Puro istinto

È la seconda generazione M&P di Smith & Wesson: numerosi gli aggiornamenti tecnici, dall’asse di canna allo chassis in metallo del fusto. Impugnatura straordinaria, scatto curato, ha formato compatto ma spara come una full size

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La Smith & Wesson M&P9 Compact è una compatta calibro 9x21 per la difesa personale, ma anche per il tiro informale in poligono. 

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La serie di semiauto polimeriche Military & Police di Smith & Wesson è stata presentata a partire dal 2005 e, diversamente dalla precedente serie Sigma, ha avuto un immediato successo in particolare (ma non solo) sul mercato statunitense. Nel volgere di pochi anni sono state sviluppate numerose varianti, con diverse opzioni di lunghezza di canna e differenti calibri, dal .380 acp (9 corto, all’italiana) al .45 acp. Nel 2017 ha debuttato la serie 2.0, più che di un aggiornamento tecnico è lecito parlare di una vera e propria rivoluzione che ha portato la serie M&P a essere una delle più moderne, aggiornate e competitive sul mercato mondiale. La M&P9 Compact ha una canna lunga 4 pollici giusti, quindi 102 mm, per una lunghezza complessiva di 185 millimetri: il fusto polimerico è uno dei componenti che ha subito le maggiori modifiche rispetto alla prima generazione: la differenza più evidente è rappresentata dalla nuova texture grippante sull’impugnatura, che interessa sia i nuovi dorsalini intercambiabili (quattro, nelle misure S, M, ML, L, forniti di serie) sia i fianchi della componente fissa dell’impugnatura, sia il front strap. Anche la parte meno visibile del fusto è stata però completamente riprogettata, parliamo della “farcitura”, cioè dello chassis in acciaio annegato nel polimero, portante le guide di scorrimento, che è stato allungato al fine di garantire una superiore resistenza torsionale allo sparo. Nella parte frontale del fusto, sotto il dust cover, è presente una slitta Picatinny porta accessori con tre slot trasversali, il ponticello è di tipo arrotondato.

Il sistema di funzionamento è sempre a corto rinculo con canna oscillante sistema Browning modificato, la canna si vincola al carrello per mezzo della propaggine squadrata della camera di cartuccia che contrasta con il bordo anteriore della finestra di espulsione. Canna e carrello quindi rinculano solidali per un breve tratto, finché l’interferenza tra lo zoccolo inferiore della canna e una apposita rampa ricavata nello chassis non costringe la culatta della canna ad abbassarsi, liberandosi dal vincolo con il carrello che prosegue da solo la propria corsa estraendo ed espellendo il bossolo. L’asse della canna risulta particolarmente basso, a vantaggio del controllo del rilevamento allo sparo, inoltre anche il design del carrello risulta leggermente modificato, le fresature di presa hanno ancora il tipico (ed estremamente funzionale) profilo a squama di pesce, ma nella seconda generazione sono ricavate anche nella parte anteriore e non soltanto su quella posteriore. Sia la canna, sia il carrello sono realizzati in acciaio inox, ricoperto successivamente da un trattamento esclusivo di nitrurazione denominato Armornite, che conferisce un aspetto nero satinato alle superfici. È antiriflesso, resistente ai graffi e, soprattutto, conferisce una ulteriore resistenza alle superfici da parte di agenti atmosferici avversi.

L’alimentazione è fornita da un caricatore bifilare a presentazione singola, con corpo in lamiera, della capacità di 15 cartucce. Nella confezione dell’arma, oltre a un caricatore di ricambio, sono previsti due manicotti alti 12 millimetri che consentono di raccordare il caricatore all’impugnatura, nel momento in cui si decida di utilizzare i serbatoi da 17 colpi della Full size. Anche i manicotti presentano la medesima texture grippante dell’impugnatura.

Il sistema di scatto prevede, come è ormai abitudine consolidata di questi ultimi anni, un percussore lanciato, con scatto in sola Singola azione. All’interno del carrello è presente la sicura automatica al percussore, una seconda sicura, sempre automatica, è integrale al grilletto ed è costituita da uno sdoppiamento della leva di scatto: se la metà inferiore non viene volontariamente premuta, impedisce l’arretramento della metà superiore, alla quale è vincolata la catena di scatto. Poiché il grilletto è molto più sottile rispetto al ponticello, ciò impedisce anche spari accidentali nel caso di porto occulto dell’arma, anche senza fondina. Sul bordo posteriore del prolungamento superiore della camera di scoppio è presente un foro di ispezione che consente di percepire la presenza del colpo in canna senza la necessità di arretrare il carrello. Il sistema di recupero prevede un guidamolla a tutta lunghezza in acciaio, con molla singola a spirali piatte, di tipo prigioniero (captive spring). Per agevolare il rimontaggio, le spire anteriori della molla sono dipinte in blu, consentendo l’immediata identificazione di quale sia il verso nel quale orientare il guidamolla. I comandi sono costituiti dalla leva dell’hold open, su entrambi i lati del fusto, e dal pulsante di sgancio del caricatore, alla base del ponticello, reversibile su un lato o sull’altro a piacere del tiratore.

Gli organi di mira riprendono quelli della prima generazione, ma risultano ulteriormente ammodernati. Il mirino è innestato a coda di rondine e provvisto di un dot bianco per la collimazione istintiva, la tacca di mira a “U” presenta anch’essa due dot bianchi sui lati della finestra, deriva dal tipo Novak installato sulla prima generazione ma presenta la parte anteriore squadrata, in modo da consentire l’armamento d’emergenza a una sola mano contro la cintura dei pantaloni, lo spigolo di un tavolo o altri supporti di fortuna. Non c’è tantissima luce tra i lati del mirino e quelli della tacca, ma i dot bianchi consentono comunque una eccellente collimazione in velocità, mentre appunto la ridotta tolleranza in larghezza tra tacca e mirino consente, per converso, una ottima fruibilità nel tiro meditato sul bersaglio.

Lo scatto è un altro degli elementi innovati rispetto alla prima generazione: risulta alleggerito (2.500 grammi al nostro dinamometro Lyman) e, in particolare, dotato di un reset molto corto e nettamente percettibile. Nell’esemplare in prova, abbiamo riscontrato una precors molto leggera e pulita di 4,5 mm, alla quale segue un secondo tempo di 3 millimetri con sgancio netto e perfettamente percettibile. Sul fusto è presente un rilievo che funge da trigger stop, evitando il collasso di retroscatto. Il reset corrisponde in pratica alla corsa del secondo tempo, quindi è sempre di 3 mm.

Per la prova a fuoco abbiamo selezionato un assortimento di cartucce Fiocchi costituito dalle classiche Fmj di 124 grani, alle quali abbiamo affiancato le Leadless con palla ramata sempre di 124 grani e innesco privo di piombo, concludendo con le Black mamba di 100 grani con palla troncoconica dalla caratteristica concavità apicale. Abbiamo anche allestito alcuni colpi ricaricati con palla ramata di 124 grani, spinti da 5 grani di Winchester 231.

La cosa che balza agli occhi, o meglio a pelle, al primo contatto è che l’impugnatura risulta una delle più istintive, sottili e proporzionate tra tutte le polimeriche bifilari che ci sia mai capitato di provare. La texture grippante, definita “aggressiva” dal produttore, ricorda il nastro adesivo per gli skateboard (Skate tape) e pur con le mani grondanti sudore (dati i 40 gradi di tepore del nostro poligono in piena estate…) la presa è assolutamente di granito. Con il caricatore standard, anche avendo mani grandi il mignolo risulta perfettamente appoggiato sul fondello del serbatoio, quindi la prolunga per i caricatori da 17 non costituisce a nostro avviso un vantaggio così evidente dal punto di vista ergonomico (ma è ovvio che può esistere chi abbia mani ancor più grandi delle nostre…). Già così è perfetta. Lo scatto è veramente fruibile già al primo sparo e, complici le mire che sono risultate assolutamente centrate, fa senz’altro bene al morale consumare il primo caricatore riscontrando di aver “mitragliato” la zona del “9” del bersaglio di pistola standard…

Affidabilità ovviamente totale, non si è verificata la benché minima esitazione in alimentazione o espulsione anche tenendo di proposito una presa lasca. Dal punto di vista del diametro delle rosate, con le Black mamba abbiamo riscontrato un leggero ampliamento rispetto alle ottime Fmj, le migliori sono risultate però le Leadless con le quali obiettivamente la M&P 2.0 è un vero laser. Queste ultime hanno fatto registrare le velocità più basse, prevedibilmente al primo posto quanto a prestazioni invece le leggere 100 grani delle Black mamba, che sono “andate via” con una decisa fiammata in volata, non abbagliante però seppur nella penombra del poligono indoor. Evidente fiammata anche per le ricariche, malgrado le prestazioni fossero allineate alle cartucce commerciali standard. Bossoli di risulta praticamente nuovi, percussione centrata e potente, sull’innesco resta impresso il foro di egresso del percussore dal caratteristico profilo a goccia. La sostituzione del dorsalino è decisamente semplice, basta togliere il caricatore, ruotare di 90 gradi la propaggine posteriore inferiore dell’impugnatura e sfilarla, a quel punto è possibile ruotare verso l’alto e rimuovere il dorsalino. Il pulsante di sgancio del caricatore è ben acquisibile, ma allo stesso tempo il suo spessore e la forza richiesta per l’azionamento non determinano sganci accidentali nel porto in cintura; le leve dell’hold open hanno spessore laterale minimo e, nonostante ciò, risultano molto efficaci nell’azionamento con il pollice della mano forte. Molto indovinata la texture delle unghiature di presa sul carrello, tanto è vero che pur avendo estensione minima, risultano ben sfruttabili anche quelle anteriori. Lo smontaggio prevede di bloccare l’otturatore in apertura e poi ruotare di 90 gradi la leva sul lato sinistro del fusto, rispetto alla prima generazione è stata eliminata la necessità di abbassare la levetta gialla all’interno del vano di alimentazione (agendo con un dito attraverso la finestra di espulsione), il che ha reso tutto più semplice e soprattutto istintivo.

La prova completa su Armi e Tiro di agosto 2020

Produttore: Smith & Wesson, smith-wesson.com

Distributore: Prima armi, via San Paolo 10, 10060 Pinasca (To), tel. 0121.32.14.22, primarmi.it

Modello: M&P9 2.0 Compact

Tipo: pistola semiautomatica

Calibro: 9x21

Funzionamento: canna oscillante sistema Browning modificato

Alimentazione: caricatore bifilare a presentazione singola

Numero colpi: 15 (opzionale 17)

Canna: lunga 102 mm, rigatura a sei principi con passo di 250 mm

Lunghezza totale: 185 mm

Altezza: 125 mm (tacca di mira)

Spessore: 29 mm

Linea di mira: 160 mm

Scatto: Singola azione

Percussione: percussore lanciato

Mire: mirino innestato a coda di rondine con dot bianco, tacca di mira innestata a coda di rondine e fermata con grano, con due dot bianchi

Sicura: automatica al percussore, automatica sul grilletto

Materiali: acciaio inox, fusto in polimero

Finiture: nitrurazione Armornite

Peso: 765 g

Qualifica: arma comune

Prezzo: 729 euro, Iva inclusa

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