di Claudio Bigatti - 27 September 2018

La GShG 7.62… scende a terra!

La mitragliatrice russa a canne rotanti Glagolev-Shipunov-Gryazev o GShG calibro 7,62x54R, arma peraltro semisconosciuta in Occidente, è stata impiegata principalmente in ruoli aeronautici ma adesso…
La GShG 7.62… scende a terra!

Considerata uno dei tanti “misteri” della Guerra fredda, la GShG 7,62 (7,62x54R) è simile per principio alla Minigun M-134 americana, ma a differenza di questa, oltre ad avere solo 4 canne rotanti, per il suo funzionamento non ricorre all’alimentazione elettrica ma utilizza invece, il più semplice sistema a sottrazione di gas. Sembra sia nata negli anni ’70 per emulare soluzioni ed impiego in torrette telecomandate, come sull’elicottero da combattimento americano Bell Ah-1 Cobra osservato in Vietnam. Tuttavia, sugli elicotteri russi d’attacco Mi-24 Hind verrà preferita una arma di calibro maggiore: la Yakushev-Borzov YakB-12.7 (12,7x108) anche questa a quattro canne rotanti.
La GShG 7,62 verrà invece impiegata soprattutto in gun pod per altri elicotteri e in un solo caso, operata manualmente dall’interno dell’elicottero russo Kamov Ka-29, in una ingegnosa collocazione con arma retratta dietro uno sportello anteriore: in occidente viceversa, le Minigun M-134 sparano attraverso portelloni laterali o rampe. L’arma avrà comunque una discreta distribuzione anche, negli altri Paesi dell’allora “Patto di Varsavia”.
Solo recentemente, negli ultimi due anni, sono comparse nuove versioni “terrestri” montate su veicoli leggeri 4x4 delle Forze speciali russe che, avrebbero operato anche in Siria (foto di apertura). La GShG 7,62, prodotta dalla Kbp Instrument design bureau di Tula, pesa 18,5 chili: parecchi meno rispetto alla Minigun M-134 (che pesa invece 30 chili) potendo fare a meno di alcune componenti. Il rateo di fuco è invece simile: 3.500 oppure 6.000 colpi/minuto per la GShG 7,62 contro i 2.000/6.000 della Minigun. Appare strano comunque, che questa interessante mitragliatrice non sia stata apprezzata prima in compiti terrestri: sembra che sia stata a lungo considerata troppo “specialistica”, pesante per i movimenti e troppo assetata di munizioni.
Da qualche tempo inoltre, le GShg vengono offerte all’export e come installazioni su Ugv (Veicolo a controllo remoto) sia nazionali come l’Ugv Kalashnikov “Nahlebnik” oppure in coppia, come sull’Ugv Centaur della bielorussa Bsvt (foto sotto).



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