Il riesame si "rimangia" il dissequestro

30 July 2018
Il riesame si "rimangia" il dissequestro
La procura di Brescia ricorre in Cassazione contro l'ordinanza di dissequestro delle 10 carabine Zastava "liberate" lo scorso anno. L'esito è paradossale

Ricordate il dissequestro delle 10 carabine Zastava M76 a suo tempo commercializzate da Nuova jager? Ebbene, la procura di Brescia ha fatto ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale del riesame di Brescia che ne aveva ordinato la restituzione ai legittimi proprietari e la Cassazione ha disposto l'annullamento del provvedimento con rinvio a un'altra sezione del tribunale del riesame di Brescia: la quale si è pronunciata pochi giorni fa, disponendo l'annullamento definitivo dell'ordinanza di dissequestro, disponendo quindi nuovamente il sequestro delle carabine. La motivazione principale della decisione risiederebbe nel fatto che otto di queste carabine, su 10, all'atto del sequestro erano dotate di caricatore da 10 colpi, laddove invece la procedura di demilitarizzazione prevedeva una capacità massima del caricatore di 5 colpi. Secondo la Cassazione e il tribunale del Riesame, quindi, per questo motivo "il caricatore consente all'arma, indipendentemente dalla capacità di sparare a raffica, di mantenere il volume di fuoco originario, non limitato in conformità con le prescrizioni tecniche della circolare citata (quella in materia di demilitarizzazione, ndr) e dunque nella sostanza di mantenere caratteristiche balistiche o di impiego comuni con le armi da guerra".
Contro la decisione del riesame sarà proposto ricorso in Cassazione, vi terremo tempestivamente informati sugli ulteriori sviluppi. Nel frattempo, è opportuno sottolineare come quanto accaduto sia evidente testimonianza dell'atteggiamento della procura di Brescia sull'intera questione Zastava e su quanto possa essere disponibile la procura ad addivenire a soluzioni di buon senso per consentire ai proprietari delle oltre 1.200 carabine di tornare in qualche modo in possesso delle armi sequestrate nell'ormai lontano 2014. Dalla lettura delle motivazioni del ricorso, emergono inoltre incongruenze e fatti quantomeno paradossali, dei quali vi daremo puntualmente conto negli approfondimenti sulla rivista.

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