Rx4 Storm, al servizio dei tiratori

Tre lunghezze di canna, tre tipologie di calciatura, comandi raggruppati. La Beretta Rx4 è catalogata con caricatore da 5 colpi ma è in grado di adottare i caricatori a standard Nato da 30 per altri mercati o per l'utilizzo militare
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  • 1/16 La Beretta Rx4 calibro .223 si ispira palesemente nel design alla Cx4 e costituisce il completamento della serie Storm. La presenza delle slitte Picatinny permette di disporre gli accessori tattici secondo le esigenze dell’operatore.

    Testo di Claudio Bigatti - foto di Claudio Bigatti e Giovanni Vich

    Dopo Cx4 e Px4, la fortunata serie Storm di casa Beretta si allarga alla Rx4, dove la “R” dell’acronimo sintetizza la parola rifle.
    L’arma è disponibile in tre differenti lunghezze di canna: 20 ,16 o 12 pollici e mezzo (rispettivamente 508, 406 e 317,5 mm), pertanto è possibile riferirsi alla Rx4 sia come fucile sia come carabina: l’approccio “modulare”, infatti, è ormai irrinunciabile per armi con ambizioni di successo internazionale.
    La flessibilità della “piattaforma” Rx4 però, non si basa solo sulle lunghezze di canna. È possibile scegliere, ancora, tre differenti opzioni di calciatura: con calcio telescopico e impugnatura a pistola, con calcio fisso e impugnatura a pistola, con calcio di tipo classico fisso.
    Il “modulo” è quello noto e ben collaudato della carabina Benelli Argo, ottimizzato in funzione della nuova veste marziale. Teniamo presente che la meccanica dell’Argo è stata progettata per gestire calibri come il .30-06 Springfield e il .300 Winchester magnum, la carabina Rx4 è in grado dunque di gestire il .223 Remington con ampi margini di sicurezza e con garanzie eccezionali di durata nel tempo.
    Il sistema di funzionamento è a recupero di gas con pistone a corsa corta e otturatore rotante a tre tenoni frontali. Il blocchetto portaotturatore ospita nella sua porzione superiore una pista cammata, l’interazione con un piolino inserito nella parte posteriore dell’otturatore durante le fasi di scorrimento, regola il ciclo di apertura e chiusura.
    La percussione è tramite cane interno con battuta su percussore flottante, inserito nel portaotturatore: la disposizione della testa del percussore, in caso di chiusura imperfetta, impedisce la battuta del cane evitando l’esplosione del colpo.
    Articolata nella parte posteriore-inferiore della slitta portaotturatore, vi è una piccola coda in lamiera d’acciaio (scatolata e di sezione rettangolare) dotata di un terminale a cuspide, che interagisce con la molla di recupero posta in un tubo d’acciaio di analoga sezione, all’interno della calciatura: la molla fornisce l’energia necessaria al ritorno in batteria dopo lo sparo.

    Il sistema di presa dei gas mutuato da Benelli M4

    ​Il sistema di presa dei gas Argo (Auto regulating gas operated), autoregolato e autopulente, deriva dal semiautomatico Benelli M4 calibro 12, concepito per assicurare un funzionamento ottimale in ogni condizione e indipendentemente dalle cariche impiegate.
    La validità del sistema merita sempre un piccolo approfondimento: la camera in cui si espandono i gas prelevati dalla canna (di forma cilindrica) si trova abbastanza vicina alla camera di scoppio, pertanto il gas spillato è ancora molto “caldo” e “pulito”, ossia relativamente privo di particelle incombuste. L’espansione spinge un pistone interno che a sua volta spinge un manicotto cilindrico dotato di un profilo a “V” fuori asse rispetto al corpo: le parti superiori della biforcazione comunicano l’impulso a due corti pistoncini di rinvio (o “impulsori”) paralleli e situati ai lati esterni della carcassa. Questi ultimi, urtando contemporaneamente la porzione bassa del portaotturatore, forniscono l’energia necessaria a farlo retrocedere. Nel suo moto retrogrado e tramite la cammatura, il portaotturatore provoca l’apertura dell’otturatore e lo trascina poi all’indietro, estraendo ed espellendo il bossolo sparato. Le aste di rinvio sono molto corte e compatte, questo gioca a favore sia dell’affidabilità sia della precisione: le “risonanze” meccaniche, infatti, sono molto contenute e influiscono minimamente sul comportamento dell’arma allo sparo.
    Il principio di funzionamento e le basi meccaniche sono pressoché identiche a quelle del Benelli Argo, ma dimensionamento e disegno delle parti del complesso presa di gas-pistone, hanno subito leggere modifiche in funzione del calibro e delle condizioni di utilizzo previste.
    Il tappo di chiusura della presa di gas è semplificato e più corto, perdendo nell’Rx4 la funzione di fissaggio dell’astina alla carcassa. La stessa presa di gas ha un differente disegno e le viti di accoppiamento sono adesso sei invece di otto, inoltre la testa del pistone non presenta più i due anelli di tenuta in elastomero.
    Il profilo cilindrico della canna è interrotto in due punti: in prossimità del blocchetto di presa gas, con una squadratura dei fianchi per tutta la lunghezza dell’area di contatto, e a metà lunghezza con un rilievo anulare filettato su cui si va a inserire la ghiera di fissaggio dell’astina. Anteriormente a questa filettatura, la canna assume un diametro leggermente inferiore.
    La canna è realizzata per rotomartellatura a freddo, cromata internamente per una maggiore durata e resistenza agli agenti atmosferici. Presenta una rigatura a sei principi con andamento destrorso con passo di 12 pollici (305 mm), adatto a stabilizzare le palle del .223 Remington di peso intorno ai 55-60 grs.

    I comandi sono ambidestri

    ​Le versioni dotate di canna più corta sono fornite di spegnifiamma a gabbietta, con quattro finestre disposte radialmente a 45°. È stato possibile smontare completamente l’arma, analizzandola approfonditamente nelle sue componenti. L’impostazione della scatola di culatta è immutata rispetto al Benelli Argo: carcassa inferiore in Ergal macchinata dal pieno e culatta superiore (fissata permanentemente alla canna), in acciaio speciale temprato per assicurare la massima robustezza. Ma se osserviamo attentamente le linee della carcassa inferiore, noteremo che la parte posteriore (quella di “contatto” con la calciatura) ha un disegno differente: presenta, adesso una scalfatura che dall’area del grilletto si prolunga sino alla parte posteriore. Questo restyling ha ragioni prettamente ergonomiche in quanto permette un’impugnatura più “alta” mantenendo nel contempo un trigger reach agevole. L’impugnatura a pistola è arrotondata, leggermente scavata nella parte posteriore alta: favorisce una presa salda e confortevole, mentre l’inclinazione decisa agevola il controllo dell’arma all’atto dello sparo. La superficie nella versione con calcio telescopico, inspiegabilmente, è totalmente liscia, mentre nelle altre versioni, usufruisce di solcature orizzontali o zigrinature per un grip ottimale anche con mani sudate o bagnate: il particolare trattamento della superficie, però, ci è parso comunque all’altezza di queste situazioni.
    Calciatura, impugnatura, bocchettone di alimentazione (che è un corpo a sé stante) e astina, sono realizzati in materiale polimerico caricato con fibra di vetro: l’astina copre la porzione corrispondente di canna ed è dotata di quattro finestrature laterali di raffreddamento, due per ciascun lato.
    I comandi dell’hold open e dello sgancio del caricatore sono ambidestri: il primo è posizionato anteriormente al ponticello del grilletto, il secondo invece è posto alla base del bocchettone di alimentazione, con disegno trapezoidale, ma di differente superficie a seconda dei lati: più piccolo sul lato destro e più ampio sul lato sinistro. Questi pulsanti, realizzati sempre in polimero, presentano una superficie fornita di piccoli rilievi puntiformi, utili per un riscontro tattile e “antiscivolo” in condizioni avverse o durante le operazioni notturne.

    Gli organi di mira

    ​La sicura è a pulsante, situata nella parte anteriore del ponticello, è inseribile manualmente e reversibile nella sua installazione per i mancini. La manetta d’armamento è adesso di forma cilindrica, invece che semilunare, di proporzioni adatte a un impiego più “dinamico”, situata sempre sul lato destro e sporgente dalla finestra di espulsione, solidale al portaotturatore, ma prontamente disinseribile per lo smontaggio primario. Tutti i comandi risultano ben raggruppati e di facile e istintivo azionamento.
    Il ponticello del grilletto è una struttura polimerica e integra superiormente il pacchetto di scatto, è fissato alla carcassa tramite due spinotti e pertanto è facilmente estraibile per la pulizia o le sostituzioni dei componenti. La calciatura telescopica presenta cinque diverse possibilità di regolazione, con un’escursione di circa 120 millimetri: la soluzione è mutuata concettualmente dal Benelli M4, ma ha un design personale di tipo “chiuso”, connotato oltretutto da un dorso leggermente arcuato. La calciatura scorre su una guida metallica che si inserisce nella parte posteriore della scatola di culatta, decisamente angolata verso il basso e di sezione rettangolare, ospita all’interno la molla di recupero. L’apertura e la regolazione dell’estensione del calciolo sono comandati da un pulsante a bottone presente sul lato sinistro del calcio.
    Gli organi di mira comprendono un mirino anteriore a lama protetto lateralmente da due alette integrali all’astina, e una diottra posteriore regolabile in altezza tramite vite di regolazione superiore e in derivazione, tramite una vite posta sul lato destro del complesso. Anche la diottra è protetta da alette e, ai lati del foro, sono presenti due puntini bianchi per il puntamento istintivo.
    La culatta superiore dispone di fori filettati (con viti di protezione), predisposti per il montaggio di una slitta Picatinny su cui si possono montare ottiche. Anche l’astina in polimero può essere arricchita con altre quattro slitte poste rispettivamente sul dorso, sui fianchi e sul lato inferiore, portando così a cinque il totale delle slitte. È possibile, quindi, accomodare una vastissima tipologia di accessori quali sistemi ottici e laser di puntamento (visibili e infrarossi), illuminatori e impugnature frontali.
    La Rx4 è dotata inoltre di sistema di attacco rapido delle magliette portacinghia: l’attacco anteriore frontale (sotto la ghiera della canna) e posteriore ambidestro sulla calciatura permettono tutte le combinazioni di trasporto.
    ​Nella parte frontale dell’astina e nella parte inferiore della calciatura, inoltre, sono ricavate asole per il fissaggio di cinghie di trasporto tradizionali.

    La nostra prova

    La Rx4 è catalogata in Italia con caricatore metallico amovibile della capacità di 5 colpi: a seconda delle legislazioni vigenti all’estero, però, sono disponibili anche caricatori della capacità di 10 e 30 colpi, quest’ ultimo a standard Nato. Il caricatore da 5 colpi è dotato di un fondello di chiusura realizzato in polimero nero che si raccorda con il bocchettone di alimentazione. I pesi variano a seconda delle configurazioni, possiamo però indicare questi valori: 3.150 grammi per la versione con canna di 12,5 pollici, 3.190 grammi con canna di 16 pollici e 3.300 grammi con canna di 20 pollici.
    La prova si è svolta nel poligono interno dello stabilimento Beretta, alla distanza di 100 metri con la versione più compatta della Rx4, con canna di 12,5 pollici e calciolo telescopico: le munizioni impiegate erano Winchester Fmj di 55 grani (con V0 di 988 m/sec, secondo i dati della Casa, ma presumibilmente inferiore, nel caso di una canna di soli 12,5 pollici).
    La posizione di tiro era da seduti, con appoggio anteriore e posteriore, ma con il solo ausilio delle mire metalliche.
    Adattiamo la lunghezza della calciatura alla nostra imbracciata con un semplice gesto e proviamo a traguardare, la diottra permette di acquisire velocemente il mirino e inquadrare il bersaglio.
    Inseriamo il caricatore e azioniamo la manetta di armamento, avevamo comunque provato a scattare in bianco alcune volte, ma lo scatto ci sorprende per la brevità della corsa senza esitazioni e per un rilascio netto, ma prevedibile, decisamente buono e quasi da “tiro”. La vampa, nonostante i pochi pollici di canna, è decisamente contenuta come il rilevamento, in armi di questa categoria abbiamo visto risultati decisamente più “pirotecnici”! Il rinculo è assolutamente trascurabile.
    Ci è piaciuta anche la particolare inclinazione del calcio, che consente un allineamento pronto e istintivo con le mire. L’impugnatura a pistola, inoltre, permette di esercitare un ottimo controllo sull’arma.
    Nelle prove empiriche di caricamento, di imbracciata e puntamento veloci, non abbiamo riscontrato aspetti negativi o limitanti, i comandi sono facilmente azionabili grazie a un equilibrato dimensionamento e a una collocazione intuitiva. Il caricatore si inserisce in modo fluido e istintivo: sarà, ma queste caratteristiche continuano a latitare in altre realizzazioni assai in voga in ambienti “tattici”. Le rosate, per quanto estemporanee e limitate dall’unico munizionamento di prova, sono abbastanza contenute per la categoria, le più ridotte comunque si attestavano intorno ai 45-60 millimetri di diametro, certamente non spettacolari ma pur sempre espresse attraverso una canna decisamente corta e con sole mire metalliche. Con ottica e canne più acconce per il tiro, cartucce selezionate o ricariche ad hoc, non è difficile immaginare risultati in grado di soddisfare non solo i cacciatori ma anche i tiratori.

    L'articolo completo è stato pubblicato su Armi e Tiro - giugno 2006

    Scheda tecnica

    Produttore: Fabbrica d’armi Pietro Beretta spa, via Pietro Beretta 18, 25063 Gardone Val trompia (Bs), tel. 03.08.34.11, www.beretta.com, info@beretta.com
    Modello: Beretta Rx4 Storm
    Tipo: carabina semiautomatica
    Calibro: .223 Remington
    Destinazione d’uso: difesa personale, allenamento al tiro, impieghi di Polizia
    Funzionamento: a recupero di gas, pistone a corsa corta sistema Argo, chiusura geometrica con testina rotante a tre alette
    Canna: lunghezze disponibili 318 mm (12,5”); 406,4 mm (16”); 508 mm (20”); canna in acciaio al carbonio, martellata a freddo, cromata internamente, rigatura a 6 principi, andamento destrorso, passo di 305 mm (1:12”)
    Percussione: cane interno
    Alimentazione: caricatori bifilari in lamiera d’acciaio
    Numero colpi: 5
    Estrattore: a unghia
    Espulsore: a puntone, in testa all’otturatore
    Mire: diottra ghost sight regolabile; mirino a lama
    Scatto: diretto
    Sicura: manuale, a traversino sul ponticello
    Lunghezza totale: 778 mm (con canna di 12,5” e calcio chiuso)
    Peso: 3.150 g (canna di 12,5”); 3.190 g (16”); 3.300 g (20”)
    Materiali: canna e culatta superiore in acciaio; culatta inferiore in lega leggera (Ergal); calciatura, impugnatura a pistola, bocchettone di alimentazione e astina, in polimero
    Finiture: canna e culatta superiore brunite nere; culatta inferiore anodizzata nera; otturatore cromato a spessore
    Numero del catalogo nazionale: 15.180 (arma da caccia)

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