Il duplice omicidio perpetrato da un uomo che ha ucciso a fucilate la moglie e il figlio a Camaiore, potrebbe avere motivazioni di stampo omofobo, secondo quanto fino a oggi è trapelato nella narrazione dei rapporti difficili tra padre e figlio, in particolare sotto il profilo dell’orientamento omosessuale di quest’ultimo. Ma potrebbe anche essere invece stato motivato dalla condizione di dipendenza nei confronti degli stupefacenti proprio del figlio, che addirittura, secondo recenti ricostruzioni, era arrivato a chiedere ai genitori di essere accompagnato e finanziato per acquistare la droga. O da entrambe le motivazioni, o da altre ancora che non si conoscono a oggi.
Si tratta di un avvenimento gravissimo, un dramma che merita, meglio meriterebbe, riflessione e rispetto proprio al fine di comprenderne le ragioni profonde al fine di impedire, per quanto possibile, che possa ripetersi in futuro.
Purtroppo il mezzo scelto per perpetrarlo, un fucile da caccia legalmente detenuto dall’assassino, ha come al solito la conseguenza di deviare la riflessione dall’elemento fondamentale, quello del gesto, all’elemento secondario (a nostro modesto avviso irrilevante), cioè quello del mezzo. Un’occasione troppo ghiotta per spargere qualunquismo e demagogia a secchiate, perché i “soliti” potessero lasciarsela sfuggire. E quindi tocca di sorbirci l’amaro “caffè” di Massimo Gramellini sul Corriere.it, nel quale il pericolo dei cittadini armati è messo addirittura al primo posto rispetto all’omofobia, con parole che lasciano francamente perplessi coloro i quali conoscano anche superficialmente la normativa italiana in materia di armi o anche, banalmente, le statistiche annuali sugli omicidi diffuse dal ministero dell’Interno. Tuona quindi Gramellini, senza tema di ridicolo, che il primo “elefante nella stanza” sono le “troppe armi in mano ai cittadini. Un fenomeno di importazione americana, prodotto da un clima culturale che esalta l’autodifesa (e persino un passatempo anacronistico come la caccia), con l’unico effetto di far proliferare l’offesa: chi ha un’arma tende a usarla, specie quando è sotto stress”.
È difficile accumulare una serie così grande di affermazioni sballate in una singola frase, ma Gramellini c’è riuscito.
- Il fenomeno delle “armi in mano ai cittadini”, in Italia e in Europa, non è affatto un fenomeno di importazione americana. C’è sempre stato, è sempre stato del tutto autonomo rispetto alla cultura statunitense e obbedisce a regole che sono completamente diverse da quelle della cultura statunitense. È appena il caso di ricordare che in Italia quest’anno si celebrano i 500 anni della più antica azienda armiera del mondo, e nello stesso momento gli Stati Uniti celebrano i propri 250 anni dalla dichiarazione di indipendenza. Ma non diciamolo a Gramellini!
- La caccia sarà un “passatempo anacronistico” per Gramellini, a oggi è una attività legittima che impegna a livello di Unione europea tra i 7 e gli 8 milioni di persone e, pensando in particolare alla caccia di selezione, può essere una componente importante nella gestione moderna del patrimonio faunistico. Anacronistica o meno che sia per qualcuno (che comunque questo qualcuno non ci risulta sia vegano…), il possesso del fucile da caccia è regolato da norme molto restrittive, che ogni giorno in Italia dimostrano di funzionare correttamente.
- La “proliferazione dell’offesa” millantata da Gramellini, infatti, più che con le nostre risibili opinioni si scontra con i dati ufficiali forniti dal ministero dell’Interno relativi agli omicidi (in generale, non solo con armi da fuoco legalmente detenute): dai primi anni Duemila il calo degli omicidi in Italia è costante e solo nel 2025, rispetto al 2024, la diminuzione è stata del 15 per cento degli omicidi in generale, del 18 per cento per quanto riguarda gli omicidi di donne. Per quanto riguarda gli omicidi commessi in ambito familiare/affettivo, il calo arriva al 19 per cento (-16 per cento per le vittime di sesso femminile in tale specifico ambito). Per beffa del destino, l’unico dato in aumento sensibile è quello degli omicidi commessi da minorenni (+150 per cento), gli unici in Italia che non possono acquistare e detenere legalmente armi da fuoco! Anche in questo caso, non diciamolo a Gramellini che potrebbe andargli di traverso il caffè, mentre invece nulla protegge dall’acidità di stomaco chi abbia la disavventura di leggere le sue prose. Ma non sarà che è invece un certo tipo di giornalismo, a essere anacronistico, e non da oggi? A giudicare dalle vendite dei quotidiani nazionali… fate voi…




