di Ruggero Pettinelli - 06 agosto 2019

Morani (Pd): fake news sulle armi?

La deputata Pd Alessia Morani diffonde sul suo profilo Facebook affermazioni gravi e a dir poco stravaganti sulla normativa italiana in materia di armi: ma non erano quelli contro le fake news?

La deputata Alessia Morani (Pd), nel commentare i tragici omicidi di massa avvenuti negli Stati Uniti, si lascia andare ad affermazioni per lo meno sconcertanti relativamente alla normativa vigente in Italia in materia di armi: “Da gennaio ci sono state 32 stragi negli Usa con 136 vittime. I tratti comuni sono l’odio e le armi. Salvini in Italia ogni maledetto giorno sparge odio ovunque e ha approvato una direttiva sulle armi che consente accesso anche alle armi da guerra con più facilità che fa il paio con la “nuova” legittima difesa. Non finirà bene”.

Al di là del fatto che appare abbastanza grave che un parlamentare italiano non sappia che non è possibile “approvare una direttiva” da parte di un singolo governo nazionale (e infatti il provvedimento approvato dal consiglio dei ministri era un decreto legislativo di recepimento di una direttiva europea, approvata in Europa come si fa con tutte le direttive europee…), appare come minimo stridente il fatto che si affermi che, addirittura, il decreto legislativo entrato in vigore lo scorso 14 settembre, udite udite, consentirebbe accesso “anche alle armi da guerra” e per di più “con più facilità”.

Gentile Morani, sappia che l’acquisto di armi da guerra, in Italia, da parte dei cittadini è proibito da “soli” 44 anni e continua a essere proibito. È anche opportuno che sappia che il decreto legislativo entrato in vigore lo scorso 14 settembre non solo non ha reso “più facile” acquistare qualsiasi tipo di arma, bensì ha reso “meno facile”, o se si preferisce più difficile, il possesso di determinate tipologie di arma. Come, peraltro, previsto dalla direttiva europea (in altre parole è un classico caso di “ce lo chiede l’Europa”).

Sarebbe opportuno che a questo punto l’onorevole Morani spiegasse come si conciliano queste sue affermazioni con la lotta senza quartiere alle “fake news” dichiarata pochi giorni or sono dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti, addirittura con azioni legali. Onorevole, che facciamo, ci pensa lei ad autodenunciarsi?

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