26 dicembre 2018

Si cambia, ma non troppo

La Military & police in versione “seconda generazione” ha un nuovo fusto ancor più grippante, carrello alleggerito e ridisegnato, scatto più leggero. Mantiene, però, tutte le positive qualità di una serie davvero vincente per il produttore Usa

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  • 1/8 La canna è lunga 4,6 pollici: con i criteri attualmente di moda, è quanto di più vicino a una full size.

    Come è fatta

    Di Matteo Cagossi

    Le novità introdotte dalla M2.0 rispetto alla M&P 45 (ancora disponibile) e visibili dall’esterno, si concentrano principalmente nel nuovo fusto dotato di impugnatura inclinata di 18 gradi e dotata di nuova texture ad alta aderenza, più efficiente rispetto alla “buccia d’arancia” della M&P 45. Il fusto, inoltre, è conformato in modo da consentire una presa più alta, in modo da avere un asse della canna più basso e, quindi, un minor rilevamento. Rivisto anche il disegno del carrello, dotato di fianchi alleggeriti che ne riducono sensibilmente la massa e le dimensioni.
    Inedita è anche la presenza di uno chassis metallico integrale (non in due parti come le altre M&P) interno al fusto che dona maggiore rigidità e resistenza, nonché la finitura Armornite delle parti metalliche per una superiore vita operativa.
    Oltre a tutto questo, la M2.0 ha anche giovato di una lieve, ma apprezzabile riduzione del carico di scatto, peraltro reso ancor più fluido dall’adozione del menzionato telaio integrale.
    Il sistema di funzionamento, tuttavia rimane classico e prevede la consueta chiusura geometrica Browning-Petter modificata, attuata dal risalto creato dalla porzione antero-superiore della sezione prismatica della camera di cartuccia la quale, in chiusura, si innesta di precisione nella finestra d’espulsione attuando il vincolo meccanico tra canna e otturatore.
    L’ampia rampa d’alimentazione con imbocco della camera di cartuccia svasato e l’avvisatore di cartuccia camerata costituito dal foro apicale della parte terminale della camera stessa concorrono, inoltre, a donare alla M2.0 grande affidabilità e sicurezza. Sicurezza garantita anche dal congegno di scatto a percussore lanciato che, pur essendo in sola Singola azione (all’atto del caricamento, il percussore rimane in posizione d’armamento saldamente ancorato al dente di scatto), vanta ben tre dispositivi di sicurezza.
    Il grilletto ha propria sicura che non consente lo scatto se non è ben premuto dal dito. La seconda sicura presente è quella al percussore, che blocca la corsa dello stesso fin quando il grilletto non è completamente premuto. Ultima sicura presente è il classico congegno manuale con leva ambidestra al fusto di chiara ispirazione “1911” il quale, quando attivato sollevando le citate leve, blocca lo scatto.
    Insomma, i presidi di sicurezza non mancano, tanto che anche per lo smontaggio da campo della pistola, si può godere di un apposito comando interno per la messa a riposo del percussore senza necessità di azione sul grilletto.
    La facilità di maneggio e presa di feeling con la pistola americana, peraltro agevolata anche dall’ergonomia piuttosto buona dell’impugnatura, è immediata. L’impugnatura presenta un’inclinazione nella norma e, anche se contiene il caricatore bifilare capace di 10 cartucce calibro .45 acp, risulta piuttosto asciutta se rapportata al calibro.
    Il merito è da ascriversi al’utilizzo di un caricatore metallico (ben più sottile dei caricatori polimerici della concorrenza) e dallo spessore delle pareti esterne dell’impugnatura stessa, piuttosto contenuto. Come anticipato, anche la finitura superficiale antiscivolo è stata migliorata mentre, per attagliare l’arma alle esigenze dei diversi tiratori, la M&P 45 dispone della parte posteriore dell’impugnatura, o “dorsalino”, intercambiabile.
    Rimuovendo la spina passante interna all’impugnatura è possibile sostituire il dorsalino di serie per sostituirlo con altro di differente spessore e conformazione.
    Di serie sono disponibili tre ulteriori dorsalini di varie taglie, i quali, oltre a modificare ergonomicamente la parte posteriore dell’impugnatura, concorrono anche a ottimizzare i lati della stessa. I dorsalini, infatti, sono realizzati a “sella” in modo da supportare l’intero palmo della mano.
    Ciò permette di variare non solo la lunghezza, ma anche lo spessore laterale in modo tale da gestire anche mani di taglia grande. L’ottimizzazione ergonomica dell’impugnatura permette, altresì, di sfruttare al meglio anche lo scatto.

    Lo scatto

    Come anticipato, lo scatto è in sola Singola azione ma, in ordine alla destinazione difensivo-operativa della pistola, il sistema adottato vanta una rassicurante corsa complessiva del grilletto pari a circa 10 mm. Corsa in cui si sviluppa un’iniziale precorsa leggera ma ben gestibile anche sotto stress lunga circa 6 mm seguita da un secondo tempo o sgancio vero e proprio che avviene in circa 3 mm. Il tutto, seguito da un piccolissimo collasso di retroscatto di circa 1 mm. Il reset di reingaggio dei piani di scatto è di lunghezza pari al secondo tempo mentre il carico complessivo medio dell’intera azione è stato abbassato dagli originari 2.750 a circa 2.200 grammi. Al “dito”, lo scatto appare fluido, ben fruibile e piuttosto costante e, anche se il carico di trazione può apparire elevato, in realtà ci si abitua facilmente. L’impostazione dell’arma prevede un fusto polimerico al quale, tramite tre perni passanti e incastri, è saldamente fissato il telaio interno, ora non più composto da blocchetto anteriore e posteriore, bensì da un solido chassis integrale in acciaio contenente i congegni di scatto e le guide di scorrimento.
    Per uso sportivo, è possibile affidarsi ai vari kit d’alleggerimento che possono portare lo scatto a valori inferiori a 1.500 grammi che, però, sconsiglio vivamente di adottare per scopi difensivi. L’impiego delle materie polimeriche per il fusto, in ogni caso, non deve far ritenere che la M2.0 sia un’arma banale o “povera”. La Smith & Wesson, infatti, dopo la sfortunata serie di pistole polimeriche Sigma le quali, oltre a non godere di grande affidabilità hanno avuto anche il pregio di far guadagnare all’azienda americana una lunga e costosa causa intentata da Glock per plagio e violazione dei brevetti e la breve parentesi della Sw99 (in pratica, una Walther P99 realizzata su licenza dalla Smith & Wesson), si è rimboccata le maniche per offrire un prodotto di qualità e in grado di ben figurare nei confronti della concorrenza.
    La M&P 45 M2.0 (dove M&P è l’acronimo di Military & Police, ovvero il “nome” del glorioso revolver del 1899 protagonista della guerra delle Filippine, della lotta al contrabbando di alcool durante il proibizionismo e così via), vanta caratteristiche progettuali interessanti unite, però, a materiali e finiture scelti con cura.
    Le “plastiche” appaiono rigide e resistenti: anche stringendo vigorosamente l’arma, infatti, il caricatore non subisce frizioni durante l’estrazione, mentre lo scatto rimane invariato (in alcune polimeriche di recente produzione, ciò non è così scontato).
    Gli acciai di carrello e canna sono, altresì, dotati di superfici ben raccordate e intagli di presa con disegno “squamato”, in grado di offrire altissimi livelli di grip anche indossando guanti o con mani bagnate o madide di sudore fornendo, altresì, anche un aggressivo aspetto estetico all’arma.
    Aspetto che, seppur non influente ai fini balistici, è comunque in grado di offrire anche un’elevata deterrenza da chi si venga a trovare dal lato “sbagliato” della pistola. Chi, viceversa, si trova “dietro” alla pistola, è agevolato dall’impostazione generale dell’arma in cui i comandi sono dove dovrebbero trovarsi e tutto è comodamente azionabile senza forzature o “contorsionismi”.
    A partire dal caricatore bifilare a presentazione singola, il cui rifornimento è piuttosto agevole, per arrivare alla molla di recupero del carrello correttamente calibrata, il maneggio della M2.0 non pone particolari problemi.

    La nostra prova

    Anche le reazioni allo sparo non sono da meno: impiegando le comuni cartucce con palla Fmj di 230 grani, si ha la percezione di un rinculo relativamente modesto e un rilevamento nella norma. Pertanto, la M&P può risultare un’ottima scelta per quanti cerchino una calibro .45 acp di moderna concezione.
    Oltre alle positive risposte dinamiche, anche in termini di precisione ottenibile la pistola americana si è fatta valere. A 20 metri di distanza, i bersagli sono stati attinti sempre nella zona mirata permettendomi di ottenere concentrazioni piuttosto soddisfacenti con risultati complessivi vicini a quelli realizzabili con le più diffuse full size di concezione moderna da difesa calibro .45 acp.
    Pistole come la Sig P220 o la Heckler & Koch Usp che, dalle mie personali esperienze, giudico tra le più precise nel calibro in commento, fatte ovviamente salve le realizzazioni custom su base 1911.
    Nel tiro rapido la dispersione non è apparsa particolarmente marcata, grazie anche alle masse in movimento non eccessive che permettono il veloce rientro in punteria.
    Le serie veloci, comunque, evidenziano li robusto temperamento del calibro il quale, anche se ben ammansito dalla M&P, comunque, segna il passo rispetto al “piccolo” 9 mm (x19 o x21) europeo.
    In definitiva la M&P 45 M2.0 è precisa e affidabile: se qualcuno ritiene che 10 cartucce a disposizione (più una in canna) possano essere “pochine” per l’impiego difensivo rispetto alle 15 o più di una pistola full size calibro 9x21 mm, occorre pur sempre ricorare che le statistiche relative agli scontri a fuoco (per lo più derivati dagli enti federali americani) denunciano che tali eventi sono mediamente connotati dall’esplosione di non più di 5 cartucce, peraltro esplose a distanze piuttosto ridotte (ben al di sotto dei 10 metri) mentre il cosiddetto potere d’arresto o percentuale di incapacitazione al primo colpo (one shoot stop) di cartucce calibro 9x21, .40 S&W o .45 acp dotate di palla Fmj, per i tre calibri è praticamente sovrapponibile.
    Pertanto, avere a disposizione 15 cartucce in calibro 9 mm o 10 in calibro .45 acp, ai fini difensivi, non fa alcuna differenza.
    Ciò che, altresì, ritengo sia da valutare durante l’acquisto di un’arma per difesa o uso generico, anche sportivo, è l’aspetto emozionale che un prodotto può trasmettere al possessore. Personalmente, la M&P 45 M2.0 mi piace. L’ho apprezzata perché è una di quelle armi semplici, robuste, senza fronzoli ma costruite bene che, assieme al calibro adottato, evocano pienamente il moderno spirito americano.
    Inoltre, considerando anche il “vessatorio” regime fiscale italiano, ove dazi d’importazione, tasse e costi accessori hanno un forte peso sul costo finale dell’arma, il prezzo proposto al pubblico appare congruo alle caratteristiche offerte.

    L'articolo completo su Armi e Tiro di agosto 2018

    Scheda tecnica

    Produttore: Smith & Wesson, smith-wesson.com
    Distributore: Bignami spa, via Lahn 1, 39040 Ora (Bz), tel. 0471.80.30.00, bignami.it
    Tipo: pistola semiautomatica
    Modello: M&P 45 M2.0
    Calibro: .45 acp
    Impiego specifico: difesa, tiro informale e sportivo
    Alimentazione: caricatore bifilare amovibile a presentazione singola
    Numero colpi: 10
    Scatto: Singola azione con carico di sgancio pari a 2.200 g
    Sicura: automatica al percussore, automatica al grilletto, manuale sul fusto
    Lunghezza canna: 114 mm
    Lunghezza totale: 205 mm
    Peso: 770 g scarica
    Mire: mirino a lama con dot bianco, tacca di mira tipo Novak con dot bianchi
    Materiali: canna, carrello e chassis in acciaio inox, impugnatura in polimero
    Finiture: componenti metalliche protette da finitura Armornite. Disponibile anche versione flat dark earth
    Qualifica: arma comune
    Prezzo: 877 euro, Iva inclusa

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