Assoarmieri commenta i ddl Magi e Verini

Il presidente dell’Assoarmieri, Antonio Bana, ha commentato i ddl presentati da Verini (Pd) e Magi (Gruppo misto) in materia di armi. Riceviamo e pubblichiamo:

 

La Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, nella seduta dello scorso 2 dicembre, ha deciso di abbinare per la trattazione congiunta il pdl 3218 presentato nello scorso luglio dall’On Walter Verini (Pd) al pdl n. 3369, presentato lo scorso 16 novembre da parte del deputato Riccardo Magi (Gruppo Misto). La lettura dei due testi lascia trasparire in primis una totale assenza di approfondimento della materia trattata e appare del tutto evidente che il fine ultimo delle proposte di legge sia quello di rendere estremamente complesso e farraginoso l’iter per il rinnovo dei titoli di polizia e quindi, di fatto, rendere impossibile il possesso, la detenzione e l’utilizzo delle armi nel nostro paese.

Come Presidente dell’Associazione che rappresenta gli armieri italiani mi preme stigmatizzare tale modus operandi dei proponenti, probabilmente dettato da finalità prettamente elettorali e, solo a titolo esemplificativo,  rappresentare inoltre che nel pdl 3218 è previsto anche un inutile aggravio in termini di costi e tempi per le armerie: si tratta della proposta di comunicazione “tempestiva” dell’armiere all’ufficio di polizia competente per territorio delle generalità dei privati che hanno acquistato o venduto loro le armi, a differenza di quanto previsto dal Tulps che invece stabilisce tale adempimento come necessario una volta al mese.

Manca una motivazione precisa, concreta attinente alla normativa in materia di armi che questi signori dimostrano ancora una volta di non conoscere minimamente! Dovrebbero prima studiare ed approfondire la materia sia sulla legittima difesa che sul porto d’armi .

Platone suggeriva ai politici del tempo di far precedere al testo vero e proprio di tutte le leggi un proemio diretto appunto a far si che “colui al quale si rivolge l’attività legislativa accolga benevolmente quell’ordine che è appunto la legge perché diventi più docile ad apprenderla”.

In questo caso manca ogni criterio di logica, anzi vi sono dei “vizi materiali” e degli “errori nei motivi esplicitamente enunciati”, cosi come evidenziati dalla autorevole dottrina del Crisafulli sulla “Motivazione degli atti legislativi” che suggerisco ai proponenti di leggere prima di  presentare un documento di tal fatta!

È evidente che il Paese ha ben altre priorità, pertanto confidiamo che non venga avviata la discussione nel merito di tali ddl, nei confronti dei quali ci opporremo con tutti i mezzi nelle sedi opportune, avvalendoci del supporto di chi all’interno delle istituzioni conosce bene la materia e ha a cuore il lavoro di migliaia di cittadini e l’indotto economico generato dal settore.