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Remington R25 calibro .243 Winchester

Anche Remington si fa stregare dalla moda dei cloni Ar 10 e Ar 15: grazie al calibro utilizzato, però, niente "end user"!

Sul mercato esistono carabine semiautomatiche su meccanica Ar 10 o Ar 15 davvero per tutti i gusti: corte, lunghe, a canna pesante, a canna leggera, a presa di gas diretta o con il pistone, accomunate da alcuni elementi fissi: l’utilizzo di calibri di tipo militare e la destinazione per l’impiego tattico o tiro di precisione. Negli ultimi anni, praticamente tutti i maggiori fabbricanti hanno lanciato sul mercato una carabina di derivazione Ar 10 o Ar 15, anche aziende specializzate nella produzione di armi corte come Smith & Wesson, Les Baer o Para ordnance. Anche Remington, decisamente orientata sulla produzione di carabine a ripetizione manuale, ha deciso di lanciare sul mercato una sua carabina su piattaforma Ar: il modello R15, camerato per calibri compatibili con la meccanica Ar 15, e il modello R25, per calibri compatibili con il receiver Ar 10. Invece di fare l’ennesimo clone dell’arma militare, però, ha deciso di rivoluzionare il concetto di base esaltando la destinazione per l’impiego venatorio, tanto che il dipartimento di Stato statunitense ha riconosciuto la diversa natura di queste armi e le ha esentate dalle limitazioni che ne vincolano l’esportazione. Remington non è intervenuta tanto sulla meccanica, che impiega il collaudatissimo sistema Stoner, bensì sull’estetica. La carabina è prodotta, oltre che in .308 Winchester, anche in altri due calibri derivati dal primo, ma spiccatamente venatori, ovvero il 7 mm-08 e il .243 Winchester. Quest’ultimo è quello da noi scelto, in virtù della buona diffusione sul nostro territorio. Essendo indirizzata, almeno sulla carta, al popolo dei cacciatori, la R25 è offerta con un caricatore della capacità di soli quattro colpi. I serbatoi però sono intercambiabili con quelli prodotti dalla Dpms (non è un caso, entrambe le aziende sono parte della stessa holding) che hanno una capacità di 19 colpi. Ovviamente, questa possibilità è riservata agli appassionati americani, per gli italiani conta il numero di colpi con cui l’arma è stata catalogata. La soluzione Remington di offrire su una piattaforma Ar 10 calibri considerati estranei all’ambiente militare ha avuto effetto anche sulla nostra Commissione consultiva centrale per il controllo delle armi, che non ha preteso la classificazione sportiva: l’R25 è arma da caccia, con tutti i vantaggi che ne conseguono. Come abbiamo accennato, la R25 impiega il sistema a presa di gas ideato da Eugene Stoner, con il tubetto convogliatore dei gas che causa l’arretramento del portaotturatore e, di conseguenza, lo svincolo delle sette alette di chiusura dell’otturatore. Le alette, per la verità, visivamente sono otto, ma solo sette vanno in chiusura, mentre l’ottava non è altro che la costolatura di rinforzo dell’estrattore. Anche i comandi sono sempre gli stessi: pulsante di sgancio dell’otturatore sul lato destro, a portata dell’indice della mano destra, leva dell’hold open e della sicura sul lato sinistro. Non manca, sempre sul lato destro, il forward assist per completare la chiusura dell’otturatore, che con la sua porzione frontale squadrata funge da deflettore dei bossoli. La catena di scatto è di derivazione militare, in quanto il grilletto ha corsa in un unico tempo. L’upper receiver è ottenuto per estrusione da lega di alluminio T6066, mentre la sezione inferiore è ottenuta per fresatura da un blocco di lega di alluminio T6061. Sia l’elemento superiore sia quello inferiore sono poi anodizzati con uno speciale procedimento che porta la durezza superficiale a circa 65 Rockwell. I due elementi sono trattenuti da due spine passanti inserite dal lato destro e provviste di un sistema di ritegno che ne impedisce la completa fuoriuscita, in modo da eliminare il rischio di perdita accidentale. Per la manutenzione è consigliabile separare completamente l’upper receiver dal lower receiver, in modo che passando lo scovolo i residui carboniosi non finiscano accidentalmente nel pacchetto di scatto, evento non così remoto se si pulisce l’arma facendo semplicemente basculare in avanti l’upper receiver. L’interno del lower receiver è lavorato in modo da consentire l’alloggiamento solo degli elementi meccanici necessari al funzionamento in semiautomatico: nella sezione posteriore, subito dietro alla leva della sicura (dove nelle armi militari dovrebbe trovarsi la leva di consenso raffica) lo spazio si riduce ulteriormente. All’estremità posteriore è avvitato il tubo destinato ad alloggiare al molla di riarmo. Per smontare e rimuovere la molla, si ruota l’asta guidamolla in modo che una delle tre mezzelune concave si trovi in corrispondenza del perno di ritegno, quindi si abbassa quest’ultimo e si sfila l’asta guidamolla con la relativa molla. L’operazione deve essere effettuata con il cane armato in modo da evitare che l’asta guidamolla rimanga bloccata. L’otturatore è il classico tipo civile, con la sezione posteriore-inferiore lavorata in modo da impedire un eventuale azionamento della leva di consenso raffica. La canna è il pezzo indubbiamente più interessante: è ottenuta per bottonatura da una barra di acciaio 4140 al cromo molibdeno, la rigatura ha sei principi ad andamento destrorso con un passo di 10 pollici (250 millimetri). La canna ha un profilo prevalentemente cilindrico, tanto che la volata misura ben 21 mm, a tutti gli effetti può essere considerata una heavy barrel. Nel tratto compreso tra la culatta e la presa di gas ha sezione circolare, mentre subito dopo il blocchetto di presa gas presenta sei scanalature longitudinali (insomma è fluted) destinate ad aumentare la superficie e, pertanto, disperdere più rapidamente il calore. Il vivo di volata è finito recesso a corona. La canna non ha alcun punto di contatto con l’astina, di tipo tubolare in alluminio, pertanto è completamente flottante, a garanzia della massima precisione. L’astina presenta alcune feritoie per agevolare la ventilazione. Sia il calcio sia l’impugnatura, avendo sistemi di ancoraggio a specifiche Nato, possono essere rimpiazzati con altri di tipo tattico. La R25 è sprovvista di organi di mira: al loro posto troviamo, nella parte superiore dell’upper receiver, un rail a tutta lunghezza realizzato secondo specifiche Nato a cui corrisponde un rail analogo ma di dimensioni più contenute posto sopra il blocchetto di presa gas. Grazie a quest’ultimo, l’arma può essere equipaggiata con organi di mira metallici, ma la sua vera inclinazione è senz’altro l’utilizzo in combinazione con un’ottica: considerato che, anche se il vestito è “da caccia”, in realtà l’anima è tattica, l’ideale è un’ottica tipo militare con torrette dotate di ghiere di tipo alto. Nel nostro caso abbiamo montato un cannocchiale Leupold Mark IV 8,5-25x50 equipaggiato di reticolo Tmr. L’aspetto sicuramente più originale dell’arma è senz’altro la finitura: i due elementi del receiver, calcio, impugnatura e astina sono coperti con una mimetizzazione con pattern Mossy Oak Treestand, ideale per un utilizzo in bosco di tipo europeo o nordamericano. Piacevole il contrasto con le altre componenti, brunite color nero opaco: canna, portaotturatore, manetta a “T” di armamento, carter coprifinestra di espulsione, calciolo, caricatore, sicura, grilletto, pulsante di sgancio caricatore, hold open e spine.

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