversi casi il suo utilizzo ha avuto conseguenze gravissime, fino alla morte. Per questo ribadisco la mia assoluta contrarietà alla dotazione di quest’arma alle Forze dell’Ordine. Una vera sicurezza non si costruisce moltiplicando gli strumenti di coercizione potenzialmente letale – questa è la visione miope della destra –, ma investendo nella formazione, nella prevenzione, nel rafforzamento delle comunità e nelle tecniche di de-escalation, che dovrebbero sempre rappresentare la prima opzione nella gestione dei conflitti e delle situazioni di crisi”.
Di opposto avviso il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni, che a stretto giro ha replicato: “La presa di posizione dell’eurodeputata Ilaria Salis dimostra incompetenza, è totalmente pregiudizievole, formulata senza nessuna valutazione dei dati e senza proporre soluzioni alternative. Ad oggi, il Taser è lo strumento più sicuro in dotazione alle forze dell’ordine. Sfollagente e arma da fuoco producono entrambi conseguenze maggiori sulle persone che per legge devono essere fermate. Il maggior pregio della pistola a impulsi elettrici – ricorda Paoloni – è quello che di fronte allo strumento 7 persone su 10 desistono dai loro intenti violenti e, pertanto, nessuno rischia la propria incolumità. Negli altri casi le conseguenze negative sono 3 ogni mille interventi. Da chi ha un ruolo politico e istituzionale ci aspettiamo soluzioni e proposte per consentire alle forze dell’ordine di svolgere la loro funzione al meglio. Strumentalizzazioni e polemiche sterili sono deleterie per la sicurezza di tutti”.
Il rapporto di Antigone è disponibile CLICCANDO QUI.




