di Gilberto Cervellati - 19 dicembre 2018

Selvatica, secondo appuntamento

A Zola Predosa (Bo) si è svolto il secondo appuntamento di “Filiera selvatica”, per celebrare la carne di selvaggina ma anche il tartufo e tutti quei prodotti che nascono dal bosco

A Zola Predosa (Bo) si è svolto il secondo appuntamento di “Filiera selvatica”, per celebrare la carne di selvaggina ma anche il tartufo e tutti quei prodotti che nascono dal bosco. A Palazzo Albergati a pochi minuti dal centro di Bologna, fulgido esempio del barocco europeo (sec. XVII) che nella sua lunga storia ha ospitato innumerevoli nobili ospiti e teste coronate. Le sue cantine, enormi, con le cucine e i focolari dell’epoca, non potevano essere migliore sfondo per un simile evento gastronomico e culturale.
"Filiera selvatica" ha condotto i propri ospiti da un’esperienza sensoriale con ricette a base di carne di selvaggina verso la conferenza sul nascente marchio che contraddistinguerà la filiera della carne di selvaggina. A seguire, un buon sigaro toscano con degustazione di Gin italiano in attesa dello spettacolo pirotecnico a tema natalizio. La giornata si è poi conclusa con lo show cooking di Giorgione.
L’Emilia-Romagna, di nuovo, si dimostra all’avanguardia: infatti è la prima regione ad aver implementato una filiera per raccogliere, trattare e favorire il consumo della carne di selvaggina. Ora è il momento del marchio per rendere riconoscibili i prodotti e gli esercizi commerciali che distribuiscono o fanno uso di queste carni. Deus ex machina dell’evento è stato Michele Milani, editore e scrittore di libri dedicati alla caccia e alla cucina, che per il progetto del marchio ha riscosso l’appoggio del Gal del Ducato (Gruppo azione locale di Parma e Piacenza). L’idea della filiera nasce proprio sulle colline dell’appennino Parmense e Piacentino, territorio poco penetrato dall’industrializzazione, dove da tempo gli agricoltori debbono fare i conti con i danni arrecati dal selvatico alle colture. Un paio d’imprenditori hanno investito e creato aziende che oggi vivono su questa filiera, una di queste è Sant’Uberto di Monterenzio (Bo), presente alla conferenza e tra i dieci espositori presenti. Quest’azienda ha fornito la materia prima per la parte più “succosa” dell’evento: il buffet di piatti a base di carne di selvaggina.
Una decina di espositori e circa 150 ingressi; tra questi anche la Food academy di Franchi che ha proposto una sua ricetta per un aperitivo in tema: tartar di cervo agli agrumi con nocciole tostate e ruchetta (che puoi vedere in lavorazione nel video).
Un’opportunità anche per l'armaiolo di Ancona, Cosmi, di presentare alla stampa il progetto di rinnovamento del marchio e lanciare qualche anticipazione su alcuni nuovi progetti. Ne ha parlato il nuovo Ceo, Luca Gaeti (a sinistra nella foto qui sotto, con Rodolfo Cosmi), che porta in azienda la sua esperienza di manager comunque affiancato dalla famiglia Cosmi, soprattutto dal punto di vista tecnico. Il prodotto Cosmi non cambierà, hanno assicurato, manterrà la sua peculiarità di prodotto artigianale di alta qualità ma verrà rinnovata l’esperienza d’acquisto da parte dei clienti. All’orizzonte c’è una doppietta fine ispirata a un prodotto storico della Casa anconetana, ma ha incuriosito di più l’annuncio della nuova carabina Cosmi. Esiste già un prototipo su cui si stanno facendo test e migliorie; a quanto pare dovrebbe rispettare o forse ispirarsi alla filosofia costruttiva dei Cosmi liscio. Gaeti ha indicato la fine del 2019 per la presentazione ufficiale sul mercato.

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