La biodiversità spiegata al Wwf

Wwf in rivolta contro una fiera nel Cilento che si azzarda ad accostare le parole “caccia” e “natura”. Peccato che fino a oggi l’animalismo sia stato più dannoso che utile proprio alla biodiversità e alla natura…

Una manifestazione nel parco Nazionale del Cilento fa arrabbiare il Wwf. Battezzata Cilento Selvaggio, dovrebbe svolgersi il 4, 5 e 6 settembre ed è dichiaratamente un Festival della caccia, della cinofilia, della Natura e delle tradizioni. L’insurrezione del Wwf è stata immediata. Come si può, dicono, accumunare caccia e Natura? “…un’offesa all’intelligenza dei cittadini…”. E ancora: “…la difesa della biodiversità e la tutela degli ecosistemi sono ormai principi fondamentali…e non devono in alcun modo essere subordinati o delegati all’attività venatoria”, lo dice Dante Caserta del Wwf Italia. Sicuramente ancora una volta l’associazione continua a non avere chiaro il vero significato di Biodiversità. O forse ce l’ha, ma solo in funzione animalista che è proprio il primo nemico della biodiversità stessa. Il caro Wwf ha da molto le idee confuse. A cominciare da quello che hanno combinato durante gli ultimi 30-40 anni: hanno preso possesso di migliaia di ettari in Italia trasformandoli in parchi nazionali, regionali, oasi, zone di tutela eccetera. Tutte queste zone chiuse hanno suscitato all’epoca grosse proteste da parte dei cacciatori. Non sapevamo, ma non lo immaginavano nemmeno loro, che invece stavano lavorando per noi. Per farci sopravvivere e diventare poi altamente indispensabili. Infatti tutti gli ungulati sono esplosi grazie a tutta questa protezione e grazie alla caccia di selezione, i cacciatori stessi noi stanno risalendo la china dopo anni di declino, aumentando anche di numero. Sinceramente grazie. A questo punto entra in campo la “Biodiversità”. I parchi, e tutto quello che è protetto, scoppiano di animali, principalmente ungulati. Che loro si ostinano a non voler controllare essendo animalisti, per cui ci ripopolano i territori circostanti, nutrendo paradossalmente la nostra Ars Venandi. A essere, in particolare, perseguitati da cervi, cinghiali, nutrie, cormorani, piccioni domestici, daini, oche selvatiche, corvidi e tante altre specie, sono soprattutto gli agricoltori e gli allevatori, molto più potenti rispetto alla tanto decantata “lobby delle doppiette”, al punto che al governo attuale stanno chiedendo, loro, più disponibilità da parte nostra a tenere sotto controllo la Biodiversità. Che non si fa con le chiacchiere e i pietismi animalisti, primi nemici della biodiversità. In quanto non gestiscono i parchi e non li fanno gestire, li riempiono di specie aliene intoccabili, vedi sciacallo dorato che non dovrebbe nemmeno esistere da noi, e ci attaccano continuamente perché non possono sopportare che si tocchino le specie “belle”. Ma la Biodiversità si difende con la selezione delle specie in eccesso. Per mantenere proprio la “diversità’ delle specie in equilibrio tra loro. E siamo proprio solo noi che la manteniamo, con la nostra selezione, che peraltro è rigidamente controllata dal punto di vista scientifico. Quindi siamo i veri paladini di questa parola. Loro d’altronde, accortisi dello sbaglio, hanno fatto del tutto per darci mille colpe. Come l’accusa dei cinghiali importati. Altamente falso, perché in Italia non esiste un cinghiale che abbia il DNA dei cinghiali europei. Ma solo quello del nostro Sus Scrofa Majori, il maremmano per intenderci. L’unica cosa che invece a noi cacciatori sta sulle scatole è che i suddetti signori allevatori e agricoltori non hanno mai detto una parola per difenderci da tutte queste accuse di caccia selvaggia, che invece fa tanto comodo a loro. Quando saremo, noi e voi, un’unica squadra? Visto che lavoriamo a nostre spese per tutti.