di Claudio Bigatti - 06 marzo 2019

L’India sceglie Kalashnikov: colpo da 750.000 Ak 203

Vista la quantità, potrebbe trattarsi del “contratto del secolo”, almeno nell’ambito degli armamenti leggeri …

Lo scorso 3 marzo ad Amethi, in occasione dell’inaugurazione ufficiale dello stabilimento che produrrà i fucili in oggetto (Korwa Ordnance factory), il primo ministro indiano Narandra Modi ha affermato che gli Ak 203 calibro 7,62x39 “… potranno dare un vantaggio alle nostre truppe nella lotta al terrorismo”: ufficializzando in qualche modo la prossima adozione del fucile russo da parte delle forze armate indiane, da tempo alla ricerca di un sostituto della loro ordinanza Insas calibro 5,56x45.
Il fucile d’assalto Kalashnikov verrà prodotto in partnership con la Rosoboronexport e la Kalashnikov group nel nuovo stabilimento, inizialmente con un apporto più stretto dell’azienda russa ma finalizzato a una prossima e completa produzione “Made in India”.
Il presidente russo Vladimir Putin non ha mancato di sottolineare immediatamente: “Sono sicuro che il lancio della nuova azienda contribuirà a migliorare il potenziale della difesa dell’India, sarà di ulteriore sviluppo delle basi produttive e scientifiche dell’economia del Paese creando nuovi posti di lavoro per maestranze esperte, dando impeto all’addestramento e all’educazione professionale del personale”.
Il Kalashnikov Ak 203 (diventato “200” dopo la ridenominazione della precedente serie “100”) apporta diverse migliorie ma, essenzialmente, ergonomiche: la piattaforma è ancora basata sul solido impianto dell’immortale Ak47.
Il sistema di funzionamento è assolutamente invariato come l’impiego di lamiere d’acciaio stampate e piegate per la sua costruzione, cambia solo il sistema di apertura del coperchio superiore dell’arma, dotato adesso e integralmente di lunga slitta Picatinny. La calciatura polimerica che può essere anche ribaltabile, è telescopica e simile per struttura alle realizzazioni per gli Ar 15, impugnatura a pistola più ergonomica e in polimero, astina sempre in polimero ma dotata di guide Picatinny superiori e inferiori con predisposizioni laterali per tratti di guida, spegni fiamma-compensatore allungato, solita manettina di armamento e leva selettrice sul lato destro ma con leggera modifica in modo da poterla azionare con l’indice della mano senza abbandonare la presa dall’impugnatura.
L’India in effetti e con le recenti adozioni di armamenti leggeri da Barrett, Sig Sauer e Victrix (gruppo Beretta) e pendente anche un ordine di carabine Caracal 816 (con gas piston) però in 5,56x45, sembra voler dare una significativa sterzata allo svecchiamento dei propri armamenti leggeri. Interessante la scelta di adottare ancora il 7,62x39 che, per quanto valido, ha pur sempre alle spalle una storia lunga 72 anni …

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