di Ruggero Pettinelli - 09 ottobre 2019

A misura di long range

È progettata per la caccia a lunga distanza e, grazie al calcio Accufit, offre una adattabilità veramente totale alle preferenze del tiratore. Bello il bedding in lega leggera integrale, dinamiche le scanalature elicoidali su canna e otturatore

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La carabina Savage 110 High country è una piattaforma estremamente stabile per la caccia a lunga distanza.

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La caccia si fa sempre più a lunga distanza e, rispetto ad alcuni anni fa, la tecnologia balistica e armiera consente effettivamente un tiro etico e pulito a distanze che prima risultavano semplicemente impensabili. Ciò non significa che “qualsiasi” carabina consenta di fare “qualsiasi” cosa: per ciascun tipo di caccia, occorre una carabina dotata di specifiche caratteristiche tecniche. La nuova Savage 110 High country si rivolge al quel cacciatore che magari può portare con sé un’arma che non sia tra le più leggere del mercato, ma che abbia però ancora una buona maneggevolezza e, soprattutto, sia in grado di colpire in modo risolutivo anche a lunga distanza, grazie a caratteristiche balistiche di grande rendimento. Il tutto, come è consuetudine Savage, al giusto prezzo!

Si tratta di un allestimento basato sulla “cellula” della serie 110, già ben collaudata. L’azione è a sezione tonda, l’otturatore ha due tenoni frontali di chiusura ai quali fa riscontro una seconda serie di alette, rotanti, che quando si chiude l’otturatore, impegnando le alette frontali (quelle “vere”) nelle sedi nell’azione, sigillano le sedi di scorrimento, limitando la fuga di gas verso il viso del tiratore nel malaugurato caso di perforazione dell’innesco o cedimento del bossolo. La testa dell’otturatore, con le due serie di alette, è imperniata al corpo tramite uno spinotto e ha un certo grado di libertà, in modo da appoggiare nel modo migliore sulle sedi di chiusura, pur in assenza di una rettifica di precisione.

Il manubrio di armamento è dritto e culmina con un pomo sferico, con due zone zigrinate per migliorare la presa. Non è di tipo maggiorato, come sulle versioni da tiro di Savage, ma è ottimamente sfruttabile anche con mani sudate o bagnate.

A questo tipo di azione è avvitata una canna lunga 560 mm (22 pollici), con profilo medio-pesante culminante con una volata di 19 mm. Come è ormai consuetudine, la volata è filettata per l’installazione di accessori e, nei calibri magnum, è fornito di serie un freno di bocca. La canna è alleggerita tramite una serie di piacevoli scanalature elicoidali, che oltre a sottrarre grammi preziosi aumentano anche la superficie disperdente il calore dello sparo. Anche l’otturatore presenta una serie di solcature elicoidali, sempre per risparmiare qualche grammo ma anche per “movimentare” piacevolmente la linea complessiva dell’arma. La rigatura, ottenuta per bottonatura, nel calibro .30-06 oggetto della nostra prova ha un passo di 250 millimetri. Buona la disponibilità di calibri, che per il momento in Italia spaziano dal 6,5 Creedmoor fino al .300 Winchester magnum, passando anche per l’innovativo (e ancora tutto da scoprire) 6,5 Prc. Come di consueto, la canna è innestata sull’azione senza una propria battuta di fine corsa, al posto della quale è presente un dado di serraggio. Con questo sistema è possibile arrivare con tolleranze molto ridotte in termini di headspace (cioè la battuta del bossolo nella camera), a beneficio della precisione intrinseca. Tra azione e dado di serraggio della canna è interposta la piastrina del recoil lug, soluzione semplice ma funzionale.

Sia la canna, sia l’azione sono realizzati in acciaio inox, ricoperti però da un trattamento Pvd (Plasma vacuum deposition) in color coyote brown, che ricopre anche il ponticello del grilletto e il fondello del caricatore. Questo trattamento, oltre a finalità estetiche, presenta anche vantaggiose proprietà anti-frizione e protegge ulteriormente il metallo dalla corrosione.

L’alimentazione è fornita dal classico (per Savage) caricatore bifilare a presentazione singola, che diversamente dalla maggior parte dei concorrenti può essere rifornito spingendo direttamente le cartucce contro i labbri dal lato superiore, anziché facendole scorrere sotto di essi dal davanti. Quindi l’arma può essere rifornita sia con il caricatore rimosso, sia direttamente dalla finestra di espulsione. Lo sgancio si ottiene azionando una leva a bilanciere all’estremità anteriore del bocchettone.

La calciatura è uno dei pezzi forti di questa Savage, sia per quanto riguarda l’interno, sia per quanto riguarda l’esterno. Cominciando dall’interno, grazie al sistema Accustock di Savage nel polimero è annnegato uno speciale bedding in lega leggera che si interfaccia completamente con l’azione e prosegue, irrigidendo la struttura, fin praticamente al puntale dell’astina. In questo modo si crea una piattaforma di tiro vera e propria, estremamente stabile e resistente. Per quanto riguarda l’esterno, invece, questa calciatura è dotata del sistema Accufit, che consente di inserire o rimuovere opportuni spaziatori per variare la lunghezza del calcio fino a un massimo di 25 millimetri. Anche gli appoggiaguancia sono intercambiabili e con i 5 in dotazione si va da un calcio dritto all’americana, senza Montecarlo, fino a un Montecarlo rilevato di 12,7 millimetri. Qualsiasi sia l’ottica, qualsiasi siano gli attacchi, qualsiasi sia la posizione di tiro, è impossibile non trovare la corretta postura in modo da sparare in posizione naturale. Anche il grip è altamente efficiente: in corrispondenza dei punti di presa su impugnatura e astina sono presenti inserti overmolded in gomma zigrinata, veramente “aggrappanti”. Il polimero del calcio è, inoltre, trattato con un pattern mimetico di quelli che vanno per la maggiore, cioè il TrueTimber Strata. Si tratta di uno schema mimetico digitale che utilizza un design composto sia da macro-profili, sia da micro-profili, che consentono una efficace dissimulazione della sagoma sia a lunga distanza, sia a breve distanza, in qualsiasi tipo di ecosistema, da quello europeo continentale a quello più arido.

La sicura manuale è costituita da un cursore posto sulla codetta dell’azione, in posizione centrale: ha tre posizioni, tutto avanti consente il tiro e il caricamento, in posizione centrale blocca lo scatto ma consente ancora il movimento dell’otturatore, tutto indietro (a coprire il bollo rosso) blocca sia lo scatto, sia l’otturatore. Oltre a questo dispositivo manuale, è come sempre presente la sicura automatica sul grilletto del sistema Savage Accutrigger. Lo scatto, grazie alla presenza di questa sicura, è regolabile senza alcun rischio di partenza di colpi accidentali anche al minimo dell’intervallo di peso. Se il peso è troppo leggero e il dente di scatto sfugge, infatti, viene intercettato dalla sicura prima che avvenga la partenza del colpo. Ci si rende conto di questo problema perché la sicura automatica (cioè la leva al centro del grilletto) è diventata dura, in tal caso basta sollevare e abbassare il manubrio per “resettare” il tutto. Con l’impostazione di fabbrica, il peso di sgancio rilevato si è piazzato appena sopra il chilogrammo, con corsa in un solo tempo pulita e netta.

Rispetto ad alcune carabine della serie Savage 10/110 che abbiamo testato nel passato, questa con il nuovo calcio Accufit ha un nuovo sistema per la rimozione dell’otturatore (per la pulizia o la manutenzione): prima si preme il grilletto, poi tenendolo premuto si spinge all’indietro il pulsante posto nella parte frontale del ponticello. Tenendo premuto quel pulsante, è possibile rilasciare il grilletto e utilizzare l’altra mano per togliere l’otturatore dall’arma. Con il sistema precedente, che prevedeva una leva sul lato sinistro da abbassare sempre a grilletto premuto, andava a finire che erano necessarie tre mani per togliere l’otturatore, il sistema attuale costituisce quindi un certo qual miglioramento.

Arretrando il pulsante per la rimozione dell’otturatore, tra l’altro, diventa accessibile la vite posteriore di fissaggio dell’azione al calcio, nel caso in cui si necessiti di procedere allo smontaggio. La vite posta all’estremità posteriore del ponticello, invece, è un’autofilettante che fissa solo il ponticello al calcio.

La canna è in effetti medio-pesante, ma le scanalature elicoidali e la lunghezza di soli 560 millimetri consentono ancora una buona maneggevolezza. Per la prova a fuoco, sulla sommità dell’azione è stata montata una slitta Picatinny lunga 195 millimetri sulla quale è stato montato un cannocchiale Sig Sauer Sierra 38 Dx 4,5-14x44 con reticolo cross hair (purtroppo non eccessivamente fine).

La prova di tiro si è svolta nel balipedio indoor dell’importatore Bignami, sulla distanza canonica dei 100 metri, utilizzando munizioni commerciali venatorie piuttosto eterogenee, spaziando dai 150 grani delle Hornady American whitetail Soft point Interlock ai 180 grani delle Hornady Custom international e delle Federal Trophy bonded tip.

Sarà autosuggestione, sarà che invece funziona, ci è sembrato che il movimento dell’otturatore fosse effettivamente molto scorrevole e privo di qualsivoglia impuntamento o esitazione sia in apertura, sia in chiusura: molto fluida la cameratura, come peraltro assicurato dalla presentazione singola da parte del caricatore (quindi perfettamente in asse con la camera), il riempimento del serbatoio direttamente dalla finestra di espulsione è del tutto agevole. Per quanto riguarda i risultati in termini di precisione, abbiamo cominciato con la American whitetail di 150 grani, una cartuccia di fascia abbastanza economica, ottenendo già immediatamente un riscontro veramente pregevole in termini di precisione: tre colpi in 20 millimetri, quindi già ben al di sotto del fatidico minuto d’angolo. Con le Custom international di 180 grani abbiamo ulteriormente migliorato il risultato, piazzando tre colpi in 15 millimetri, ma è stato con le Federal Trophy bonded tip che abbiamo realizzato il capolavoro, cioè tre colpi in soli 8 millimetri tra i centri più lontani. A questo punto, le potenzialità dell’arma con cartucce ricaricate sono ben intuibili e decisamente incoraggianti. Buona estrazione ed espulsione, bossoli pressoché intonsi.

La prova completa su Armi e Tiro di luglio 2019

Produttore: Savage arms, savagearms.com

Distributore: Bignami spa, via Lahn 1, 39040 Ora (Bz), tel. 0471.80.30.00, fax 0471.81.08.99, bignami.it

Modello: 110 High country

Calibro: .30-06 (anche 6,5 Creedmoor, 6,5 Prc, .270 Winchester, .308 Winchester, .300 Winchester magnum)

Funzionamento: otturatore girevole-scorrevole con due tenoni frontali di chiusura

Alimentazione: caricatore bifilare a presentazione singola, amovibile

Numero colpi: 4

Canna: lunga 560 mm, profilo medio-pesante con volata di 19 mm filettata e scanalature elicoidali di alleggerimento, passo di 1:10” (250 mm)

Lunghezza totale: 1.095 mm

Scatto: Accutrigger regolabile

Percussione: percussore lanciato

Sicura: manuale sulla coda dell’azione a 3 posizioni, automatica sul grilletto

Mire: predisposizione per il montaggio dell’ottica (in prova, Sig Sauer Sierra 38 Dx 4,5-14x44 su base Picatiny)

Materiali: acciaio inox, calciatura polimerica con bedding Accufit in lega leggera

Finiture: parti in acciaio con trattamento Pvd coyote brown, calciatura con pattern TrueTimber Strata

Peso: 3.680 g

Qualifica: arma da caccia

Prezzo: 1.730 euro, Iva inclusa

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