09 giugno 2019

Sembra una 92... è una fuoriserie

Un mix di componenti di precedenti versioni della capostipite ha portato alla creazione di una pistola progettata per primeggiare nel Tiro dinamico. Fusto in acciaio tipo Vertec, impugnatura “dimagrita”, carrello rinforzato tipo Billennium e uno scatto match nuovo di pacca. Ed è subito feeling

1/11 La 92X Performance calibro 9x21 è la nuova pistola su cui Beretta ha puntato per recitare un ruolo da protagonista nel Tiro dinamico sportivo Ipsc. 

Con il lancio della nuova 92X Performance calibro 9x21, l’impegno Beretta nel Tiro dinamico è globale: dalla progettazione allo sviluppo, fino all’appoggio diretto a un team che prenderà parte al Campionato italiano e ad alcune delle principali gare internazionali e all’ingaggio di tiratori internazionali di prima fascia.
Tra i protagonisti di questa idea, c’è senza dubbio Roberto Vezzoli, pluri medagliato tiratore Ipsc con la pistola e uno dei più forti tiratori al mondo di arma lunga Ipsc, in particolare con lo Shotgun. Proprio Vezzoli ha avuto un ruolo importante nello sviluppo del 1301 comp e dalla collaborazione in essere con la Beretta è nata anche l’idea di mettere in cantiere una pistola che potesse sfidare nelle gare di tiro Ipsc i più prestigiosi avversari, in particolare Tanfoglio e Cz, le due aziende che, da alcuni anni, fanno incetta di titoli continentali e mondiali in Production, la division “naturale” a cui è destinata la nuova Beretta. Il tutto con la regia di Franco Gussalli Beretta, presidente di Fabbrica d’armi Pietro Beretta, che non ha mai nascosto le sue simpatie per il Tiro dinamico, tanto da essere stato prima presidente, poi presidente onorario della Federazione italiana Tiro dinamico sportivo.

La genesi

Una delle variabili più importanti che ha coinvolto alcune versioni della 92 è stata l’adozione di un fusto in acciaio, in sostituzione di quello in Ergal tipico del progetto iniziale: fu il caso della Billennium (2002) e della Steel I (2004). Quello che può essere considerato un inutile, anzi fastidioso, appesantimento per una pistola per difesa o per il porto in fondina può risultare, al contrario, un vantaggio in termini di bilanciamento e controllabilità per una pistola destinata all’attività sportiva. E, infatti, il progetto 92X Perfomance è partito proprio dal fusto della Vertec che oltre a essere in acciaio presentava anche un angolo impugnatura-fusto inferiore. Lo stesso già visto anche sulla M9A3 che, tra l’altro, nella stagione agonistica 2018 è stata utilizzata dai tiratori Beretta e che, di fatto, ha rappresentato un “ponte” con la nuova creatura. Proprio da questo paragone emerge in maniera eclatante una delle differenze principali tra la nuova 92X e chi l’ha preceduta: la M9A3 con fusto in lega leggera non arriva al chilogrammi di peso (scarica), mentre la Performance pesa 1.380 grammi (con caricatore vuoto inserito, dotato di pad in gomma), 400 grammi in più.
Il peso generale potrebbe essere un elemento che contrasta il controllo del brandeggio, ma in questo caso è stato effettuato un profondo studio delle masse che sono state distribuite in modo da arretrare il baricentro della pistola, che nelle armi al top delle graduatorie della Production division si trova qualche millimetro oltre il grilletto, in direzione della volata, mentre nel caso della 92X è, invece, qualche millimetro dietro al grilletto, in direzione del polso. In questo modo, il peso della pistola è nel pieno controllo del tiratore e aiuta in modo netto e sensibile il controllo del brandeggio.
Se il fusto è chiaramente ispirato alla Vertec, l’impugnatura (l’insieme fusto-impugnatura arriva a pesare 730 grammi) è stata profondamente migliorata nella zona dell’elsa: leggermente sfinata, per aumentare la sensazione avvolgente, e con lo sperone pronunciato verso il dorso della mano, due elementi che aiutano ancora a migliorare la sensazione di controllo del rinculo. Quello dell’impugnatura è risultato uno dei lavori più importanti del progetto 92X, in ragione del fatto che la 92 base non era certamente ben vista da chi aveva mani non troppo grandi, con un’impugnatura che per ospitare il caricatore bifilare aveva dimensioni davvero importanti. Al lavoro di sfinamento è stata aggiunta anche la possibilità di personalizzare l’impugnatura e per questo sono disponibili tre tipi di guancette: le Super slim, le standard e le XL, che riportano il profilo del backstrap dell’impugnatura dal tipo Vertec al tipo M9. Allo stesso modo, anche le palmette delle sicure al fusto saranno disponibili in tre, diverse grandezze.
La leva dell’hold open, che sarà disponibile anche leggermente maggiorata, per essere più facilmente azionata anche con una sola mano, è stata ridisegnata nella palmetta di azionamento e inclinata leggermente verso il basso nella parte posteriore, per evitare che, quando interessata dall’elevatore del caricatore vuoto, non intercetti il polpastrello del pollice che impugna la pistola e che si trova disteso lungo la sicura al fusto.

Il secondo tassello

La struttura di base della mitica 92 è stata mantenuta invariata, ma a fare la differenza è l’evoluzione sostanziale di molti componenti e di alcuni non secondari dettagli. Dopo il fusto, il carrello: quello con i rinforzi sui fianchi, già visto su Brigadier, Stock, Combat e Billennium, è subito sembrato il logico compendio al fusto in acciaio. Più pesante (359 grammi) rispetto all’originale e soprattutto più resistente rispetto alle notevoli sollecitazioni a cui è sottoposta una pistola da utilizzare nel Tiro dinamico, che deve sparare parecchie migliaia di colpi all’anno e comunque alcune centinaia nell’arco di una sola gara.
Sul carrello, un elemento importante è rappresentato dagli intagli di presa, posizionati sia nella parte anteriore sia in quella posteriore: sono di nuovo disegno che possiamo definire a “dente di sega”, sono inclinati verso la volata e creano un eccellente effetto grip, impedendo qualsiasi incertezza di presa in qualunque condizione di maneggio.
La canna della 92X è lunga 125 mm, 4 millimetri in meno rispetto alla “sorella diversa” M9A3. La lunghezza totale della pistola è 222 mm, ma la differenza più evidente tra i due modelli è senza dubbio il peso complessivo, senza caricatore: 1.345 grammi la 92X contro i mille grammi scarsi della M9A3. Un dato fondamentale, che fin dall’inizio è stato considerato un traguardo: sia il peso complessivo, sia, soprattutto, la distribuzione dei pesi sono uno dei pregi di questa pistola, così diversa da alcuni competitor che troverà sui campi di gara. Un dust cover meno massiccio e il tipico carrello a “cielo aperto”, infatti, sono due dei fattori che hanno consentito di concentrare le masse nella porzione posteriore della pistola, una caratteristica che non è sfuggita ai top shooter che l’hanno provata che fa sentire i suoi influssi positivi sia nella fase di brandeggio laterale sia nel controllo del rinculo della pistola.

Mire e scatto

Il grilletto di serie, come quello di cui era dotato l’esemplare protagonista della nostra prova, largo 9 mm e con intagli longitudinali, è in posizione piuttosto avanzata, quasi verticale, per agevolare al massimo la gestione della Singola azione. Nella disponibilità aftermarket è disponibile anche una versione nella configurazione normale della 92, con grilletto stondato, che rende più agevole l’azionamento della Doppia azione.
Ma uno dei punti di forza della nuova 92X sta senza dubbio nello scatto, riprogettato per soddisfare le esigenze dei tiratori: si chiama Xtreme-S, presenta valori perfettamente entro i limiti del regolamento Ipsc, è fluido in Doppia azione e netto in Singola, con un peso di sgancio verificato con dinamometro Lyman pari a 2.600 grammi per la Doppia e 850 grammi per la Singola, valore ottenuto dalla media di 5 sganci. Il riaggancio, netto e veloce, ha un’escursione di circa un millimetro, ottenuta anche grazie alla perfetta regolazione della vite del collasso di retroscatto presente nel fusto.
Per la tacca di mira è stata scelta una Lpa regolabile in altezza e derivazione, mentre il mirino è in fibra rossa. Notevole la facilità e la rapidità di riallineamento, gradita molto anche dai tiratori molto più esperti e sgamati presenti alla prova.
Anche i caricatori presentano una nuova finitura lucida che facilita in modo sensibile lo scorrimento all’interno dell’impugnatura. Tutti i caricatori sono dotati di pad in gomma che li preserva dagli urti al fondello e facilitano, comunque, l’operazione di spinta nel fusto, garantendo sempre un aggancio efficace. La 92X ha comunque una certa modularità di componenti, pensata e predisposta per garantire a chiunque quei margini di adattabilità dell’arma alle proprie caratteristiche tecniche e fisiche.

La nostra prova

Come testare allora l’effettiva efficacia delle innovazioni tecnologiche inserite in quest’arma se non andando a ricercare i limiti delle sue possibilità? Le caratteristiche salienti da testare in un’arma destinata alle competizioni sportive di tiro action restano l’affidabilità, la precisione e la controllabilità. Il nostro test a fuoco si è, quindi, svolto inseguendo quegli elementi che fanno la differenza. L’affidabilità dell’impianto meccanico M9 credo non abbia bisogno di conferme, più di 5 milioni di pistole prodotte con questa meccanica sono lì a confermare la bontà del progetto ed è per questo che non è stata una sorpresa constatare che per i più di mille colpi, tra ricaricati e commerciali di varie marche, esplosi durante la prova non è stata registrata alcuna incertezza di funzionamento. L’esemplare protagonista del test è quello su cui da gennaio sta lavorando Vezzoli e, nel frattempo, ha già digerito più di cinque mila cartucce senza problemi.
Terminato il warm-up per prendere confidenza con impugnatura e scatto, abbiamo cominciato a far cantare la semiautomatica gardonense. Un caricatore di munizioni snocciolato alla massima velocità da Roberto Vezzoli ha fatto registrare impressionanti split tra una cartuccia e la successiva di 8 centesimi di secondo. Considerando che ingaggiare in modo preciso un bersaglio, anche a brevissima distanza, comporta un “investimento” di almeno 14-16 centesimi di secondo, il dato interessante è rappresentato dal fatto che quest’arma è pronta al fuoco molto prima che lo sia il tiratore, il quale ha la possibilità di sfruttare proficuamente il tempo trascorso tra la fine del ciclo funzionale, quando le masse hanno terminato il loro movimento, e il momento in cui si torna a fare fuoco. Se a questo dato si aggiunge quello relativo al peso totale della pistola, che è 1.345 grammi, il 30% in più di una classica M9, diventa immediatamente comprensibile quanto più stabile sia questa geometria di masse, rapportata alla munizione, tarata sulla molla di recupero scelta. Sono, infatti, disponibili ben tre diversi libbraggi per la molla di recupero: 9, 11 e 13 libbre, da testare sulla munizione utilizzata.
Numerosi gli esercizi svolti durante la prova, con ingaggi di bersagli a distanze variabili, dai 2 ai 28 metri; sequenze lineari di 6-8 cartucce per valutare il ritorno in puntamento, avvenuto sempre perfettamente in asse e con un minimo flip del mirino che si muove pochissimo e resta sempre sull’alpha. Nei brandeggi, la 92X si ferma istantaneamente sul bersaglio successivo senza allunghi o sbandieramenti involontari. Il cambio di caricatore è risultato fin da subito facilitato sia dal pulsante di sgancio maggiorato sia dal bocchettone di alimentazione del caricatore di nuovo disegno, più ampio e regolare.
Anche con ricariche match, sia nel tiro con una mano sia in quello con la mano debole, non c’è stato alcun problema di affidabilità e il ciclo ha funzionato al 100%, compreso l’arresto in apertura a caricatore vuoto. Quello che può sembrare un insignificante dettaglio è, invece, il frutto di un attento studio di tutte i possibili problemi che possono insorgere durante una competizione e che generano perdita di tempo e di punti.
La precisione, benché figlia principalmente della qualità della munizione utilizzata, è un altro fondamentale elemento da testare. Nella prova della 92X, oltre alle consuete rosate da 5 cartucce ottenute sulla canonica distanza di 10 metri, abbiamo voluto provare anche alla distanza di 28 metri con risultati di assoluto rilievo. La munizione che ha regalato le maggiori soddisfazioni in fatto di precisione è stata quella ricaricata con palla Fiocchi Fmjtc di 123 grani, spinta da 4,5 grani di Vihtavuori N320, assemblata con innesco small pistol Fiocchi e bossolo “primo sparo” sempre Fiocchi. Con tutte le munizioni commerciali e ricaricate testate nel coso della prova, i risultati a 10 metri sono stati ampiamente soddisfacenti, ma a 28 metri la munizione con palla Fmjtc di 123 grani ha regalato una strepitosa rosata di 4 cartucce in 30 millimetri, circa.

L'articolo completo su Armi e Tiro di maggio 2019

Scheda tecnica

Produttore e distributore: Fabbrica d’armi Pietro Beretta, via Pietro Beretta 18, 25063 Gardone Val Trompia (Bs), tel. 030.83.411, beretta.com
Tipo: pistola semiautomatica
Modello: 92X performance
Calibro: 9x21 mm
Impiego specifico: Tiro dinamico, Production division
Sistema di funzionamento: chiusura geometrica con blocchetto oscillante
Alimentazione: caricatore bifilare a presentazione singola
Numero colpi: 15
Scatto: ad Azione mista (Singola e Doppia)
Sicura: monta di sicurezza del cane, leva ambidestra con funzione di sicura manuale; sicura automatica al percussore
Canna: lunga 125 mm, con 6 rigature destrorse e passo di un giro in 250 mm (1:10”)
Lunghezza totale: 222 mm
Peso: 1.380 grammi (con caricatore vuoto inserito e pad in gomma)
Finiture: Nistan
Organi di mira: mirino e tacca di mira innestati a coda di rondine
Qualifica: arma sportiva (codice identificativo Banco di prova: 12_00281s13)
Prezzo: 1.499 euro, Iva inclusa

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