Nello schema di manovra di bilancio 2027 approvata dal Consiglio dei ministri e presentata alla Camera, torna una figura professionale nell’ambito della sicurezza che apparteneva al passato: parliamo del carabiniere ausiliare, che fu istituito addirittura nel 1917, in piena prima guerra mondiale, per consentire di far fronte ai compiti d’istituto dell’Arma nella particolare contingenza dell’impegno bellico. Il carabiniere ausiliario, con modifiche più o meno sostanziali, rimase nel nostro ordinamento fino al 2005, con la sospensione del servizio militare obbligatorio di leva.
Lo schema di manovra finanziaria introduce la possibilità di arruolamento di 600 giovani nel 2027 e mille a partire dal 2028: i requisiti prevedono età non superiore ai 26 anni, licenza media, idoneità fisica, psichica e attitudinale. La ferma sarà di un anno, prorogabile di ulteriori due. L’addestramento avrà una durata di tre mesi, al termine del quale, superate le prove finali, saranno nominati carabinieri ausiliari della riserva volontaria.
Il nuovo personale potrà essere impiegato in attività operative e addestrative, prevalentemente su base regionale, con le qualifiche di agente di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria. La misura prevede anche un canale di accesso privilegiato all’Arma: nei concorsi per le carriere iniziali potrà essere riservato agli ausiliari fino al 30% dei posti disponibili, entro i limiti complessivi previsti dalla normativa. Per usufruirne bisognerà aver completato almeno dodici mesi di servizio senza demerito, avere non più di 32 anni e possedere gli ulteriori requisiti richiesti.
Per finanziare il reclutamento la manovra autorizza una spesa di 41,78 milioni nel 2027, 82,8 milioni nel 2028 e 118,39 milioni nel 2029. Le risorse saliranno a 156,51 milioni nel 2030, per poi stabilizzarsi a 141,44 milioni annui dal 2031.




